Mozart, Haydn e Beethoven: l’apoteosi del Classicismo per il gradito ritorno di Gábor Takács-Nagy sul podio della Haydn di Trento e Bolzano

Considerato tra i più autentici esponenti odierni della musica ungherese, dal 28 al 30 aprile 2026 Gábor Takács-Nagy dirigerà l’Orchestra Haydn in tre appuntamenti interamente dedicati ad alcuni capolavori del Classicismo. Oltre all’Adagio e fuga K 546 di Mozart e la Sinfonia “Oxford” di Haydn, il programma si concluderà con la “cenerentola delle Sinfonie” di Beethoven, che reinterpreta in chiave moderna alcuni modi del passato. Sarà l’ungherese Gábor Takács-Nagy, direttore d’orchestra tra i più appezzati e interessanti sul panorama internazionale, a sugellare la programmazione musicale di aprile della Fondazione Haydn. Con tre appuntamenti interamente dedicati ad alcuni grandi capolavori del Classicismo, che comprendono l’Adagio e fuga per orchestra d'archi K 546 di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sinfonia n. 92 "Oxford" di Joseph Haydn e la Sinfonia n. 8 op. 93 di Ludwig van Beethoven, Gábor Takács-Nagy salirà sul podio dell’Orchestra Haydn martedì 28 aprile alle ore 20.00 presso l’Auditorium di Bolzano, mercoledì 29 aprile alle ore 20.30 all’Auditorium di Trento e giovedì 30 aprile alle ore 20.00 al Kurhaus di Merano.
Dopo essersi fatto conoscere come un raffinato violinista, Gábor Takács-Nagy è stato membro fondatore e leader dell'acclamato Takács Quartet, con il quale si è esibito con artisti leggendari del calibro di Lord Menuhin, Sir Georg Solti, Isaac Stern e Mstislav Rostropovitch. Considerato uno dei più autentici esponenti odierni della musica ungherese, ha ricevuto la consacrazione a livello internazionale come direttore d’orchestra accanto ai più grandi solisti, tra tutti la pianista Martha Argerich, e sul podio dei festival più prestigiosi al mondo, tra tutti il Festival Internazionale di Verbier, di cui è Direttore musicale. Tra i massimi contributi di Mozart all’arte del contrappunto, la Fuga in do minore K. 546 è stata composta in origine per due pianoforti, successivamente sviluppata per archi con l'aggiunta di un Adagio introduttivo. Di straordinaria intensità espressiva, l'Adagio è dominato dal contrasto tra figure ritmiche energiche e un motivo dolente. Lo stesso contrasto espressivo tra azione e ripiegamento, tra eroismo e rassegnazione, caratterizza il motivo austero della Fuga. Improntata a un clima di estrema severità, la composizione dà fondo a tutti gli artifici del contrappunto, valendosi di una tecnica e di un controllo espressivo che rivelano la profonda assimilazione della lezione di Bach. Ultima delle tre dedicate a "Son Excellence Monseigneur le Comte d'Ogny", uno degli aristocratici che aveva già commissionato a Haydn le sei celebri "Sinfonie parigine", la Sinfonia n. 92 è da sempre considerata una delle più straordinarie della sterminata produzione sinfonica haydniana. Il compositore doveva essere particolarmente soddisfatto di questa composizione se la scelse per l'esecuzione a Oxford in occasione del conferimento del titolo honoris causa nel luglio del 1791: da allora la Sinfonia è conosciuta come “Oxford”. Beethoven lavorò all'Ottava Sinfonia durante il 1811, completandola però nell'estate dell'anno seguente, per essere eseguita la prima volta in pubblico nel 1814, sotto la direzione dell'autore. A lungo considerata la “cenerentola delle Sinfonie beethoveniane”, le minuscole proporzioni di questa “piccola Sinfonia”, come la chiamò lo stesso autore, sembra formalmente additare orizzonti settecenteschi, tratti umoristici se non addirittura burleschi, sullo sfondo di una indefinibile stranezza, che disorientarono e delusero i contemporanei e i posteri che in essa non riconobbero più il Beethoven titanico e mitico, patetico e profondo. Caratterizzata dalla ricomparsa del tempo di Minuetto per il terzo movimento, inevitabilmente il ritorno ai modi di Haydn e Mozart, dopo le novità di ogni genere affermate nei precedenti lavori sinfonici, fu considerato a torto un segno di stasi e di disimpegno creativo. GÁBOR TAKÁCS-NAGY Nato a Budapest, fonda il celebre Quartetto Takács nel 1975, ricoprendo il ruolo di primo violino per 17 anni. Nel 2002 approda alla direzione, continuando a portare nel suo animo i segni dell’originaria identità e sensibilità coltivata nella musica da camera. Nel 2007 Gabor Takács assume la direzione dell’Orchestra da Camera del Festival di Verbier e nel 2011 è nominato direttore artistico dell’Orchestra Camerata Manchester, fra le più apprezzate compagini strumentali del Regno Unito. Sale inoltre sul podio dell’Orchestra Nazionale di Lione, dell’Orchestre National du Capitole de Toulouse, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Sud Netherlands Filarmonica di Calgary, Orchestra dei Paesi della Loira, BBC del Galles. Nel 2012, è nominato membro onorario della Royal Academy di Londra e nel 2017 riceve il prestigioso premio Bartok-Pásztory dell’Accademia Liszt di Budapest. Nel 2021 si è aggiunto il premio Érdemes Múvéz (Artista di gran merito), conferitogli dal Governo Ungherese per meriti speciali nel far apprezzare la cultura ungherese nel mondo, e il Premio Prima Primissima, la cui mission è quella di ricercare vie di progresso per la società umana. Nel 2023 per Deutsche Grammophon ha accolto l’integrale sinfonica di Beethoven realizzata con la Verbier Festival Chamber Orchestra. 24/04 Comunicato Stampa Info: www.haydn.it bellaunavitaalloperablogpost.com

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