Wolf-Ferrari e Rota: un dittico novecentesco tra ironia e nevrosi domani allo Stadttheater di Bolzano

A 150 anni dalla nascita di Ermanno Wolf-Ferrari, la Fondazione Haydn mette in scena una nuova produzione nell’ambito della Stagione d’opera 2025/26: due gioielli del teatro musicale del Novecento accostati dal lavoro di Stefano Vizioli, regista di fama internazionale, con la direzione musicale di Giuseppe Grazioli, musicista da sempre impegnato nella riscoperta del repertorio novecentesco. Oltre al cast vocale, che vede tra i protagonisti il baritono ucraino Danylo Matviienko, il soprano Sara Cortolezzis, i baritoni Bruno Taddia e Matteo Loi, il tenore Antonio Mandrillo e il soprano Samantha Faina, l’opera si completa con le scene di Eleonora De Leo, i costumi di Anna Maria Heinreich, mentre il lighting design è firmato da Vincenzo Raponi. Una rappresentazione in musica della nevrosi contemporanea: è questo l’aspetto che unisce i due titoli in cartellone e che li rende ancora del tutto attuali. Sabato 7 febbraio alle ore 20.00 e domenica 8 febbraio alle ore 16.00 al Teatro Comunale di Bolzano, la Stagione d’opera 2025/26 della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento presenta un nuovo allestimento, il dittico che accosta Il segreto di Susanna di Ermanno Wolf-Ferrari a La notte di un nevrastenico di Nino Rota. Scritto nell’estate del 1906 a Susin di Sospirolo, nelle Dolomiti, e allestito con il titolo di Susannens Geheimnesa Monaco di Baviera il 4 dicembre 1909, ne Il segreto di Susanna è la gelosia ad animare l’Intermezzo in un unico atto del compositore veneziano, di cui il mondo musicale celebra i 150 anni dalla nascita. Cinquant’anni più tardi, Nino Rota, che con la sua musica ha contribuito a rendere immortali i capolavori del cinema di Federico Fellini e Luchino Visconti, regala una nuova veste all’opera buffa italiana, dove il protagonista dichiara guerra al minimo rumore, con il solo risultato di passare la notte a rincorrere i suoi fantasmi. Ad accostare questi due gioielli del teatro musicale del Novecento sarà Stefano Vizioli, regista di fama internazionale la cui carriera è costellata di prestigiose collaborazioni con alcuni tra i più importanti direttori d’orchestra, da Riccardo Muti a Claudio Abbado, da Bruno Bartoletti a Daniele Gatti. Sul podio dell’Orchestra Haydn sarà presente Giuseppe Grazioli, musicista da sempre impegnato nella riscoperta del repertorio novecentesco, con un’intensa attività all’estero, soprattutto in Francia, che l’ha visto coinvolto in oltre 60 produzioni operistiche. CAST VOCALE Il dittico sarà interpretato da alcune delle voci più interessanti del panorama odierno. Ne Il segreto di Susanna, il Conte Gil avrà la voce del giovane basso ucraino Danylo Matviienko e la Contessa Susanna quella del soprano Sara Cortolezzis. Per La notte di un nevrastenico, invece, il baritono Bruno Taddiainterpreterà il ruolo del protagonista, il baritono Matteo Loi il Portiere, il tenore Antonio Mandrillo darà voce al Commendatore, il soprano Samantha Faina sarà Lei, il tenore Giovanni Petrini sarà Lui e, infine, il tenore Daniele Contessi sarà il Cameriere, grazie al lavoro di Clarry Bartha, casting manager di questa produzione.
Le due rappresentazioni del dittico saranno precedute da Oper.a Talk, il consueto appuntamento di introduzione all'opera che si terrà nel foyer del Teatro Comunale di Bolzano alle ore 19.00 (sabat0 7 febbraio) alle ore 15.00 (domenica 8 febbraio). LA REGIA In questa nuova produzione della Fondazione Haydn, la regia di Stefano Vizioli incontrerà le scene di Eleonora De Leo, i costumi di Anna Maria Heinreich, mentre il lighting design è firmato da Vincenzo Raponi. A tal proposito, il regista Stefano Vizioli afferma: «Come ho chiesto alla scenografa De Leo, voglio sottolineare l’aspetto surreale di queste due trame, legate entrambe dalla insicurezza e semi-follia maschile nei confronti del genere umano, che sia la gelosia ossessiva di Gil per la moglie Susanna o l’odio per il mondo rumoroso e “normale” da parte del Nevrastenico. Quindi, poiché amo definire le mie regie “falsamente tradizionali”, vorrei che questa apparente contraddizione di termini sia la cifra della lettura di questo dittico. Sia Il segreto di Susanna, che La notte di un nevrastenico, sono opere fortemente legate alla nevrosi contemporanea, quindi più attuali che mai, sia per l’isteria con la quale si persegue chiunque innocentemente osi fumare una sigaretta, oggi quasi fossero loro la causa del buco dell’ozono, sia l’inquinamentoacustico di cui soffriamo e che fa, in modo desolante, parte del nostro quotidiano: pensiamo ai cellulari dalle suonerie altissime, alla cafonaggine in treno di viaggiatori urlanti, all’assenza di garbo, gentilezza e attenzione per il prossimo che definisce il nostro mondo involgarito e maleducato; alla tivù urlata che fa audience con insulti e parolacce e con l’aver bandito per sempre il congiuntivo e i gerundi… un mondo di rumori orrendo che giustifica la pazzia del Nevrastenico, ma poi chi sono i veri pazzi a questo punto?». Sul ruolo e sul compito della regia oggi, Vizioli prosegue: «A me piace raccontare favole, non tradire il compositore, trovare se possibile una propria lettura originale, evitare la routine: io non temo i fischi, temo gli sbadigli. Poi penso sempre che i compositori siano i migliori registi delle loro opere, scrivono per il teatro, quindi sanno i tempi, i colpi di scena, hanno le zampate per agganciare l’attenzione dello spettatore, le indicazioni agogiche danno sempre la chiave teatrale del personaggio, non sono mai messe a caso o per edonismo estetico. Mi piacciono molto le “opere piccole”, sono apparentemente più lievi e leggere, non ci sono cambi di scena impegnativi, masse corali, comparse, ballerini, numero infinito di costumi. Ma sono ancheopere più “nude”, più vulnerabili, più scoperte. Molto importante, e spero che questa cosa emerga, sarà la regia del non detto, dell’allusione, delle parole espresse dal canto che sottendono significati opposti, il tutto poi condito da una piccola vena di pazzia».
STEFANO VIZIOLI Diplomato con lode in pianoforte e regista di fama internazionale, lavora con direttori d’orchestra quali Riccardo Muti, Claudio Abbado, Bruno Bartoletti, Michele Mariotti, Daniele Gatti, Ottavio Dantone, e crea regie in tutto il mondo, dalla Scala di Milano al Lyric Opera di Chicago, dalla Fenice di Venezia al NCPA di Pechino al Colon di Buenos Aires. Sua è la prima esecuzione in Italia di Notte di Maggio di Rimskij-Korsakov al Comunale di Bologna. Ampia è la collaborazione con artisti moderni e contemporanei quali Ugo Nespolo, Gianni Dessì, Renato Guttuso, Luigi Veronesi, Milo Manara. Nel nome di una cultural diplomacy crea con il musicista Aaron Carpenè progetti trasversali. Nell’ambito del sociale rappresenta Amahl e gli ospiti notturni di Giancarlo Menotti al carcere minorile Pagliarelli di Palermo. Dal 2017 al 2020 è Direttore Artistico del Teatro Verdi di Pisa. Molto vasta è l’attività didattica in Italia e all’estero di Vizioli, e diverse tesi di laurea sono state scritte sulle sue regie. Nel 2024 esce il volume Suonare il palcoscenico, conversazioni sulla regia lirica con Stefano Vizioli, Artemide editore. GIUSEPPE GRAZIOLI Si diploma in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni studia direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Dirige le principali orchestre italiane. Dal 1995, anno in cui debutta a Saint-Étienne, svolge una intensa attività in Francia con più di 60 produzioni operistiche. Su invito di Placido Domingo, dirige Lucia di Lammermoor e Les Pêcheurs de perles all’Opera di Washington. Nel maggio 2003 dirige per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino, mentre nel 2019 dirige l'Orchestre National de France per una serata speciale dedicata a Nino Rota.
Fra i prossimi progetti, Il flauto magico, Tosca, Les parapluies de Cherbourg, il Requiem di Verdi a Saint-Étienne, Falstaff a Verona, La Notte di un nevrastenico e Il Segreto di Susanna a Bolzano, I quattro rusteghi a Modena, Il barbiere di Siviglia all'Opera di Losanna e numerosi concerti sinfonici con l'Orchestre Symphonique Saint-Étienne Loire, l'Orchestra dell'Accademia del Teatro alla Scala, l'Orchestra Toscanini di Parma, l'Orchestre del Teatro Verdi di Trieste. Nel 2019 è nominato Direttore Principale e, nel 2021, Casting manager dell'Opéra de Saint-Étienne. ELEONORA DE LEO Classe 1990, Eleonora De Leo si diploma in Scenografia Teatrale all'Accademia di Belle Arti di Brera. Lavora come assistente scenografa per Federica Parolini in Candide (Maggio Musicale Fiorentino) avviando una lunga collaborazione. Nel 2016 nasce il sodalizio artistico con lo scenografo e light designer Nicolas Bovey e le produzioni dirette dal duo ricci/forte: Turandot (Macerata Opera Festival con Teatro Nazionale di Zagabria), Die glückliche Hand/A kékszakállú herceg vára (Massimo di Palermo), Nabucco (Festival Verdi di Parma). Nel 2018 l'incontro con Graham Vick: collabora come assistente scene e costumi per Stuart Nunn ne Il Flauto Magico (Macerata Opera Festival) e Semiramide (Rossini Opera Festival). Sempre per la regia di Vick, si unisce al pluripremiato scenografo Timothy O'Brien per la nuova produzione di Parsifal (Massimo di Palermo). Collabora con l'architetto e scenografo Alberto Beltrame per le produzioni dirette da Andrea Bernard e Fabio Cherstich, Davide Livermore e Leo Muscato, con il quale debutta al Teatro alla Scala di Milano. Parallelamente realizza progetti personali e sperimentali: collabora con lo scrittore Alessandro Baricco per il Festival dei Due Mondi di Spoleto, e il catalogo della 49° edizione di Biennale Venezia Teatro a livello di ideazione, sviluppo grafico ed editing creativo, affiancando i Direttori Artistici Stefano Ricci, Gianni Forte.
ANNA MARIA HEINREICH Nasce a Vienna, dove si diploma al HLMW9 Michelbeuern, frequentando contemporaneamente una scuola di formazione per sartoria femminile, si trasferisce in Francia, dove studia arte e letteratura francese. Nel 1976 si stabilisce in Italia avviando il lavoro nel settore del costume, collaborando con Lele Luzzati e Santuzza Calì. La sua attività di costumista negli ultimi decenni si alterna tra teatro di prosa, opera lirica, cinema e televisione in Europa e Stati Uniti d’America, collaborando con artisti come Claudio Abbado, Riccardo Muti, Peter Stein, Chris Kraus, Klaus Maria Brandauer, Fiona Shaw, Cillian Murphy, Maddalena Crippa, Maurizio Balò. Partecipa a diverse edizioni dei Salzburger Festspiele e prende parte a diverse produzioni della televisione francese (Marie Curie e La vie de Chateaubriand) e italiana (Esercizi di stile, regia di Mario Monicelli; Capitan Cosmo, regia Carlo Carlei), oltre che per il cinema: La Donna della Luna, Lettera da Parigi, Viol@. Collabora a diverse iniziative di teatro per bambini, sia a livello didattico, che in qualità di costumista del laboratorio Piero Gabrielli. Tiene lezioni per la formazione di costumisti in scuole e accademie specializzate come l’Accademia del Teatro alla Scala. VINCENZO RAPONI Laureato in Psicologia, inizia a lavorare in teatro a 16 anni nella compagnia Il Baule. Fino al 1996 lavora in prosa per poi debuttare nell'opera lirica come Lighting Designer. Dal 2000 disegna le luci per Pier Luigi Pizzi, spaziando dal repertorio classico a quello moderno e contemporaneo. Lavora con Werner Herzog in Die Zauberflöte di Mozart, Der Fliegende Holländer di Wagner e I due Foscari di Verdi. Con Giorgio Marini disegna le luci per I Capuleti e i Montecchi di Bellini e in prosa per Occhi felici e i gemelli. Con Roberto De Simone inaugura la riapertura del teatro Petruzzelli con Turandot di Puccini. Nel 2016, con la regia di Lorenzo Amato e le scene di Ezio Frigerio, realizza le luci per Norma di Bellini al San Carlo di Napoli e di Madama Butterfly di Puccini ad Astana. Ancora al San Carlo, allestisce Madama Butterfly con la regia di Pippo Delbono e Aida di Verdi con la regia di Franco Dragone. Con la regia di Amos Gitai, le scene di Dante Ferretti e i costumi di Gabriella Pescucci allestisce a Napoli Otello di Rossini. Collabora agli allestimenti di Deda Colonna, Luca Veggetti, Davide Livermore e Raul Vasquez. Realizza le luci per il primo allestimento di Werther di Massenet con la regia di Stefano Vizioli, in scena anche al Teatro Filarmonico di Verona per la Stagione Lirica 2023. Dal 2016 insegna Linghting Design presso l’accademia d’arte RUFA di Roma. PARTNER Un ringraziamento speciale va a tutti partner istituzionali: il Ministero della Cultura, la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, le Province autonome e i Comuni di Trento e Bolzano, Alperia, Stiftung Sparkasse, Schenk, Mediocredito Trentino Alto Adige e tutti i partner che ogni anno sostengono con convinzione il lavoro della Fondazione Haydn. 5/02 Comunicato Stampa Foto e Info: www.haydn.it bellaunavitaalloperablogspot.com

Commenti

Post popolari in questo blog

DOPPIA INAUGURAZIONE NEL NOME DI FIGARO: AL TEATRO VERDI DI TRIESTE A SERE ALTERNE IL BARBIERE DI SIVIGLIA DI ROSSINI E LE NOZZE DI FIGARO DI MOZART: SUCCESSO PER TUTTI, MA SOPRATTUTTO PER PIER LUIGI PIZZI

CANDIDE DI LEONARD BERNSTEIN CHIUDE LA STAGIONE LIRICA 2024/2025 DEL TEATRO VERDI DI TRIESTE

BRECHT-WEILL E ASCESA E CADUTA DELLA CITTA' DI MAHAGONNY: STENTA A DECOLLARE AL TEATRO VERDI DI TRIESTE LO SPETTACOLO DI HENNING BROCKHAUS. NESSUNA CONTESTAZIONE PER BEATRICE VENEZI