NONA EDIZIONE DEL FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE BARTOLOMEO CRISTOFORI A PADOVA E IN MOLTI ALTRI LUOGHI DEL VENETO.. IL CRISTOFORI ENTRA NEL VIVO. Dal 5 al 28 settembre la nona edizione del Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori
Il conto alla rovescia è iniziato: il Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori, promosso dall’Associazione Bartolomeo Cristofori con il sostegno di istituzioni pubbliche e partner privati, entra nel vivo con la nona edizione, in programma dal 5 al 28 settembre tra Padova e molti altri luoghi del Veneto.
"Il Festival Bartolomeo Cristofori interpreta pienamente una delle vocazioni su cui Padova sta costruendo il proprio futuro culturale: mettere in dialogo il patrimonio e i linguaggi del presente. Portare la grande musica nei luoghi della cultura – afferma Andrea Colasio, Assessore alla Cultura del Comune di Padova - significa infatti valorizzare questi spazi, restituirli a una funzione viva, capace di generare nuove esperienze e nuove relazioni. È una prospettiva che appartiene alla Padova che vogliamo: una città in cui tradizione e contemporaneità non sono dimensioni separate, ma parti di un unico processo creativo e culturale".
Debargue inaugura al Teatro Verdi, Adès arriva alla Scuola della Carità. Tra concerti, nuove commissioni, pianoforti storici, progetti sociali e ricerca, Padova torna al centro della scena pianistica internazionale.
Dopo le anteprime che dal 5 settembre hanno portato il Festival a Padova, Rovigo, Este, Teolo, Verona e Conegliano, il programma principale si aprirà giovedì 17 settembre al Teatro Verdi con Lucas Debargue, Pianista in Residenza 2026, insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Giuseppe Mengoli. In programma il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov e la Quinta Sinfonia di Čajkovskij. Durante la serata sarà inoltre consegnato il secondo Cristofori d’Oro.
È un inizio che dà subito la misura di questa nona edizione.
Lucas Debargue sarà infatti uno dei protagonisti dell’intero Festival: dopo l’inaugurazione tornerà il 19 settembre alla Sala dei Giganti con Rachmaninov, Musorgskij e le proprie Variazioni su temi di Gershwin, mentre il 20 settembre, ad Arquà Petrarca, sarà presentata in prima assoluta la nuova composizione per pianoforte dedicata al Progetto Petrarca, affidata nell’esecuzione a Sandro Nebieridze.
Il giorno successivo all’inaugurazione, venerdì 18 settembre, sarà Thomas Adès a occupare la scena della Scuola della Carità. Il compositore, direttore d’orchestra e pianista britannico si esibirà per la prima volta in Italia in veste di pianista, con un programma che affianca Haydn, Janáček, Stravinskij, Bartók e Beethoven alle proprie composizioni, tra cui le Blanca Variations e la prima esecuzione italiana di Vesper.
Sono due appuntamenti che rappresentano bene la linea artistica della nona edizione: il rapporto fra repertorio e nuova scrittura, fra patrimonio musicale e interpretazione contemporanea, senza separare la tradizione dalla ricerca.
Il tema della “Rinascita”, scelto per il 2026, torna così nei programmi e nei progetti del Festival senza essere un semplice filo conduttore. Riguarda Rachmaninov e il suo ritorno alla composizione dopo la crisi creativa, ma anche la riscoperta di repertori e strumenti, le nuove commissioni, il rapporto fra musica e scienza e le attività rivolte a persone e comunità.
«Padova torna a essere capitale del pianoforte con il Festival Bartolomeo Cristofori che dedica la sua nona edizione alla Rinascita: quella delle idee, del patrimonio culturale, degli strumenti storici e, soprattutto, delle relazioni che la musica sa generare, superando confini geografici, generazionali e sociali – spiega il Maestro Nicola Guerini, Presidente dell’Associazione Bartolomeo Cristofori - In questo percorso si inseriscono il riconoscimento del Cristoforo d’Oro a Thomas Adès e la presenza del pianista in residenza Lucas Debargue. Si rafforza la visione dell’Associazione che nel Festival vede un progetto sempre più ampio e multidisciplinare, capace di mettere in dialogo artisti e pubblici, memoria e contemporaneità, Padova e il mondo».
«Pochi autori viventi -dichiara Alessandro Tommasi, Direttore artistico del Festival- hanno contribuito più di Thomas Adès ad espandere l'universo dello strumento inventato da Bartolomeo Cristofori: brani come il grandioso Concerto per pianoforte e orchestra, le suggestive miniature pianistiche, il visionario Quintetto per pianoforte e archi sono ormai parte del repertorio standard di migliaia di pianisti. Ancor di più, Thomas Adès incarna la rinascita dell'interprete-compositore, eseguendo in prima persona la propria musica al fianco dei capolavori del passato, e costruendo così un ponte tra la sua opera e la grande tradizione in cui si innesta.»
La dimensione sociale sarà presente già il 14 settembre, alla Casa Circondariale di Verona, con la seconda edizione di “Musica senza barriere”. Giuseppe Dato porterà il pianoforte all’interno dell’istituto, lavorando sui testi e sui ricordi raccolti dai detenuti durante il laboratorio che precede il concerto.
Il Festival proseguirà poi con un calendario articolato che comprende i BartoloTalk, i BartoloTour nell’Urbs Picta, gli appuntamenti dedicati alle famiglie e i progetti dedicati alla storia del pianoforte e al suo rapporto con la ricerca.
Alcuni dei suggestivi siti di Padova Urbs Picta, patrimonio universale UNESCO, diventano da quest’anno cornice ideale per i concerti del Festival Internazionale: arte e musica si incontrano, creando un dialogo tra passato e presente e restituendo alla città una dimensione culturale unica, in cui il patrimonio storico risuonerà attraverso l’emozione della musica.
“Un concerto in un luogo d'arte crea un'esperienza di grandissima intensità, un'esperienza immersiva in cui lo spettatore si può letteralmente lasciar trasportare nella bellezza. Quindi con grande piacere abbiamo accolto la proposta, che mette in dialogo diverse dimensioni culturali arricchendo il nostro patrimonio”. Commenta Francesca Veronese Direttrice dei Musei Civici di Padova.
Il 25 settembre, alla Scuola della Carità, Ettore Pagano e Massimo Spada proporranno un programma che comprende Stravinskij, Rachmaninov e una nuova commissione di Tiziano de Felice. Pagano arriva al Festival dopo un importante riconoscimento internazionale: nel maggio scorso ha vinto il Primo Premio – Queen Mathilde Prize della Queen Elisabeth Competition di Bruxelles, una delle più prestigiose competizioni internazionali dedicate al violoncello. Come premio, gli è stato inoltre affidato per quattro anni il Goffriller “Casals”, lo storico strumento appartenuto a Pablo Casals.
Nella stessa giornata il Festival porterà un pianoforte storico nell’Oratorio di San Michele, nell’ambito del progetto PaFiRo, realizzato con l’Accademia Bartolomeo Cristofori di Firenze e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma.
Il 26 settembre il rapporto fra musica e ricerca sarà al centro del programma con il Neurorecital di Nicolas Namoradze alla Sala dei Giganti, realizzato in collaborazione con l’Università di Padova. Nella stessa giornata il Festival proporrà inoltre un incontro dedicato alla scienza del restauro degli strumenti musicali e un appuntamento sul pianoforte italiano del Novecento.
Il 27 settembre sarà dedicato al tema del recupero e della trasmissione del patrimonio pianistico con “Bring a piano back to life”, fra documentario, incontro e concerto, mentre a Villa Beatrice d’Este, a Baone, Nicola Elias Rigato sarà protagonista di un concerto con degustazione dedicato a “Ricordo e Rinascita”.
A chiudere la nona edizione, il 28 settembre alla Sala dei Giganti, sarà Leonora Armellini con il nono appuntamento del “Progetto Chopin”, il percorso pluriennale dedicato all’integrale delle opere del compositore polacco.
Tra le novità di questa edizione nasce inoltre il “Circolo Cristofori”, espressione dell’impegno dell’Associazione Bartolomeo Cristofori nella valorizzazione dell’eccellenza in ambito artistico, culturale e imprenditoriale. A rappresentare questi principi è stata ideata la “Spilla del Circolo Cristofori”, un riconoscimento esclusivo e simbolo di appartenenza, che verrà conferito durante il Festival a personalità che, attraverso il proprio operato, contribuiscono in modo significativo alla crescita e alla diffusione del sapere, della creatività e dell’innovazione. Un progetto che promuove l’incontro tra competenze e visioni diverse, rafforzando il ruolo della cultura come forza generatrice di idee capace di lasciare la propria impronta nell’identità contemporanea.
Il Festival torna dunque a proporre una formula che negli anni ne ha definito l'identità: grandi interpreti internazionali accanto a giovani musicisti, repertorio storico e nuova musica, concerti nei luoghi della cultura padovana e progetti che portano il pianoforte fuori dalla sala da concerto.
8/09 Comunicato Stampa Info: www.cristoforipianofestival.it bellaunavitaalloperablogpost.com




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