ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE DI PIERANGELO VALTINONI E' STATA REPLICATA CON SUCCESSO AL PALAMOSTRE DI UDINE NELLA PRODUZIONE PORDENONESE DI "ALL'OPERA RAGAZZI". BRILLANTE LA DIREZIONE DI EDDI DE NADAI E AFFIATATO IL GIOVANE CAST DOMINATO DALL'ALICE DI CLAUDIA CERAULO
Nel segno delle più giovani generazioni è stato l’avvio delle attività 2026 della Storica Società Operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione di Pordenone che ha festeggiato lo scorso dicembre il suo 159° Anniversario di fondazione, nella storica sede sociale di Palazzo Gregoris, dimora nobiliare del XVII secolo di cui la SOMSI è proprietaria di un’ampia porzione, destinata allo svolgimento delle sue attività di Centro di divulgazione Culturale e di memoria del territorio, grazie alla preziosa Biblioteca-Archivio tutelato dal Ministero della Cultura per il suo particolare interesse storico. Il presidente Sandro Moretti e il direttore artistico Eddi De Nadai, presente anche il Comune di Pordenone rappresentato dall’Assessora alle Politiche Sociale Guglielmina Cucci, hanno colto l’occasione di questo momento importante della vita sociale della SOMSI Pordenone, fondata nel 1866 a breve distanza dall’annessione del Friuli al Regno d’Italia, per anticipare alcune delle principali iniziative che andranno a connotare il 2026, che segnerà l’anniversario dei 160 anni d’ininterrotta attività a fianco delle comunità e delle istituzioni del territorio, con una vocazione che si esprime con forza in ambito educativo, sociale e culturale.
Segnato da una grande co-produzione lirica per la gioventù nella XVIII edizione del progetto “All’Opera, Ragazzi!” che riuniva le piazze di Rovigo, Pordenone e Udine, destinato a far avvicinare a questo specifico repertorio la platea studentesca delle scuole primarie e secondarie di primo grado e curato dal direttore artistico Eddi De Nadai il progetto ha presentato la prima rappresentazione mondiale in lingua italiana dell’opera Alice nel paese delle meraviglie, partitura che porta la firma di Pierangelo Valtinoni, oggi il compositore d’opera per ragazzi più rappresentato al mondo. Promossa dalla SOMSI, la co-produzione, ha trovato - come detto - la collaborazione del Teatro Sociale di Rovigo che ne ha realizzato la messa in scena, per la regia Tommaso Franchin, scene di Fabio Carpene e costumi di Giada Masi, che traportano la vicenda in una situazione del tutto contemporanea, ovvero una stazione, da dove parte l’immaginifico viaggio di Alice. Dopo il debutto a febbraio a Rovigo, lo spettacolo è stato rappresentato all’Auditorium Concordia di Pordenone e arriva ora al Teatro Palamostre di Udine con l’Orchestra giovanile Filarmonici Friulani e il Coro di voci bianche e giovanile dell’Arena di Verona, insieme a un cast di giovani cantanti selezionati su audizione. Lo spettacolo sarà proposto in alcune matinée su prenotazione per le scuole, precedute da una recita pomeridiana aperta alle famiglie, che a Udine è era programmato ieri, domenica 15 marzo nell'ambito del progetto Udine città Teatro per le bambine e i bambini. La platea del Palamostre era gremita di un pubblico di ogni fascia d'età, partecipe delle vicenda desunta da Lewis Carroll: la produzione,molto apprezzata dagli spettatori dell'udinese, sarà replicata anche a Cortina d'Ampezzo e al Bassano Opera Festival 2026.
Una serata magica, accolta da applausi calorosi e da un entusiasmo travolgente. Il celebre capolavoro di Lewis Carroll è stato presentato con fantasia, sia per la sua musica, ritmata e sincopata a dovere per essere più facilmente memorizzata, sia per la colorata visione scenica. La regia di Tommaso Franchin ha saputo valorizzare ogni dettaglio, costruendo uno spettacolo dinamico, poetico e visivamente sorprendente. Scene, costumi e interpretazioni hanno contribuito a creare un universo fiabesco capace di stupire e commuovere, mantenendo viva la meraviglia dall’inizio alla fine. Nella compagnia di canto spiccava, ça va sans dire, l'Alice piena di dubbi della brava e ipercinetica Claudia Ceraulo. Caterina Dellaere era una Regina di cuori piena di grinta, Filippo Scarperato un Cappellaio matto di limitate possibilità vocali ma scenicamente impegnsatissimo. Matteo Mollica s'incaricava di due personaggi e ci è sembrato migliore in quello del Bruco, più vicino alla sua vocalità di basso-baritono. Come Duchessa en travesti era spesso in difficoltà, tanto il ruolo lo impegnava nei registri più acuti. Un'unica rimostranza, tutti o quasi tutti i giovani artisti selezionati devono ancora lavorare, e tanto, sulla restituzione del testo, anche Davide Zaccherin, la Lepre marzolina, e poi Maria Vittoria Caputo, Carlotta e Martina Caruso, Giovanni Fregonese. “L’Alice che ho proposto è uno specchio della nostra epoca incerta” ha dichiarato Franchin. “La sua caduta nella tana è una discesa nel disordine del mondo, un universo, dove le regole si frantumano. Vorrei che lo spettatore, adulto o bambino, si sentisse complice di Alice, e imparasse o si ricordasse che si può trovare meraviglia ovunque e, dove non c'è, si può creare, semplicemente cambiando il punto di vista da cui guardare il mondo. Cerchiamo di restituire un’Alice che non sia solo sogno fantastico, ma un’opera che ci invita a crescere senza perdere la meraviglia, e a riconoscerci nelle domande di una bambina che, nel fondo della tana del bianconiglio, scopre se stessa.”. Successo vivo per tutti gli artefici della rappresentazione anche al Palamostre, scena votata alla sperimentazione, e applausi speciali per Eddi De Nadai e per l'autore, presente in sala. 16/03 di Rino Alessi Info: www.somsipn.it www.filarmonicifriulani.com www.comune.rovigo.it/teatrosociale www.cssudine.it/teatro-palamostre.php bellaunavitaalloperablogspot.com



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