PEQUOD ITINERARI DI LETTERATURA E GIORNALISMO PRESENTA AL TEATRO MIELA DI TRIESTE IL FIGLIO DEL MAGISTRATO: testo e regia di Luca Pizzurro con Guido Saudelli in collaborazione con la Libreria Minerva di via San Nicolò

La storia contemporanea del nostro Paese è segnata da eventi che hanno scosso profondamente l’opinione pubblica, trasformando i protagonisti in simboli. Le stragi mafiose del 1992, con le morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, rappresentano uno di quei momenti che hanno cambiato per sempre la nostra memoria collettiva. Tuttavia, tutto possiamo dire tranne che Falcone e Borsellino siano davvero morti: i veri “morti” sono quelli che ancora oggi vivono dietro le sbarre di carceri di massima sicurezza, con scritto sul fascicolo “FINE PENA: MAI”. Il Figlio del Magistrato è un intenso monologo teatrale che attraversa uno dei periodi più drammatici della storia italiana recente, raccontato attraverso lo sguardo intimo e disarmato di Manfredi, figlio adolescente di un magistrato impegnato nella lotta alla mafia nella Palermo del 1992. La vicenda si apre nei giorni immediatamente successivi alla strage di Capaci. La morte di Giovanni Falcone irrompe nella quotidianità di Manfredi come un trauma collettivo e personale, costringendolo a confrontarsi con il senso della giustizia, della paura e delle scelte ereditate.
Studente di giurisprudenza quasi per destino, Manfredi vive sospeso tra il sogno mai realizzato di fare il musicista e il peso di un cognome che porta con sé responsabilità enormi. La musica diventa rifugio, memoria e linguaggio emotivo, intrecciandosi al racconto come controcanto alla violenza del presente. Attraverso ricordi familiari, episodi di vita quotidiana, momenti di ironia e improvvisi squarci di dolore, emergono le figure centrali della sua esistenza: il padre magistrato, uomo rigoroso e profondamente umano; Giovanni, amico fraterno del padre e presenza affettiva fondamentale; gli uomini e le donne della scorta, giovani vite che condividono il rischio; la madre, le sorelle, la nonna, testimoni silenziosi di una normalità spezzata. La casa diventa rifugio e prigione, la scorta una presenza costante, la paura una compagna invisibile. Manfredi racconta l’attesa, l’isolamento, l’incomprensibile immobilità delle istituzioni, fino alla frase che segna un punto di non ritorno: “Adesso tocca a me”. L’esplosione finale non è solo fisica, ma emotiva: un rito di passaggio che trasforma per sempre lo sguardo del protagonista sul mondo. Il Figlio del Magistrato è un racconto di formazione civile e personale, un atto d’amore verso chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte, e una riflessione profonda sul prezzo della verità, della memoria e del coraggio. LUCA PIZZURRO è nato a Roma il 17 marzo 1977. Dopo gli studi classici e il DAMS, ha approfondito la recitazione con maestri del teatro come Eugenio Barba, Jerzy Grotowsky e Dario Fo. Dal 1993 ha intrapreso una carriera intensa e poliedrica come autore, regista e attore, lavorando in teatri nazionali ed europei e affiancando importanti registi e interpreti italiani, tra cui Arnoldo Foà, Giancarlo Sepe, Walter Manfrè, Monica Guerritore e Nando Gazzolo. Il suo repertorio spazia dal classico al contemporaneo. Nel 1995 ha fondato e dirige la Compagnia Teatrale “Viaggi&Miraggi”. Giovedì 19 Mar 20:30H Teatro Miela Bonawentura con il contributo della Fondazione CRTrieste. In collaborazione con la Libreria Minerva Ingresso libero di Luca Pizzurro regia Luca Pizzurro con Guido Saudelli musiche originali Francesco Valente produzione Ellegipì Teatro 20 13/03 Comunicato Stampa Info: www.miela.it wwwlibreria-minerva.it bellaunavitaalloperablogspot.com

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