ANDREA ZAUPA: UNA CARRIERA TRA CANTO, MEDITAZIONE E FOTOGRAFIA. INTERVISTA CON IL BARITONO VICENTINO CHE STA PER DEBUTTARE NEL PERSONAGGIO DI SCARPIA

Vicentino, Andrea Zaupa ha studiato canto nella classe di Rosanna Lippi e si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio di Padova. Baritono, ha proseguito gli studi a Venezia con Sherman Lowe e si è perfezionato quindi alla Scuola dell'Opera di Bologna.
Il debutto è stato casalingo, al Teatro Olimpico della sua Vicenza nel ruolo di Taddeo in L’Italiana in Algeri, Rossini, ottenendo un ottimo successo di pubblico e critica. Non si è più fermato, inanellando debutti e concorsi. Ottiene il quarto posto al primo Tour de Chant organizzato da Pippo Baudo e dalla rivista L’Opera su Rai1, vince il concorso Titta Ruffo e il concorso Silvano Pagliuca di Benevento. E’ stato a Benevento, era il 2008, che ci siamo conosciuti: gli era stato assegnato il personaggio di Slook ne La cambiale di matrimonio ma, per mancanza di fondi, la produzione fu soppressa. Gli consigliai, essendo membro della giuria, di presentarsi alle selezioni per Il Filosofo di campagna di Galuppi che il Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia organizzava a Udine in previsione dello spettacolo che Stefano Vizioli avrebbe messo in scena a Villa Gallici Deciani di Montegnacco. Vinse e tornò al Piccolo Festival per La cambiale di matrimonio in cui fu non Slook, ma il lunatico Sir Tobia Mill padre della sposa, ruolo che ripeté anche a Boulder, nel Colorado.
Nel 2012 vince il quarantaduesimo Concorso Toti dal Monte di Treviso aggiudicandosi il ruolo del conte Robinson ne Il Matrimonio Segreto di Cimarosa, con cui si è presentato nella stagione 2012-13 a Treviso, Rovigo e Ferrara. Oggi Andrea Zaupa sta vivendo un momento professionalmente molto felice: “Questo è l’anno pucciniano” racconta, reduce dal debutto in Turandot al Festival Puccini di Torre del Lago e in procinto d’interpretare per la prima volta Gianni Schicchi in Cina, dove è stato più volte, a Sozhou e Nanchino. Con il personaggio di Ping in Turandot sarà quindi in Oman per un nuovo contatto con l’opera nei Paesi arabi e, rientrato in Italia affronterà a Ravenna Cavalleria rusticana di Mascagni e, tornando a Puccini, Tosca, il personaggio titanico di Scarpia nella Trilogia d’autunno, la stagione lirica che diventa Festival al Teatro Alighieri e di cui è magna pars Cristina Mazzavillani Muti. In entrambi i titoli sarà diretto da Vladimir Ovodok. Annuncia sul sito del teatro Madame Mazzavillani: “Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il Festival sfodera risorse capaci di trasformare il Teatro Alighieri in un’instancabile macchina produttiva.
Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. E poi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti. Ma torniamo ad Andrea: “Mi sono accorto che la mia vocalità di baritono brillante era in evoluzione dopo la tournée che abbiamo fatto per l’Aslico un paio di stagioni fa” racconta. L’opera era anche in quel caso Turandot, sia pure in versione ridotta: “Un caro amico tenore mi ha dato l’ispirazione per cambiare repertorio e ho cominciato a studiare a Lucca con Massimo Morelli, il direttore d’orchestra.”.
La musica è una delle tre grandi passioni di Andrea Zaupa che insegna meditazione, studia fotografia - “il settimanale Chi ha pubblicato le mie foto del backstage di Turandot a Torre del Lago” annuncia soddisfatto – e, naturalmente, canta. “All’audizione con Cristina Muti avevo portato il mio cavallo di battaglia, l’aria di Sancho dal Don Chisciotte di Massenet che mi emoziona tanto” racconta. Mi ero presentato per interpretare Silvio nei Pagliacci, ma dopo avermi ascoltato la signora Muti mi ha detto che la mia vocalità importante, il colore scuro della mia voce e la mia presenza scenica le suggerivano di propormi Scarpia e Alfio. Ho cantato il Te Deum di Tosca e l’audizione è andata bene. Ora mi preparo a questi debutti…”.
E a Torre del Lago? “Lavorare con Alfonso Signorini è stato bello. Tutti hanno rilevato l’aspetto promozionale della sua presenza come regista, ma si è rivelato un artista sensibilissimo. Il mio Ping è stato molto atletico, molto dinamico: sono state sfruttate le mie capacità attoriali. Quanto alle sensazioni che mi ha dato cantare al Teatro sul Lago di Massaciuccoli davanti a quattromila persone con l’orchestra sotto le stelle e la casa di Puccini sullo sfondo, mi hanno portato a uno stato di magia esagerata.”. Andrea Zaupa vive intensamente il suo meraviglioso presente: “E’ un momento d’oro e lo assaporo con piacere senza montarmi la testa. L’artista che è riconosciuto, vive…”. di Rino Alessi 25/06/2017 bellaunavitaallopera.blogspot.com

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