La Villa Cernazai – Pontoni di Ipplis in Friuli: la vergogna infinita. Crolla anche l’ala sud del tetto

Questa notte la villa Cernazai-Pontoni a Ipplis di Premariacco ha perso anche la porzione sud del suo maestoso tetto costruito circa 300 anni fa. La vegetazione che circonda la villa è quasi una foresta e impedisce una visione d’insieme del disastro ma la rovina è veramente sconvolgente. La falda nord era implosa nel luglio 2015 e da allora nessuno si è sentito in dovere di salvare questo luogo storico e di rara bellezza paesaggistica della nostra Regione. La Villa aveva retto in maniera esemplare al sisma del 1976, segno della sua solida struttura, realizzata secondo regole antiche ma di altissima qualità architettonica. Una costruzione così antica necessita di cure almeno di ordinaria manutenzione e invece da oltre venti anni la Villa Cernazai è abbondonata. Le sue condizioni non erano così disastrose dato che era abitata e vissuta fino a circa 10 anni fa - anzi fino a pochi mesi fa sede di una centralina telefonica Telecom - e per salvarla da questa rovina sarebbe bastata veramente una semplice manutenzione ordinaria del tetto.
Il Comune di Cividale, proprietario della Villa e della tenuta agricola che la circonda, non ha mai espresso il minimo rispetto per questo bene storico-artistico della nostra Regione, non ha mai richiesto neppure un sopralluogo. Ma altrettanto inadeguati nella tutela del patrimonio storico artistico sono stati, nella loro assoluta latitanza, il Comune di Premariacco, la Sovrintendenza ai Beni Culturali, la Regione Friuli Venezia Giulia, tutti in qualche modo giustificati dalla non presa di posizione dell’ “ente proprietario”. Nessuno ha provato un affetto o un senso di dovere per questo luogo incantevole, uno dei siti panoramici più suggestivi e significativi dei Colli Orientali del Friuli Venezia Giulia, regione recentemente eletta dalla famosissima giuda turistica internazionale Lonely Planet fra “le mete nel mondo da non perdere” grazie in particolare alle sue zone vinicole. Purtroppo la vertenza giuridica indetta dalla Famiglia Organi ha offerto l’occasione di una “giustificata” irresponsabilità. La causa civile fra il Comune di Cividale e la Famiglia Organi è in corso da 20 anni, è già passata due volte in Cassazione e ora giace in attesa dì un nuovo giudizio (il terzo) presso la Corte d’Appello di Trieste. Questa infinita attesa viene meno a qualsiasi principio di buona amministrazione dei beni italiani, disattende completamente alle leggi di tutela del patrimonio storico – artistico ed ai principi essenziali della nostra Costituzione. Grave è il danno per i cittadini di Ipplis, la cui economia è essenzialmente basata sulla viticultura ed al movimento turistico ed essa legato: avere un bene storico-artistico di tali proporzioni ridotto a rudere, nell’area di maggior pregio agricolo-paesaggistico, alle porte del paese, non è certamente indifferente per l’immagine del proprio territorio, senza considerare poi le conseguenze idro-geologiche negative che derivano dall’incuria di un’area cosi ampia.
Il Comitato spontaneo “Ipplis da ritrovare” ha cercato di creare delle situazioni favorevoli a della iniziative concrete per la salvezza di Villa Cernazai-Pontoni promuovendo fra l’altro anche la Campagna luoghi del Cuore FAI 2014, nella quale la Villa ha ottenuto il Primo Posto nella Regione Friuli Venezia Giulia, il Secondo Posto nazionale nella speciale classifica EXPO2014 e il 36° posto nella classifica nazionale: un successo che ancora oggi rende la povera Villa Cernazai un luogo conosciuto e amato in tutta la Regione e a livello nazionale. Senza alcun perplessità, ancora una volta si richiede un urgente intervento su tutta la struttura dell’immobile e su tutto il sito di Villa Cernazai, catalogata quale Villa Veneta e sottoposta a tutti i vincoli di tutela previsti dalla Costituzione e dalla Legge italiana. Si richiede: - la messa in sicurezza della Villa, della Barchessa e della case rurali. Si sottolinea che rimane in sede solo la falda centrale del tetto, quella al di sopra del grande e scenografico scalone. - la valutazione della precarie condizioni statiche della cappella dedicata alla santa di Cividale, la Beata Benvenuta Boiani. - una manutenzione accurata e completa del giardino storico, del broilo e di tutta l’area della tenuta, luogo di grande pregio di cui non vorremmo continuamente vergognarci di avere alla porte del nostro paese. Affidiamo a queste concrete richieste il nostro più accorato appello ad agire subito affinché questo bene prezioso e unico della terra friulana non venga definitivamente cancellato dalla nostra storia. Ipplis di Premariacco, 16 settembre 2017

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