L’ISOLA INFINITA. Un racconto o un cabaret di Luca Scarlini su un quadro mitologico e sulle sue ricadute nella modernità il 24/03 al Teatro Miela di Trieste

L’ISOLA INFINITA. Un racconto o un cabaret su un quadro mitologico e sulle sue ricadute nella modernità 24/03/2026 - Teatro Mieladi e con Luca Scarlini co/regia di Marco Puntin produzione Teatro Miela/Bonawentura “Un’immagine onirica: essa deve produrre un tale silenzio che il bussare alla porta dovrebbe fare paura”. (Arnold Böcklin) Ospite d’eccezione, ritorna al Miela, lo scrittore e brillante performer Luca Scarlini.
L’opera al centro della scena è “L’isola dei morti” di Arnold Böcklin, uno dei quadri più citati nella cultura pop-digitale, da Dylan Dog alle band death metal norvegesi, ai romanzi gotici. La storia e la leggenda del dipinto ha attraversato la Storia, arrivando al Bunker del Reichstag, dove Hitler teneva la sua copia a bordo del letto per cupe meditazioni notturne (una delle quattro accreditate, una quinta è dubbia). Questa immagine ha suscitato infinite ricerche da parte degli studiosi per scoprire quale fosse stato il luogo che ha ispirato quella immagine. Un personaggio vestito di bianco si sta avvicinando a bordo di una piccola barca a remi sulla quale si può scorgere una bara ornata da festoni. Il fitto bosco di cipressi, raffigurato al centro dell’isola, rievoca un cimitero e la sua fitta ombra accoglie quelle che sembrano essere delle lastre sepolcrali. Desolazione e mistero sono le sensazioni immediate che il dipinto trasmette all’osservatore. Il silenzio sospeso sembra raccontarci l’immobilità della morte, quando tutto diventa buio e tenebre. Con la colonna sonora “L’isola dei morti” di Sergej Rachmaninov, il percorso di cui Luca Scarlini disegna la storia attraversa i numerosi artisti che hanno rivisitato l’isola nel corso degli anni: Giorgio De Chirico, Fabrizio Clerici, Karl Dietrich Diefenbach, Salvador Dalì, August Strindberg cita l’opera ne La sonata degli spettri, D’Annunzio la evoca e Rachmaninov la mette in musica. “L’isola dei morti” è una cartina di tornasole del ‘900, nei suoi aspetti più oscuri e sorprendenti.
Luca Scarlini, in un costante ping pong con le immagini, attraverserà l’infinito mondo che è stato ispirato dal quadro: Strindberg (Sonata di fantasmi), Rachmaninov (sinfonia omonima), Jacques Tourneur (I walked with a zombie), ai videoclip, alle band black metal, a Martin Mystère, alle Playstation, al cinema horror. Una ridda infernale intorno a un enigma d’arte che non può avere soluzione, da cui è partito De Chirico per elaborare la metafisica e che molto hanno tenuto presunto i surrealisti. LUCA SCARLINI, scrittore, drammaturgo per teatri e musica, narratore, performance artist, raccontatore e divulgatore d’arte, collabora con numerosi musei.
Laureato in Storia dello Spettacolo all’Università di Firenze, insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino, IED e ha collaborato con numerose istituzioni teatrali italiane e europee, lavorando in varie occasioni su temi di storia della scenografia. Dal 2006 al 2010 ha insegnato Storia e teoria della Scenografia all’Accademia di Brera, ora insegna tecniche di narrazione dell’arte per il Master di Ca’ Foscari. Voce storica di Radio Tre, conduce il programma Museo Nazionale, ha curato mostre sulla relazione tra arte, musica, teatro e moda. Tra i suoi libri più recenti, “Teatri d’amore” (Nottetempo), “L’ultima regina di Firenze. I Medici atto finale” (Bompiani), “Memorie di un’opera d’arte. La marchesa Casati” (Skira), “Rinascimento Babilonia. Una storia erotica dell’arte italiana” (Marsilio) e “Streghe. Storie dannate nell’arte” (Giunti). Ha tradotto e curato l’edizione dei Revised Texts di Samuel Beckett per Cue Press. 19/03 Comunicato Stampa Info: www.miela.it bellaunavitaalloperablogspot.com

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