C'E' UNO SPAZIO SU FACEBOOK DEDICATO ALLA VOCE DEL TENORE. UN PROFILO STORICO-DIDATTICO APERTO AL PRESENTE E AL FUTURO

Dal dicembre scorso sulla piattaforma social di Facebook è nato un gruppo privato dedicato alla voce maschile più ambita, quella di tenore. Il giovane tenore che ne è fondatore, Giorgio De Andreis, che seguì con vivo interesse la mia lezione dedicata a Simon Boccanegra alla Scuola dell’Opera Italiana del Teatro Comunale di Bologna lo presenta con chiarezza “L'impronta che vorrei dare al gruppo è quella storica didattica. In ciò ci sarà d'aiuto la mia personale esperienza maturata in tanti anni di studio con gli insegnanti più diversi, avendo appreso tanto sulla tecnica di emissione vocale e sulla corretta fonazione, anche attraverso gli errori dei miei insegnanti. Sono curioso e propenso a dare consigli tecnici a chi me li chieda. Inoltre, vi preannuncio che a primavera - seconda metà di aprile terrò un seminario masterclass – vedremo - a quanti mi avranno conosciuto come didatta e come persona. Inutile dire che il coronavirus ha tagliato le gambe anche a questa lodevole iniziativa, ma il gruppo, di cui sono tra i fondatori, è in rete e propone disamine interessanti sui tenori oggi in voga, su quelli de passato, con qualche apertura verso le nuove voci che si affermano in concorsi vari. L’invito di Giorgio De Andreis mi ha fatto, naturalmente, molto piacere anche se, come gli ho detto con estrema franchezza, ho sempre preferito a quelle di tenore, le voci virili più scure di basso e, soprattutto, di baritono. Così, nella mia collana di libri dedicata ad artisti di scuola italiana mi sono occupato di Piero Cappuccilli, che era baritono ma aveva iniziato a studiare da tenore, e di Carlo Cossutta, che fece il percorso inverso. I due cosiddetti Dioscuri della lirica triestina erano noti per gli scherzi che si facevano l’un l’altro. Cappuccilli, prer esempio, quando cantava Otello con Cossutta, si scaldava la voce per la recita con un bell’”Esultate”, e nel duetto che conclude il secondo atto univa la sua alla voce del collega, nella conclusione acuta del finale.
Niente di nuovo sotto il sole, per carità, il mondo dell’opera lirica è fatto anche di queste simpatiche manifestazioni di goliardica e bonaria competizione fra amici. Cappuccilli e Cossutta erano, fatto eccezionale fra colleghi, davvero grandi amici. Entrambi hanno fatto grandi carriere internazionali. Più Cappuccilli di Cossutta, a dire il vero. Anche perché affrontando Simon Boccanegra alla Scala con Claudio Abbado e Giorgio Strehler, il primo poté, negli anni Settanta del secolo scorso, entrare nella leggenda ed entrare nelle grazie del Maestro che più determinava l’affermazione di un artista a livello internazionale, Herbert von Karajan. Cossutta, che Karajan chiamò nella Messa di Requiem di Verdi a sostituire Carlo Bergonzi, ebbe più concorrenza sul suo cammino e quando il direttore d’orchestra salisburghese si rivolse una seconda volta a lui per sostituire un cillega a Salisburgo, Cossutta non si sentì di alternare al Trovatofre che stava eseguendo al Maggio Musicale Fiorentino con Muti, con La Bohème pucciniana che Karajan dirigeva a Salisburgo. Ci sono però artisti validi che nel grande giro internazionale non riescono a entrare mai. E’ il caso di due tenori italiani che iniziarono più o meno negli stessi anni, a cavallo fa i Cinquanta e i Sessanta del secolo scorso, entrambi grazie al concorso di Sanremo: Gianni Del Ferro che nel 1955 uscì vincitore della competizione per un’esecuzione radiofonica di Le Villi di Puccini e Angelo Lo Forese, che ha da poco festeggiato i suoi primi cent’anni che nel 1960 fu prescelto per Giulietta e Romeo di Zandonai.
Sia Del Ferro, sia Lo Forse erano buoni artisti ma svolsero la loro attività soprattutto nelle piazze della buona provincia. Del Ferro, dopo Le Villi fu Andrea Chénier al Teatro Rossi di Fano nel settembre del 1960 sotto la direzione di Giuseppe Patanè e con Piero Cappuccilli come partner, mentre Rita Saponaro, ossia la signora Patanè era Maddalena e nel personaggio secondario di Roucher faceva il suo debutto Enzo Dara. Subito dopo fu Ismaele in un Nabucco al Cagnoni di Vigevano per poi affrontare I Pagliacci nel circuito veneto accanto a Cappuccilli e alla poco più che debuttante Raina Kabaivanska. Lo Forese ebbe, se vogliamo, più fortuna e dopo Zandonai si dedicò a Verdi, fu Radames in un’Aida nel circuito francese di Tolosa e a Bordeaux accanto a Bonaldo Giaiotti, ma a differenza di Giaiotti non spiccò il volo verso il Metropolitan. A 18 anni intraprese gli studi musicali, che dovette interrompere nel 1943 a causa della guerra, durante la quale visse in Svizzera. Terminato il conflitto rientrò in Italia e proseguì gli studi con il tenore Primo Montanari, debuttando nel 1948 come baritono nel personaggio di Silvio nei Pagliacci.
Negli anni 1950, sotto la guida del baritono Emilio Ghirardini, passò al registro di tenore ed esordì nel 1952 nel Trovatore, a Casablanca in Marocco, accanto al soprano Carla Castellani. Fu anche allievo di Aureliano Pertile. Durante la lunga carriera cantò in più di ottanta opere, fu Giasone a Mantova accanto alla Medea di Magda Olivero, fra le altre cose.. Dopo il ritiro dalle scene ha svolto l'attività d’insegnante. Lo scrittore Domenico Gullo ha dedicato ad Angelo Lo Forese il libro Angelo Lo Forese - Il tenore con la valigia pronta sotto il letto, uscito per i tipi della Società editrice Dante Alighieri di Roma nel 2012. Il 16 marzo 2013 al Rosetum di Milano, a 93 anni, ha festeggiato 60 anni dal debutto nel ruolo di Manrico, esibendosi, tra le altre arie, nella celebre cabaletta "Di quella pira", con l'esecuzione di due do di petto Dal 2016 vive nella Casa di Riposo per Musicisti - Fondazione Verdi. Ebbe qualche occasione alla Scala, per esempio nel Tabarro sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni, e, oltre a Verdi, si dedicò molto al repertorio verista. Entrambi svolsero un’attività importante, ma furono confinati, salvo eccezioni, nelle stagioni della buona provincia. Del primo, si può leggere qualche scarna notizia online nel curriculum vitae del pianista, compositore e arrangiatore, Mike del Ferro, nato ad Amsterdam nel 1965, e “figlio del tenore del Ferro (1921-1992) spesso al fianco di Maria Callas”. Come dire, se non sei stato accanto alla Callas in quegli anni, oggi non esisti…. 10/04 Nelle foto, Angelo Lo Forese e Bonaldo Giaiotti, la copertina di Le Villi di Puccini con Gianni Del Ferro, Lo Forese e Giulietta Simionato in Cavalleria rusticana, Giorgio De Andreis fondatore del profilo dedicato ai tenori di ieri, di oggi e di domani. di Rino Alessi bellaunavitaallopera.blogspot.com

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