ANNA MARIA MORI ESCE CON DISORDINE, HARPERCOLLINS EDITORE: Un abbecedario (quasi) sentimentale che ha suscitato in me il bisogno di scriverne, anche se non l'ho ancora letto

Cosa succede quando l’ordine cronologico cede il passo al ritmo più urgente e vero della memoria? Quando i ricordi non si dispongono in fila, ma affiorano per associazioni, scarti, illuminazioni improvvise?
In una parola, cosa succede quando s'invecchia? Nel suo “abbecedario (quasi) sentimentale” di "Disordine", Anna Maria Mori affida all’alfabeto l’irregolarità dell’esperienza vissuta, facendo di ogni lettera la soglia di una stanza chiusa a chiave. Ne emerge un mosaico in cui la storia personale si intreccia con quella collettiva: memorie di guerra e di pace, riflessioni sull’amore, la maternità, la vecchiaia, mitologie private e piccole meraviglie quotidiane. Accanto ai grandi nomi della cultura, del cinema e dello spettacolo, compaiono figure anonime e indimenticabili: una donna che ama in silenzio un pianista irraggiungibile, un cane che muore di paura durante un raid aereo, un’attrice prigioniera di un corpo che non riconosce più, sformato da iniezioni imposte per assomigliare a se stessa, vent’anni prima. Ogni testo è un frammento struggente e brevissimo, che si apre e si chiude come una canzone, e si sfoglia come un diario, mentre si ride, si piange, sempre ci si riconosce. Brava Anna Maria, hai imparato il piacere, così difficile da praticare, della sintesi. Quando ci siamo conosciuti ti piaceva meno essere sintetica. Giornalista tra le più autorevoli del nostro Paese, figura chiave nella fondazione di Repubblica, mia caposervizio al settore Spettacoli di Repubblica quando ci arrivai da Trieste tornando a vivere nella città in cui sono nato.
E poi grande amica, con tutta la sua famiglia, Anna Maria Mori firma adesso un memoir atipico e potentissimo che non vedo l'ora di leggere: una mappa emotiva, caotica e luminosa, dove l’ordine è solo apparente e il vero ritmo è quello disordinato dell’intuizione, della tenerezza, dell’ironia. Così l'editore HarperCollins cui dobbiamo il "Francesco, il primo italiano" di Aldo Cazzullo, ci presenta l'ultima fatica letteraria di Moreau, come a Repubblica la chiamavamo perché così si rivolgeva a lei Orazio Gavioli, il mitico caporedattore del quotidiano di Piazza Indipendenza che creò tendenza nei gusti del pubblico italiano in materia di cinema, teatro, musica, danza di tutto quanto fa spettacolo. Appassionato da sempre di questo settore, quando il Direttore Eugenio Scalfari affidò il giovane praticante arrivato da Trieste al settore che lamentava le dimissioni di una redattrice, feci un salto di gioia. Fra le persone che incontrai in un numero consistente di anni di lavoro fianco a fianco, Anna Maria aveva un posto particolare. Aveva conosciuto mia sorella tramite un amico comune, giornalista pure lui, e mi poteva in qualche modo decodificare meglio degli altri. Oltretutto io arrivavo da Trieste, lei da poco più a Est... Fu prodiga di consigli ma senza mettersi in cattedra, così perché le era naturale farlo.
La specifica competenza che Mori si era inventata entrando a Repubblica dopo aver abbandonato il mondo del giornalismo periodico al femminile, Annabella e altre importanti testate, fu la politica all'interno della Rai che conosceva bene avendo iniziato come annunciatrice radiofonica incontrando, davanti al microfono suo marito, Antonio Leone che è stato un giornalista della Rai di vaglia. Seguire la Rai non per raccontarne i lustrini e le paillettes delle soubrettes più famose o le amanti che si succedevano nel talamo del presentatore siciliano più noto d'Italia, la rese una figura chiave di Repubblica. La Rai non era solo varietà o intrattenimento, ma favoritismi, beghe interne fra dirigenti, appartenze politiche più o meno dichiarate e molto praticate, eppure potenti. Arrivò il momento che da colleghi ci ritrovammo semplicemente amici, e il rapporto si fece più stretto e vero: Anna Maria, con Antonio, Francesca e Michele mi adottarono come una persona di famiglia. Quando, pochi mesi fa, mia mamma, che quasi tutti loro avevano conosciuto, se ne andò, avvisai gli amici con un messaggio uguale per tutti. Chi mi telefonò subito, ed eravamo nel cuore della notte, chi mi scrisse, chi mandò un cuore. Anna Maria attese qualche ora e mi scrisse poche e sentite parole: "Ha vissuto e se n'è andata mel modo migliore. E'stata una presenza straordinaria per voi e per tanti. Ed è una presenza che resterà. Grazie a te che le hai consentito di restare tra noi così a lungo.
Un abbraccio fortissimo da tutti noi.". Parole scelte con cura ma senza le banalità del caso. Ne avevo bisogno. Non ci vedevamo da un po', e nel periodo di Natale sono andato a trovare Anna Maria e Antonio nella loro bella casa romana. Di me disse che sono sempre uguale. Può darsi abbia ragione. Certo è che quando mi annunciò l'uscita del nuovo libro non ne fui stupito. Anna Maria Mori con "Disordine"" - e io sono una persona molto ordinata - racconta, come ha sempre fatto, l'interiorità delle persone senza divagare su come sono vestite o come si presentano. Un tempo divagava un po', di tanto in tanto. In questo piccolo grande libro le fotografa in poche frasi. Devo imparare questo disordine, cara Anna Maria, per non scandalizzare più chi mi trova perfezionista, perfettino ecc. In realtà, e questo tu l'hai capito subito, cerco semplicemente di essere competente. Ecco, questo ho imparato da Anna Maria Mori in tanti anni di lavoro e amicizia: essere competente. Come ha sempre fatto lei, del resto, nelle cose che di volta in volta ha fatto o le si chiedeva di fare, pensiamo alle tante estati letterarie di Ostuni quando ormai Repubblica era solo un ricordo anche per lei. Anna Maria Mori è stata, e tuttora è, una persona competente. Anche nell'esserti amica. Grazie Anna Maria, non appena posso leggo "Disordine" e sono certo che lo leggerò tutto d'un fiato. 10/03 di Rino Alessi Info: www.harpercollins.it Nelle foto dall'alto in basso, la copertina del libro di Anna Maria Mori, fotografata anche con la coautrice di "Bora" Nelida Milani e con Antonio Leone nella loro amata Puglia bellaunavitaalloperablogspot.com

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