Sebastian F. Schwarz è da ieri il nuovo Responsabile delle compagnie di canto del Teatro alla Scala

Sebastian F. Schwarz riveste da ieri la carica di Responsabile delle compagnie di canto del Teatro alla Scala unendosi nell’area artistica al Sovrintendente e Direttore artistico Fortunato Ortombina e al Coordinatore della Direzione artistica Paolo Gavazzeni. Succede ad Alessandro Galoppini, che aveva svolto le medesime funzioni dal 2019. Nel dare il benvenuto al Maestro Schwarz, che ha occupato posizioni apicali in molti dei principali teatri e festival italiani ed europei, la Fondazione Teatro alla Scala ringrazia il Maestro Galoppini per il prezioso contributo offerto alla vita del Teatro nel corso degli ultimi anni e formula calorosi auguri per il prosieguo della sua attività professionale. Sebastian F. Schwarz è un musicista e manager culturale nato in Germania. Ha ricoperto incarichi apicali presso alcune delle più prestigiose istituzioni operistiche europee, tra cui quelli di Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro Regio di Torino e di General and Artistic Director della Glyndebourne Festival Opera. È inoltre stato Direttore artistico del Festival della Valle d’Itria e dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, Vice direttore artistico del Theater an der Wien e Direttore artistico della Wiener Kammeroper, dove ha fondato il primo Young Artist Program della città di Vienna. Al periodo torinese risale il nostro incontro a proposito dell'opera da camera di Grigorij Frid Il diario di Anna Frank da me tradotta per il Festivale di Musica Sacra di Pordenone e lì rappresentata, in coproduzione con il Teatro Nazionale Sloveno di Lubiana nel 2015 all'Auditorium Concordia sotto la direzione di Eddi De Nadai.
Il Maestro Schwarz volle riprendere questo monodramma in due atti nel cartellone torinese, inserendola nella stagione 20021/2022 come spettacolo dedicato soprattutto al pubblico giovane in occasione della giornata della memoria nella Sala del Piccolo Regio. Alessandro Mormile su Connessi all'Opera ricorda così "Una serata torinese umida e fredda, avvolta dalla nebbia e con le strade del centro semivuote quella che accoglie, al Teatro Regio, in omaggio alla Giornata della Memoria, l’opera monologo in due parti intitolata Il diario di Anna Frank. A comporla nel 1969 fu il russo Grigorij Frid, che la propose solo tre anni dopo con accompagnamento al pianoforte nella Casa del Compositore di Mosca. Ma il vero successo, per questo monodramma per soprano e orchestra da camera, si ebbe quando l’opera cominciò a circolare in Europa nella traduzione inglese e tedesca, fino al successo internazionale che nel 2012 la sancì come l’opera di un autore vivente più eseguita al mondo, anno stesso in cui Frid morì alla veneranda età di novantasette anni. La prima esecuzione italiana risale al 2012 e si è tenuta al Goldoni di Venezia con l’orchestra della Fenice diretta da Marco Paladin (protagonista Maria Matveeva); dopo una rappresentazione a Pordenone nel 2015 (protagonista Štefica Grasselli, nella foto in basso) e una a Parma nel 2020, approda oggi a Torino nella efficace traduzione italiana curata da Rino Alessi e nell’adattamento musicale di Eddi De Nadai. Vi approda in una serata particolare per il teatro d’opera torinese, che non solo rende omaggio al ricordo delle vittime della Shoah e, per la nuova messa in scena, si avvale del patrocinio della Comunità Ebraica di Torino e della collaborazione con la Città di Torino e il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, ma riapre anche, in questa occasione, la sala del Mollino al pubblico a conclusione della prima e più importante fase di lavori che hanno portato al necessario rinnovamento e messa a norma del palcoscenico. Il Teatro è colmo di pubblico, soprattutto di giovani delle scuole." L’opera che dura poco meno di un’ora ed è strutturalmente suddivisa in quattro scene e diciannove sezioni, fu replicata anche nella stagione successiva, sempre al Piccolo Regio nella giornata della Memoria, con una nuova protagonista, questa volta italiana: Claudia Urru.
Ma per tornare a Sebastian F. Schwarz, ha studiato canto e musicologia a Berlino e presso il Conservatorio ‘Benedetto Marcello’ di Venezia, perfezionando la propria formazione con una laurea in Management culturale e teatrale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Accanto all’attività direttiva, Schwarz è fortemente impegnato nella formazione delle nuove generazioni di artisti e manager culturali. Insegna e svolge attività di mentoring nell’ambito dell’Opera Management Course e del Career Management Course di Opera Europa, oltre a collaborare con numerosi Young Artist Programs internazionali. È cofondatore e tuttora Direttore artistico del Concorso internazionale per l’Opera barocca ‘Pietro Antonio Cesti’ (Innsbruck Festival of Early Music), membro di giuria di importanti concorsi internazionali di canto e fondatore nonché primo presidente di giuria del Glyndebourne Opera Cup (2018). È Vicepresidente della Internationale Richard Strauss-Gesellschaft e membro del consiglio della Europäische Musiktheater-Akademie. Nel 2015 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal Presidente della Repubblica Italiana. Dal settembre 2025 cura e conduce la serie mensile di podcast Opera Road Trip per OperaVision. Auguri Maestro Schwarz! 2/03 di Rino Alessi Info: www.teatroallascala.org Foto: www.teatroregio.torino.it bellaunavitaalloperablogspot.com

Commenti

  1. Oddio il CV di Schwarz non si può mettere minimamente in dubbio del resto la Scala è la Scala.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

A COLLOQUIO CON VALENTINA MASTRANGELO, UNA, NESSUNA E CENTOMILA: SOPRANO, DOCENTE DI CANTO, STUDIOSA DI MUSICA DA CAMERA E ORA ORGANIZZATRICE PER ONORARE UN MUSICISTA DIMENTICATO E LA SUA CITTA', NESTORE CAGGIANO

DOPPIA INAUGURAZIONE NEL NOME DI FIGARO: AL TEATRO VERDI DI TRIESTE A SERE ALTERNE IL BARBIERE DI SIVIGLIA DI ROSSINI E LE NOZZE DI FIGARO DI MOZART: SUCCESSO PER TUTTI, MA SOPRATTUTTO PER PIER LUIGI PIZZI

CANDIDE DI LEONARD BERNSTEIN CHIUDE LA STAGIONE LIRICA 2024/2025 DEL TEATRO VERDI DI TRIESTE