ADDIO AL BARITONO ORAZIO MORI Il ricordo di Fondazione Arena di Verona

Una carriera prestigiosa attraverso i più grandi palcoscenici del mondo, una presenza scenica e una voce timbrata, sempre alta, ma rigorosa per interpretare i grandi personaggi della lirica, il cuore sempre legato alla sua terra di origine, Casalmaggiore. «Figlio della nostra terra casalasca, che ha portato la sua voce baritonale e la nostra città in giro per il mondo. Condoglianze a tutta la famiglia» ha scritto su Facebook il sindaco Filippo Bongiovanni.
Come riporta un sito specializzato di lirica, Mori si diplomò al Conservatorio 'Arrigo Boito' di Parma, e debuttò nel mondo della lirica nel 1965 nella Bohème diretta da Gianandrea Gavazzeni. Vincitore del concorso 'Voci Verdiane' di Busseto, interpretò il ruolo di Miller nella Luisa Miller. Nella sua lunga e intensa carriera artistica Mori ha frequentato un repertorio che spazia da musiche rinascimentali fino a composizioni di autori contemporanei. Ha cantato in numerose occasioni con direttori di prestigio quali Claudio Abbado, Bruno Bartoletti, Reynald Giovaninetti, Carlos Kleiber, Peter Maag, Lorin Maazel, Riccardo Muti, Zoltan Pesko, Georges Prêtre, Nello Santi, Lovro Von Matacic. Partecipò a numerose incisioni della collana venduta in edicola negli anni Settanta del secolo scorso dei Fratelli Fabbri accanto ad artisti del livello di Piero Cappuccilli, Giuseppe Valdengo, Margherrita Guglielmi, Ferruccio Tagliavini e Raina Kabaivanska e sotto la direzione di maestri come Ino Savini e Hans Swarowsky. Fu ospite di alcuni fra i più grandi teatri del mondo, come la Royal Opera House di Covent Garden a Londra, e speciale fu il sodalizio artistico con il Teatro alla Scala di Milano. Tra i titoli interpretati nella Sala del Piermarini figurano La fanciulla del West, La traviata, Macbeth, Manon Lescaut e L'angelo di fuoco, prendendo poi parte anche a tournée internazionali della Scala e contribuendo alla diffusione del repertorio operistico italiano all’estero. Anche di recente Mori aveva continuato a dedicarsi all’opera comparendo in numerosi titoli al Teatro Rosetum. In molti sui social hanno ricordato la sua simpatia, la sua arte e soprattutto la sua energia. Memorabile fu la scelta del baritono nell’aprile del 2015 di interpretare per due volte nello stesso giorno, prima al 'Ponchielli' di Cremona e poi al 'Filodrammatici' a Milano, il personaggio di Giorgio Germont nella Traviata di Giuseppe Verdi. Il tutto all’età di 76 anni. Come il ‘Va, pensiero’ nel Nabucco, il legame con Casalmaggiore lo portava a trascorrere le sue estati in riva al Po e a rendersi disponibile per la sua città. «L'ho sempre trovata una persona disponibile e generosa, ed è stato presente quando lo invitammo in alcune occasioni - ha ricordato Giuseppe Romanetti, ex direttore artistico del Teatro Comunale -. In particolare mi vengono in mente le splendide serate di musica per il cinquantesimo della sua carriera, accompagnato al pianoforte dalla figlia, e il concerto verdiano di beneficenza in favore dei malati di SLA. Aveva una componente umana che chiamava a raccolta non solo appassionati di lirica». La salma giungerà venerdì mattina, 24 aprile 2026, in Duomo, le esequie si svolgeranno invece alle 15.30, per l’ultimo saluto a un artista serio, generoso e appassionato dell’opera e del Grande Fiume. Lo sfondo del Teatro alla Scala di Milano, uno dei più amati nonché quello della città dove ha vissuto gran parte della sua carriera artistica. E poi una frase della figlia Debora, pianista: “Ciao papà, continua a cantare in cielo con la tua splendida voce. Ti ricorderemo sempre così, istrionico, energico, solare. Grande artista nella vita e sul palcoscenico. Mi mancherai tanto”.
Sono questi i due tratti distintivi del manifesto funebre di Orazio Mori, celebre baritono scomparso martedì sera a Milano, che ha scelto la sua Casalmaggiore per essere sepolto. A piangere Orazio sono la moglie Maria Grazia, la figlia Debora, la sorella Isabella, le nipoti Cinzia e Laura, il cognato Giorgio e tutti i parenti. La camera ardente è allestita nella RSA Santa Marta a Milano, dove Orazio è spirato. Fondazione Arena ricorda il baritono Orazio Mori, mancato alcuni giorni fa all’età di 87 anni. Nativo di Casalmaggiore, dopo la vittoria del concorso Voci verdiane di Busseto, ha condotto una lunga e felice carriera internazionale. «Desidero porgere le più sentite condoglianze alla famiglia di Orazio Mori – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona, – artista e persona che ricordo con particolare affetto. Prima da comparsa, poi nel coro, quindi sul palcoscenico più di una volta accanto a lui, ho potuto osservarlo e ammirarne la voce solida, la naturalezza in scena, la professionalità altissima e la bontà della persona. L’opera è stata per lui una missione, fino alla fine. Noi tutti di Fondazione Arena lo ricordiamo con gratitudine e ammirazione». Mori debuttò all’Arena di Verona nel 1975, allora artista in ascesa e già impegnato con le più prestigiose bacchette dell’epoca in un repertorio ampio, tornandovi quasi ininterrottamente per oltre un quarto di secolo. Fino al Festival del 2000 prese parte a diciannove produzioni diverse di Carmen, Madama Butterfly, Turandot, La Traviata, Rigoletto, La Forza del destino, Otello, Andrea Chénier. 23/04 Comunicato Stampa Foto: www.teatroregio.torino.it Orazio Mori in privato e sulla scena con Luciana Serra ne "Il Barbiere di Siviglia" Info: www.arena.it bellaunavitaaalloperablogpost.com

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