L'OPERA DI ROMA TORNA A VILLA BORGHESE: RIGOLETTO DI VERDI DIRETTO DA DANIELE GATTI E CON CON LA REGIA DI MICHIELETTO SARA' IL PRIMO SPETTACOLO IN CUI SARANNO SPERIMENTATE LE MISURE ANTI-COVID19

Uso tassativo di mascherine, distanziamento sociale e limite del numero di spettatori/visitatori - fino a un massimo di duecento per gli spazi di spettacolo al chiuso e non più di mille all’aperto -: sono queste le condizioni generali che cinema e teatri dovranno tenere in considerazione per modellare le proprie programmazioni alle attuali esigenze sanitarie secondo i pareri e le valutazioni da poco fornite dal Comitato tecnico-scientifico della Protezione Civile. I musei, la cui apertura è prevista dal 18 maggio, saranno i primi a tornare ad accogliere il pubblico. A questo punto tutto lascia sperare che dalla prima settimana di giugno cinema e teatri sia all’aperto, sia al chiuso, possano tornare a ospitare proiezioni e spettacoli alla presenza di pubblico, naturalmente tenendo presente l’evolversi della situazione epidemiologica e mettendo in atto tutte le misure necessarie per contrastare il contagio da Coronavirus. La regina dello spettacolo en plein air, l’Arena di Verona, ha annunciato che la programmazione 2020 slitta al 2021, lasciandosi però uno spazio di programmazione in agosto che il Sindaco di Verona Sboarina e il Sovrintendente Cecilia Gasdia comunicheranno in un secondo tempo, non senza aver annunciato i nomi illustri che già hanno aderito alla proposta. L’aborrita rivale, l’Arena Sferisterio di Macerata, ha risposto confermando il programma annunciato con qualche ritocco qui e là per garantire sicurezza a spettatori e agli artefici dello spettacolo. La Presidente del MAXXI di Roma Giovanna Melandri ha, nel frattempo, anticipato l’idea, ancora in fase di studio, di mettere a disposizione la piazza del museo “ai professionisti del teatro per degli spettacoli in sicurezza”. E, sempre a proposito di piazze capitoline, in un’altra intervista il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes ha dichiarato che il Costanzi riprenderà la propria programmazione il prossimo luglio con il Rigoletto di Giuseppe Verdi a Villa Borghese, nell’area della Piazza di Siena.
Cambio di residenza quindi per il Teatro dell’Opera, che solitamente propone il proprio calendario estivo alle Terme di Caracalla. In accordo con il Sindaco di Roma Virginia Raggi, è stata così individuata come alternativa la vasta Piazza di Siena all’interno di Villa Borghese, già sede di spettacoli del Costanzi negli anni Novanta del secolo scorso (questo nessuno l’ha dichiarato, se non di striscio, ma lo scriviamo noi), “ideale per evitare assembramenti e per montare un impianto e una platea con gradinata conformi alle disposizioni", Carlo Fuortes dixit. “Il pubblico avrà posti assegnati numericamente e non potrà stare in piedi. Piazza di Siena è stata già usata in passato per concerti rock e per la lirica. A Caracalla, dove abbiamo sempre proposto l’estate lirica, non si può fare nulla perché non è compatibile con le norme, non è possibile ridurre quella platea da quattromilacinquecento spettatori”.
Diretto da Daniele Gatti e con la regia di Damiano Michieletto, due nomi di punta delle recenti programmazioni romane, il Rigoletto del Teatro dell’Opera sarà quindi la prima produzione lirica in cui saranno sperimentate le misure anti-Covid19. Ci sarà distanziamento non solo fra il pubblico, ma anche tra i cantanti/attori, già annunciati i nomi dei tre protagonisti, tutti italiani (era ora!), e tutti di qualità: Luca Salsi che ricordiamo al suo debutto in Rigoletto al Teatro Verdi di Trieste, la squisita Rosa Feola e il sempreverde Vittorio Grigolo. “Sono certo che Michieletto supererà questa sfida. Si realizza una nuova forma e prassi, questa possibilità crea altre possibilità. Il metodo che ci deve guidare è la resilienza (sic! Il termine che viene dalla teologia è più che mai abusato), adeguarsi alle difficoltà per trasformarle in opportunità”, ha commentato ancora Fuortes. Sull’utilizzo delle mascherine da parte degli artisti, Fuortes ha anticipato che “saranno indispensabili delle deroghe per gli strumenti a fiato e per i cantanti". Non senza precisare che, nonostante le difficoltà oggettive, la stagione dell’Opera di Roma è in divenire: “Il calendario non è definitivo, tra le cose che possiamo anticipare, posso dire soltanto che faremo Il barbiere di Siviglia in forma di concerto, il balletto di Roland Petit su musica dei Pink Floyd già annunciato, repertorio sinfonico”.
Fin qui la cronaca. Villa Borghese, dove per il Teatro dell’Opera si sono esibiti nell’area di Piazza di Siena artisti del calibro di Leo Nucci, Cecilia Gasdia, Maria Guleghina, Giuseppe Sabbatini e la compianta Giusy Devinu, in opere di cartello come Pagliacci, Tosca e La Bohème, è il grande parco cittadino che comprende sistemazioni a verde di diverso tipo, dal giardino all'italiana alle ampie aree di stile inglese, edifici, piccoli fabbricati, fontane e laghetti. Con i suoi circa ottanta ettari, è il quarto più grande parco pubblico a Roma, dopo la parte pubblica del Parco regionale dell'Appia antica, villa Doria Pamphili e villa Ada e si estende in gran parte nel quartiere Pinciano e in piccola parte nel rione Campo Marzio, divisi dalle Mura aureliane. Il nucleo della tenuta era già di proprietà dei Borghese nel 1580, sul sito del quale è stata identificata anche la posizione dei giardini di Lucullo (o horti luculliani). Il possedimento fu ampliato con una serie di acquisti e acquisizioni dal cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V e futuro scopritore e mentore di Gianlorenzo Bernini, con l'intento di crearvi una "villa di delizie" e il più vasto giardino costruito a Roma dall'antichità. Nel 1606 la realizzazione degli edifici fu affidata dal cardinale agli architetti Flaminio Ponzio e, dopo la morte del predecessore, a Giovanni Vasanzio (Jan van Santen); gli architetti furono affiancati dal giardiniere Domenico Savini da Montelpulciano e dall'intervento anche di altri artisti, quali Pietro e il già citato Gianlorenzo Bernini. La villa fu completata nel 1633.
Nel 1766 lavori di trasformazione furono intrapresi dal principe Marcantonio IV Borghese nel cosiddetto Casino nobile, ora sede della Galleria Borghese, e nel Casino dei giuochi d'acqua, attuale Aranciera e sede del Museo Carlo Bilotti, e soprattutto nel parco, con la sistemazione del Giardino del lago, ad opera degli architetti Antonio e Mario Asprucci. Tutto il giardino fu ornato di fontane e piccole fabbriche che permettevano di avere scorci prospettici spettacolari. Agli inizi del diciannovesimo secolo la villa fu ampliata da Camillo Borghese con l'acquisto di terreni verso porta del Popolo e porta Pinciana, che furono integrati alla villa con l'intervento dell'architetto Luigi Canina. Nel corso del secolo gran parte del precedente giardino formale fu trasformato in giardino di paesaggio di gusto inglese. Durante tutto l’Ottocento i giardini furono aperti per il passeggio festivo e vi erano ospitate feste popolari con canti e balli. Il complesso - caso unico tra le grandi ville patrizie della città, i cui parchi furono tutti assoggettati a lottizzazione, e anche le ville raramente salvate - fu acquistato dallo Stato italiano nel 1901 e ceduto al comune di Roma nel 1903 per essere stabilmente aperto al pubblico, proprio mentre iniziava la lottizzazione della confinante Villa Ludovisi sui cui terreni stava sorgendo l'omonimo quartiere.
I romani non smisero mai di chiamarla villa Borghese. Il grande parco contiene diversi edifici ed ha nove ingressi: tra i più frequentati quello di porta Pinciana, quello dalla scalinata di Trinità dei Monti, quello dalle rampe del Pincio a piazza del Popolo e l'ingresso monumentale di piazzale Flaminio. Il "giardino del Pincio" (corrispondente al colle Pincio), nella parte sud del parco, offre un noto panorama su Roma. La villa ospita anche lo zoo di Roma trasformato recentemente in Bioparco ed il Museo civico di zoologia, mentre la celebre Casina delle Rose è oggi la sede della Casa del Cinema. Nei pressi di quest'ultima si trova il Cinema dei Piccoli, la sala cinematografica più piccola al mondo. Nel 2003 all’interno della Villa è stato inaugurato il Silvano Toti Globe Theatre, una ricostruzione del Globe Theatre di Shakespeare a Londra. Nel suo celeberrimo poema sinfonico I pini di Roma, Ottorino Respighi, amante della città eterna, ha dedicato un brano ai Pini di Villa Borghese. 12/05 Nelle foto in pagina Daniele Gatti con il Sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma Carlo Fuortes e il Sindaco Virginia Raggi, più in basso Damiano Michieletto in prova sul palcoscenico del Costanzi. di Rino Alessi bellaunavitaallopera.blogspot.com

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