PAFOS: LE TURCHERIE DEL RATTO DAL SERRAGLIO INCANTANO IL FESTIVAL FIORE ALL'OCCHIELLO DELLA CIPRO GRECA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2017

Intitolato ad Afrodite, la dea greca dell’amore nata, si dice, in una grotta poco distante dalla zona portuale di Pafos, la più importante città della costa occidentale di Cipro, l’Aphrodite Festival è giunto quest’anno alla diciannovesima edizione. Ogni estate, infatti, tra agosto e settembre, il castello di Pafos, o per meglio dire quello che ne rimane, è la cornice naturale delle rappresentazioni di un’opera teatrale, la prima fu Otello con il non dimenticato Carlo Cossutta, nel 2008 Madama Butterfly con i complessi del Teatro Verdi di Trieste, quest’anno Die Entführung aus dem Serail, Il ratto dal serraglio di Mozart, un Singspiel di ambientazione turca che la greca Pafos ha voluto ospitare nel suo Festival fiore all’occhiello tra le sue numerose manifestazioni culturali, in segno d’amicizia con la vicina popolazione della Cipro turca. Passato e presente, storia e leggenda si fondono nell’armonia del mare Mediterraneo che lambisce la spiaggia di Pafos: il passato è raccontato dagli splendidi mosaici greci e romani o, perché no, dai resti medioevali del suo castello sul mare, il presente è quello di una città eletta Capitale europea della cultura 2017 insieme alla danese Aarhus. Pafos è considerata dalla gente del posto la città di chi ama la storia, l’arte e la cultura e dal gennaio scorso è stata teatro di un interessante panorama di manifestazioni e spettacoli legati dal filo conduttore Linking continents, Bridging cultures, che evidenzia il ruolo della città come ponte tra culture diverse, grazie alla posizione strategica nel mare Mediterraneo. Le manifestazioni si articolano in tre macro aree: Myth and Religion, World Travellers e Stage of the Future, rispettivamente Mito e religione, Viaggiatori del mondo e Palcoscenico del futuro.
Gli appuntamenti più importanti che hanno preceduto l’ormai tradizionale Pafos Aphrodite Festival, che è un po’ il fiore all’occhiello tra gli eventi culturali dell’isola, erano da ravvisare nella performance percussionistica dell’ensemble giapponese Yamato Taiko Drum, nello spettacolo teatrale Trojan Women, ispirato all’omonimo testo di Euripide con una produzione a cura del regista greco Theodoros Terzopoulos e scenografie curate da Jannis Kounelis e il concerto di Goran Bregovich Wedding and Funeral ispirato al mito di Afrodite. Non è tutto, perché l’autunno di Pafos Capitale europea della cultura 2017 prevede fra le altre cose e in stretta collaborazione con la Cyso, la Cyprus Symphony Orchestra che celebra il suo trentesimo compleanno, a fine settembre concerti della Cyprus Youth Simphony Orchestra, a ottobre un appuntamento con la musica contemporanea di musicisti ciprioti e a dicembre un concerto della Cyso in cui il classicismo di Mozart sarà messo a confronto con il Novecento di Copland, Sciostakovich e Milhaud e che sarà diretto dal suo nuovo direttore musicale, il tedesco Jens Georg Bachmann. Quanto a Die Entführung aus dem Serail, motivo della nostra visita a Cipro, si trattava della sua prima esecuzione nell’ambito del Patos Aphrodite Festival. Era rappresentata nell’originale testo tedesco di Johann Gottlob Stephanie desunto abbastanza liberamente da una pièce di Christoph Friederich Bretzner in cui un intreccio amoroso dai risvolti patetici è ambientato in un Oriente favoloso che dà a Mozart l’occasione per scrivere dei brani di musica “alla turca” che sono il sale di questo suo primo successo comico. D’altro canto l’esotismo è parte integrante di questo lavoro che vide la luce con grande successo al Burgtheater di Vienna nel luglio del 1782, ma non è l’unico motivo che pone ancor oggi Il ratto dal serraglio tra le opere più riuscite del salisburghese.
L’esecuzione cipriota, nel complesso molto piacevole, si avvale di un nuovo allestimento che il Pafos Aphrodite Festival coproduce con il Cefac, il Centro di Formazione Alta Cultura di Parma di cui è presidente Roberto Saltini con la partecipazione del Teatro Verdi di Pisa. Ne sono artefici Leigh Holman che ne firma la regia, Franco Armieri autore delle scene che bene s’inseriscono nella cornice medioevale, Mirella Ranzani per i costumi, coloratissimi ed eleganti e Paolo Casati per il disegno luci. E’ uno spettacolo semplice, lineare, pulito che ha nei contrasti di colori e nel continuo movimento di personaggi, maggiori o minori, la sua cifra precipua. Il rischio è di confondere il Singspiel, genere misto tra recitazione e canto cui Die Entführung aus dem Serail appartiene, con il musical. Ma, pare di capire, è un rischio calcolato e, soprattutto, è un modo per richiamare alla mente un coloratissimo mondo di favola in cui ogni personaggio entra ed esce in punta di piedi per rappresentare i numeri che è chiamato a realizzare. La parte recitata subisce un drastico ridimensionamento (l’intervento muto dell’assistente nero di Osmin è eliminato, tanto per fare un esempio) per lasciare spazio alla musica e al canto affidati a una compagnia nel complesso affiatata e ben scelta. Così Olga Fomichova, ucraina, affronta impavida le improbe arie dell’eroina Konstanze e con intonazione adamantina, fiati lunghi e grande musicalità ne viene a capo egregiamente. Anche nei passi di coloratura più ostici il tenore spagnolo Marc Sala, dal canto suo, è un Belmonte di elegante figura e bel fraseggio, spigliato in scena anche se non immacolato in fatto di puro suono. Allo stesso modo sono da lodare la deliziosa Blondchen di Paola Cigna e il dinamico Pedrillo di Jeffrey Treganza, statunitense, in grado entrambi di dare alla coppia popolana vivacità e simpatia. Su tutti impone la sua statura, non solo fisica, e la sua ricca vocalità, l’esilarante Osmin di Duccio Dal Monte, che non sarà il basso profondo richiesto da Mozart, ma è un artista a tutto tondo, come pure Roberto Adriani cui sono affidati gli interventi recitati del Pascià tiranno di buon cuore.
Una volta detto dell’eccellente apporto dato dal Coro italo-cipriota che riuniva, sotto la direzione di Matteo Salvemini il Lirico Città di Rimini Amintore Galli e gli elementi raccolti in loco per il Pafos Aphrodite Festival 2017, va lodata anche la concertazione di Daniele Agiman alla testa della Cyprus Symphony Orchestra che, dopo una certa monotonia di sonorità orchestrali che caratterizzano la brillantezza con cui è affrontata la sinfonia, cura di più i colori e sceglie tempi che mettono a proprio agio il palcoscenico. Alla prima erano presenti le massime autorità cipriote, il Presidente Nicos Anastasiades, il ministro dell’Educazione e della Cultura Costas Kadis, oltre al Sindaco di Pafos Phedonas Phedonos. Tutti molto soddisfatti del successo cordialissimo che ha accolto lo spettacolo e che ha fatto onore agli sforzi del Direttore artistico Massimo Taddia e dell’anima manageriale del Festival Stella Shapi. Info: www.pafc.com.cy di Rino Alessi 4/09/2017 bellaunavitaallopera.blogspot.com

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