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Riflessione di Giovanni Boer, Parroco di Santa Eufemia e Santa Tecla a Grignano - XXVIII Domenica Tempo Ordinario -- anno B -- Mc 10,17-31

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Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”. Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!”. Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!”. I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù r…

E Rigoletto trionfa anche in versione semiscenica: straordinario Simon Keenlyside in concerto al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi

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Chi l’avrebbe mai detto? Rigoletto, una fra le più teatrali delle opere di Giuseppe Verdi regge benissimo l’esecuzione in forma semiscenica. Lo abbiamo potuto verificare poche sere fa al parigino Théâtre des Champs-Elysées che, coproducendolo con l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg, ne ha presentato con enorme successo due rappresentazioni, l’una nella storica sala di Avenue Montaigne, l’altra al Grand Auditorium della Philarmonie, nel Lussemburgo. La mise en espace e le luci, firmate da Bertrand Couderc, sottolineavano con pochi elementi scenici e un buon ritmo narrativo l’azione dell’opera su testo di Francesco Maria Piave che Verdi desume dal Victor Hugo. L’orchestra era disposta sul palcoscenico e il coro, ottimo e molto ben preparato il Philarmonia Chor Wien, era alle sue spalle, sul fondo della scena, e partecipava dall’inizio alla fine allo svolgimento del dramma cui davano vita, spesso intervendo all’azione fra coro e orchestra, gli artisti scelti con cura dal Théâtre de…

Riflessione di Giovanni Boer, Parroco di Santa Eufemia e Santa Tecla a Grignano - XXVII Domenica Tempo Ordinario Anno B

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Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”. Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”. Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasci…

PHILIPPE JORDAN IN TRIONFO: il maestro svizzero porta al successo Bérénice di Jarrell al Palais Garnier e Tristan und Isolde di Wagner all'Opéra Bastille di Parigi

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Commissionando Bérenice a Michael Jarrell, ginevrino, classe 1958, un compositore molto noto in Francia ed eseguito anche alla Philarmonie di Berlino, l’Opéra national di Parigi si è assicurata, dopo Trompe-la-mort di Luca Francesconi, rappresentata qualche stagione fa, una seconda novità assoluta in lingua francese. La lingua che Jarrel, riadattandola, ha deciso di mettere in musica, è quella alta di Jean Racine di cui l’autore ha scelto una delle tragedie a suo tempo più neglette e oggi più rappresentate. Adattandola, ne ha fatta una pièce più legata alla contemporaneità e più vicina al modo di esprimersi di uno spettatore di oggi. Tutto questo senza aggiungere una sola parola al testo di Racine e puntando su quella che definisce la “modernità” di un testo classico. La musica è densa, ricca di contrasti, a tratti brutale, e ha il pregio di sposarsi alla perfezione alle parole antiche. Tanto più che, per questo nuovo allestimento dell’Opéra National che ha appena debuttato a Palai…

UNA JENUFA THRILLER: bella inaugurazione di stagione con Janacek all'Opéra di Digione

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Dedicata alla memoria della figlia Olga, morta prematuramente, Jenufa di Leoš Janáček ha appena inaugurato con successo la stagione lirica 2018/2019 dell’Opéra di Digione. Jenufa ebbe buone accoglienze quando fu messa in scena al teatro di Brno, città natale di Leoš Janáček, il 21 gennaio 1904 ed è in quella versione che l’Opéra di Digione la ripresenta nell’originale ceco. Fino a qualche anno fa la sua popolarità era dovuta a una versione rivista di Karel Kovařovic che ne alterava quello che la musicologia dell’epoca riteneva uno stile eccentrico e la particolare orchestrazione. Così modificata ebbe una buon esito sia al Teatro Nazionale di Praga il 26 maggio 1916, sia nel resto del mondo dopo il successo della prima viennese alla Staatsoper il 16 febbraio 1918 nella traduzione tedesca di Max Brod. Tre atti, che lo spettacolo di Digione condensa in due parti, su libretto dello stesso compositore, tratto da Její pastorkyňa ossia La sua figliastra della narratrice morava Gabriela Prei…

CONDANNATA AL TRIONFO: all'Opéra Bastille di Parigi torna dopo cent'anni Les Huguenots di Meyerbeer

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Condannata al trionfo, Les Huguenots ossia Gli Ugonotti, frutto di cinque anni di duro lavoro, è l’opera lirica più lunga e ambiziosa di Giacomo Meyerbeer, un vero e proprio Grand opéra in cinque atti su testo di Scribe e Deschamps. La prima assoluta all’Opéra di Parigi che a Meyerbeer l’aveva commissionata all’indomani del buon esito ottenuto da Robert le Diable, avvenne con successo il 29 febbraio del 1836; la prima italiana ebbe luogo invece il 26 dicembre 1841 al Teatro della Pergola di Firenze, con il titolo Gli Anglicani, nella traduzione di Marco Marcelliano Marcello e Calisto Bassi. Nella sfavillante ricerca timbrica, Meyerbeer reintrodusse in orchestra la viola d’amore per accompagnare alcuni recitativi. Il fatto di essere ambientata durante la Notte di San Bartolomeo, 23 agosto 1572, un fatto storico estremamente importante per il mondo protestante e all’epoca molto di moda in Francia, la rese invisa all’intellettualità tedesca. Meyerbeer aveva tentato addirittura di inserir…

Riflessione di Giovanni Boer, Parroco di Santa Eufemia e Santa Tecla a Grignano - XXVI Domenica Tempo Ordinario Anno B -- Mc 9,38-48

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Giovanni gli disse: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva”. Ma Gesù disse: “Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tàgliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. [E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, tàglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di sc…