Nella festività di San Giuseppe a Roma, nella Basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio giovedì 19 marzo, festa del papà, sarà inaugurata alle 17 la statua dedicata a San Giuseppe del Maestro Giuseppe Ducrot. Seguono concerto diretto da Flavio Calesso e celebrazione eucaristica

San Giuseppe, lo sposo della Vergine Maria e padre putativo di Nostro Signore si festeggia il 19 di marzo, mese dedicato nella liturgia cattolica proprio a questo padre della tenerezza che cresce un figlio non suo - la statua lo ritrae con il bambino in braccio - e protegge una Sposa bambina che concepisce il figlio di Dio. In occasione di questa importante festività che, commercialmente, si è trasformata nella Festa del Papà, in cui si celebra San Giuseppe, una figura, come detto, importantissima nella tradizione cristiana che, in età di sfrenata mondanità, diventa occasione per regalare ai papà ogni genere di oggetto inutile, dall'ennesima sciarpa, a un bel rasoio nuovo e via elencando.
Quest'anno a Roma, dove il 19 marzo è anche la giornata dei meravigliosi bigné di San Giuseppe, la ricorrenza sarà celebrata in grande stile: il prossimo giovedì, infatti, nella Basillica in stile rinascimentale di Piazza di Sant'Agostino disegnata da Baccio Pontelli e Luigi Vanvitelli, sarà infatti inaugurata la statua gigante che allo Sposo della Vergine ha dedicato un altro Giuseppe, lo scultore Ducrot, membro dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon dal 2013. Giuseppe Ducret ha iniziato la sua carriera da giovanissimo, dedicandosi al disegno. Un inizio avvenuto quasi per gioco, senza pensare a una prospettiva futura come artista, che comincia a maturare solo intorno ai vent'anni, entrando nello studio di Vito Cipolla, suo maestro per il decennio successivo. Ducrot, dunque, abbandona il disegno per la scultura, ritrovando in quest’ultima tecnica un maggiore interesse rispetto ad altre forme di ricerca. Proprio osservando il lavoro del suo mentore su un busto romano, ne percepisce l’originalità per quanto inspirato ai modelli classici, così si accinge anch’egli a praticare lo studio dell’antico, a fare delle copie o dei modelli legati alle forme plastiche del passato. Il suo rapporto con la storia dell’arte scultorea è ben evidente ma, al tempo stesso, le sue opere dimostrano nell’attenzione dei dettagli e nell’impostazione progettuale lo scarto rispetto alla trazione classica. Nelle opere di Ducrot, prevale l’approccio dello scultore su un discorso di natura architettonica o di design, come può apparire ad un primo impatto, sensibilmente visibile nei volumi, nella materia, nel gioco di luci e ombre.
L'ultima sua fatica è questo San Giuseppe le cui fattezze saranno scoperte nel corso di una cerimonia posta sotto l'alto patronato del Ministero della Cultura, della Provincia Agostiniana d'Italia e della Soprintendenza Speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma. Sarà per l'appunto la signora Daniela Porro, Soprintendente Speciale, e il Priore del Convento di Sant’Agostino in Campo Marzio, Pasquale Cormio O.S.A. a intervenire alla manifestazione per raccontarne le peculiarità.
Seguirà un concerto della Cappella Musicale di Santa Maria dell’Anima e dell'Ensemble Seicentonovecento diretti da Flavio Colusso, con la partecipazione del soprano Valentina Varriale e del tenore Andrés Montilla Acurero. In programma, dello stesso Calusso JUSTUS UT PALMA FLOREBIT, cui si affiancheranno musiche sacre di Carlo Boschi, il celebre Fainelli e Pergolesi, quindi la celebrazione eucaristica. Il tutto con inizio alle 17. Per tornare all'autore della scultura che sarà scoperta per l'occasione, Ducret ha lavorato anche per importanti commissioni ecclesiastiche, come gli altari per la Cattedrale di Noto e di Norcia. Il suo sogno sarebbe di realizzare una chiesa in ceramica, sia la facciata sia gli interni, un progetto utopico ma che, come egli confessa, sarebbe di straordinario impatto. Quanto alla basilica dei Santi Trifone e Agostino è un luogo di culto cattolico, non lontano da piazza Navona, nel rione Sant'Eustachio, dietro Via della Scrofa. Vi riposano le spoglie di Guillaume d'Estouteville e di Egidio da Viterbo. Chi si occupa della carriera di Beatrice Venezi e delle polemiche suscitate dalla conferma del suo incarico al Gran Teatro La Fenice di Venezia non sarà bene accetto all'inaugurazione. Tanto meno chi si occupa della mancata riconferma di Fiorenza Cedolins alla direzione artistica tripartita del Nuovo Teatro Giovanni da Udine. Non potendo presenziare penserò a San Giuseppe e soprattutto a mio padre di cui ricorrono quest'anno i trent'anni della morte, lo penserò sereno, ricongiunto alla sua sposa nella pace del cimitero di Cervia, accanto ai genitori e al figlio morto prematuramente e pregherò per loro. 13/03 di Rino Alessi Info: www.soprintendenzaspecialeroma.it www.santagostinoroma.it www.flaviocolusso.it bellaunavitaalloperablogspot.com

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