FIGARO BAGNATO FIGARO FORTUNATO: DIECI ANNI CON IL BARBIERE DI SIVIGLIA. INTERVISTA Al BARITONO GABRIELE NANI

Dieci anni con Figaro. Gabriele Nani, baritono, bergamasco, classe 1979, li ha festeggiati sotto la pioggia battente che si è riversata su Milano la sera del 19 agosto scorso, quando, nell’ambito dell’Estate Sfozesca 2017, Nani partecipava al primo dei sei Notturni in Castello nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco fiore all’occhiello della rassegna estiva del Comune di Milano: sei concerti con la Milano Chamber Orchestra per l’occasione diretta dal giovane Maestro Lorenzo Passerini.
“E’ stata un’esperienza surreale” racconta: “la serata aveva raccolto un pubblico piuttosto numeroso ed è iniziata con una sinfonia: il tempo reggeva. Poi sono arrivato io con la cavatina di Figaro. Non avevo ancora terminato i miei trallallalero trallallalà che, dal nulla, scende improvvisamente una pioggia torrenziale… Il pubblico si alza, delirio improvviso, l’orchestra arranca ma è riparata da una tettoia, io sono in semipioggia come il direttore. Il rumore dell’acqua si fa così forte che non sento più né l’orchestra né la mia voce.”
Vince il sangue freddo e Gabriele Nani sceglie di non fermarsi: “Mi attacco al microfono e vado avanti a cappella con il massimo della follia, la gente scappa fuori dal castello, si ferma, si volta, mi guarda, sta sotto l’acqua. Inizia a grandinare. Io vado avanti, il direttore sbraccia sopra l’orchestra, loro ricominciano e mi riprendono. Il pubblico a questo punto si sposta verso il palco e comincia ad accalcarsi sotto di me, bagnati fradici ma entusiasti. Arrivo in fondo all’aria, con un vento micidiale che sento entrarmi nella bocca, una pioggia torrenziale, chicchi di grandine che cadono sul palco. Prendo fiato e sparo l’acuto finale tenendolo fino a quando posso.”.
E poi? “E poi esplode un applauso con urla da stadio, la gente fradicia con le braccia in alto. Faccio il giro del palco e, a questo punto, il concerto non si può fermare.”. Che la sua mente fosse un vulcano, ce ne eravamo accorti ascoltando e recensendo il recente CD che Gabriele Nani, ha prodotto e inciso, intitolato per l’appunto Un vulcano è la mia mente, ma che sotto l’impostazione classica, ha studiato pianoforte prima di dedicarsi al canto, battesse l’anima di una rockstar non potevamo immaginarlo. Scherzi a parte, il racconto dell’avventura ferragostana al Cortile delle Armi diventa l’occasione per considerare che la grande musica italiana ha ancora pubblico, “è un pubblico turistico-vacanziero quello delle serate al Castello Sforzesco” prosegue Nani “e, quest’anno, hanno fatto registrare il pienone. E’ stata una sorpresa anche per gli organizzatori.”. Per lui, viceversa, la sorpresa è venuta dall’essersi reso conto di aver debuttato nel Barbiere di Siviglia esattamente dieci anni fa: “Era il 21 luglio 2007 e affrontai il mio primo Figaro nel Cortile della Rocchetta, uno spazio più raccolto del Castello Sforzesco.”. La cavatina di Figaro è anche il primo dei brani incisi nella carrellata del repertorio baritonale classico che Nani ha affrontato in disco. Per di più, il giovane artista è reduce da una serie di recite in Francia del Barbiere rossiniano e si accinge a debuttare nell’altro Barbiere quello di Paisiello.
“Sarò l’altro Figaro” spiega Gabriele Nani “in due rappresentazioni, il 25 e il 26 settembre prossimi al Festival Paisiello di Taranto, la città natale del compositore apprezzato da Mozart e poco amato da Rossini. Lo spettacolo avrà la regia di Ganmaria Aliverta che già lo ha presentato lo scorso anno in altre situazioni, in occasione delle celebrazioni del compositore, l’orchestra del Festival sarà diretta da Fabio Maggio. In Paisiello Figaro è un personaggio più moderato rispetto a quello creato da Rossini. Lo stile è quello tipico di un’opera della seconda metà del Settecento, sarebbe ingiusto fare un paragone con Rossini anche perché dopo il fiasco della prima romana del 1816, causato pare dagli ammiratori di Paisiello, la storia ha rimesso le cose a posto.”. Inutile dire che Gabriele Nani è più attratto dal personaggio rossiniano: “Non l’ho fatto spessissimo come si crede ma è quello che mi ha dato visibilità grazie all’apparizione televisiva del 2010 quando vinsi il concorso abbinato alla trasmissione di Pippo Baudo. La registrazione dell’aria è su youtube e mi continua a procurare scritture. Figaro, in Rossini, è un personaggio sopra le righe e ha un che di imprenditoriale che il Figaro di Paisiello non possiede anche perché il vero protagonista dell’opera è Bartolo. Ci sto lavorando per dargli quella marcia in più che gli manca…”.
La carriera ancora giovane di Gabriele Nani l’ha portato in molti teatri italiani dal Regio di Torino al Massimo Bellini di Catania, dal Lirico di Cagliari, al Regio di Parma e al Festival Puccini di Torre del Lago, ma soprattutto all’estero. Di recente ha cantato Il viaggio a Reims al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles dove è atteso l’anno prossimo nei Pagliacci con la regia di Damiano Michieletto, è stato Don Giovanni all’Opéra di Massy, nella banlieue parigina, ha affrontato il raro Verdi di Un giorno di regno all’Opernfestival-Engadin di Saint-Moritz e a Basilea senza contare le apparizioni in Russia e in Corea. E dopo il debutto in Paisiello? “Sarò di nuovo il Figaro rossiniano in Francia e chiuderò l’anno a Compiègne dove terminerà la tournée dello spettacolo cui ho partecipato nei mesi scorsi. Il 2018 si aprirà invece in Colombia al Festival di Cartagena che si sta aprendo al repertorio operistico e proseguirà il suo itinerario mozartiano mettendo in scena, dopo Don Giovanni, Così fan tutte in cui sarò Guglielmo. Da Mozart passo a Leoncavallo e ritroverò a Bruxelles il personaggio di Silvio nei Pagliacci che ho affrontato qualche stagione fa, e con grande piacere, all’Opéra de Wallonie di Liegi accanto a José Cura.”. Info: www.gabrielenani.com di Rino Alessi 23/08/2017 bellaunavitaallopera.blogspot.com

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