Giovedì 23 aprile alle 20 il maestro Thomas Guggeis torna sul podio della Sala Mehta, alla guida dell’Orchestra del Maggio, per il primo appuntamento sinfonico dell’ottantottesimo Festival del Maggio. Voci soliste, il mezzosoprano Tanja Ariane Baumgartner e il tenore AJ Glueckert. In programma “Das Lied von der Erde” (Il canto della terra) di Gustav Mahler.
Il maestro Thomas Guggeis, tra i più apprezzati direttori della sua generazione, torna alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino a meno di un anno di distanza dal suo debutto, avvenuto con grande successo nel giugno del 2025.
In programma, giovedì 23 aprile 2026, in sala Mehta alle ore 20, l’esecuzione di Das Lied von der Erde (Il canto della terra) di Gustav Mahler.
Thomas Guggeis, la cui carriera ha conosciuto una rapida e significativa affermazione a livello internazionale, è oggi ospite regolare di importanti istituzioni musicali europee: dopo gli studi a Monaco di Baviera e a Milano è stato Staatskapellmeister presso l'Opera di Stato di Berlino e Primo Kapellmeister presso l'Opera di Stato di Stoccarda. Allievo di Daniel Barenboim, ha collaborato con importanti orchestre come la Staatskapelle di Dresda, la Filarmonica di Monaco di Baviera, la Vienna Symphony Orchestra, l'Orchestra Sinfonica di Milano e l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
Nel corso delle ultime stagioni è stato direttore ospite al Teatro alla Scala nella storica produzione di Giorgio Strehler della mozartiana Die Entführung aus dem Serail, al Metropolitan Opera con Der fliegende Holländer e alla Staatsoper di Vienna con Die tote Stadt, Salomè, La Traviata e Falstaff.
Solisti della serata il mezzosoprano Tanja Ariane Baumgartner e il tenore AJ Glueckert.
In cartellone una delle più celebri composizioni di Gustav Mahler, Das Lied von der Erde, la quale che si articola in due parti: la prima formata da cinque lieder e la seconda dall’ultimo lied Abschied (in cui sono unite due liriche della raccolta) che da solo, con le sue quasi seicento battute, bilancia la prima metà dell’opera. Le due macro-sezioni, all’apparenza indipendenti, sono in realtà collegate da una fitta serie di rimandi e analogie in un gioco di specchi tra vita, morte e rinascita che si riflette tra le pieghe della musica.
Il concerto:
Das Lied von der Erde (‘Il Canto della terra’) segna la prima tappa dello struggente e lungo commiato alla vita e alla musica di Gustav Mahler, che proseguirà con la Sinfonia n. 9 e con l’abbozzo della Decima Sinfonia. Durante l’estate del 1907 Mahler ricevette in dono un’antologia di liriche cinesi tradotte in tedesco intitolata Il flauto cinese. Il contrasto tra il cupo pessimismo e l’amore per le cose terrene che caratterizza la raccolta poetica sembrava in perfetta consonanza con lo stato d’animo del compositore in quel triste periodo della sua vita. Mahler scelse quindi sette liriche da rivestire di musica in quella che lui definì ‘Sinfonia per voce di contralto, di tenore e grande orchestra’, anche se la forma della composizione sfugge in realtà a una definizione precisa e univoca. Nel Canto della terra, infatti, il compositore oltrepassa i confini tra i generi tanto da unire il mondo del lied e quello della sinfonia in una nuova dimensione musicale e spirituale. Das Lied von der Erde si articola in due parti: la prima formata da cinque lieder e la seconda dall’ultimo lied Abschied (in cui sono unite due liriche della raccolta) che da solo, con le sue quasi seicento battute, bilancia la prima metà dell’opera. Le due macro sezioni, all’apparenza indipendenti, sono in realtà collegate da una fitta serie di rimandi e analogie in un gioco di specchi tra vita, morte e rinascita che si riflette tra le pieghe della musica: il secondo e il sesto canto, ad esempio, sono pervasi dal presentimento di morte e fanno da cornice ai tre movimenti centrali che trattano invece temi più vivaci (la giovinezza, la bellezza e l’esaltazione suscitata dal vino e dalla primavera). E così anche la primavera, che viene negata all’ubriaco del quinto lied, torna a chiusura del ciclo ma stavolta con la promessa di una vita nuova, lontana dai dolori terreni.
La locandina:
GUSTAV MAHLER
Das Lied von der Erde (Il canto della terra)
- Das Trinklied vom Jammer der Erde (Il brindisi del dolore della terra)
- Der Einsame im Herbst (Il Solitario nell’autunno)
- Von der Jugend (Della giovinezza)
- Von der Schönheit (Della bellezza)
- Der Trunkene im Frühling (L’ubriaco in primavera)
- Der Abschied (L’addio)
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Direttore Thomas Guggeis
Mezzosoprano Tanja Ariane Baumgartner
Tenore AJ Glueckert
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Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Durata complessiva 1 ora e 5 minuti circa
Il concerto è preceduto dalla guida all'ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Mehta.
È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).
22/04 Comunicato Stampa Info: www.maggiofiorentino.it Foto: Simon Pauly Michele Monasta



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