TEMPO DI VEDOVA ALLEGRA: AL TEATRO COCCIA DI NOVARA IL 13 E IL 14 GENNAIO NE ARRIVA UNA NUOVA FIRMATA DA RENATO BONAIUTO E ANDREA MERLI

“Denaro… Denaro…. Nient’altro che denaro!...” canta nel primo atto de La Rondine di Giacomo Puccini, originariamente concepita come operetta, la mantenuta parigina Magda de Civry. Che, da brava donna pucciniana, ha un attimo di ribellione e rifiuta il lusso del mondo dorato che la circonda per poi ritornarvi - messo da parte il sogno di trasformarsi in donna borghese e madre di famiglia - al termine dell’operetta divenuta nel frattempo opera. E il denaro è l’argomento principale di ogni operetta che si rispetti, in cui i protagonisti cantano i sentimenti e la nostalgia del mondo di ieri, ma agiscono in nome del denaro. Non fa eccezione La vedova allegra che a più di cent'anni dalla prima viennese, continua a essere uno dei titoli in assoluto più rappresentati e amati dal grande pubblico. Tanto da essere in scena nel periodo delle festività sia al Filarmonico di Verona sia al Verdi di Padova. La Fenice ne annuncia una produzione nuova di zecca firmata Michieletto per il Carnevale 2018 mentre al Teatro Coccia di Novara ci si prepara a inaugurare l’anno nuovo con il titolo più amato dagli italiani. La vedova allegra è opera, come il titolo indica, allegra e spensierata certo, ma soprattutto è opera in cui due civiltà musicali, la viennese e la parigina, si confrontano e si esaltano in quello che può essere giustamente considerato il massimo raggiungimento della "Tanzoperette" a cavallo fra Otto e Novecento. All’epoca il soggetto, intriso di forte erotismo, fece scalpore. Oggi, a fare scalpore pensano messinscene che ne trasferiscono l’azione dalla Parigi Belle Epoque dell’originale di Victor Léon e Leo Stein, fra i ghiacci dell’Artico come in uno spettacolo berlinese di qualche anno fa o in un ambiente hollywoodiano senza tempo in cui la protagonista arrivava e ripartiva in elicottero come nello spettacolo parigino di Jérôme Savary concepito per l’Opéra Comique e poi portato in giro un po’ in tutto il mondo.
“Noi” spiega Andrea Merli che raggiungiamo telefonicamente nel suo Buen retiro catalano e che si appresta a fare il suo debutto nella regia operettistica “ne faremo una versione tradizionale. Il progetto nasce dalla direzione artistica del Coccia che, conoscendo la mia iperspecializzazione operettistica, mi ha del tutto inaspettatamente coinvolto. Tramontata l’ipotesi di una coproduzione con i teatri di Pisa e Livorno, si è pensato di farne uno nuovo…”. Ma, anche se il successo della Vedova allegra non tramonta mai, sarebbe stato difficile, con le risorse limitate di cui dispone un teatro di tradizione che nelle ultime stagioni stupisce per la fantasia delle sue proposte, metterne in cantiere un nuovo allestimento. D’intesa con Renata Rapetti, che ne è la direttrice per il settore prosa, Silvana Sateriale, che ne è la responsabile amministrativa e Renato Bonaiuto che con Andrea firmerà a quattro mani lo spettacolo, ecco l’impagabile Impiccione Viaggiatore della Barcaccia mobilitato a fare arte in economia. “L’allestimento, di Artemio Cabassi, lo abbiamo affittato a Reggio Emilia dove si trova un enorme magazzino teatrale in cui è disponibile anche una bella scelta di costumi d’epoca. Del copione mi sono occupato l’estate scorsa e l’ho riscritto facendo tesoro delle innumerevoli Vedove allegre viste in tanti anni di passione operettistica nata a Trieste all’epoca del Festival. Ho cercato di dare un peso drammaturgico anche ai personaggi minori che, nelle versioni correnti, finiscono per apparire superflui. Anche se il teatro mi chiedeva di firmarla da solo, ho voluto che la regia fosse a doppia firma coinvolgendo una persona d’esperienza come Renato Bonaiuto, allievo di Beppe De Tomasi, che però non conosce l’operetta…”.
Quanto al cast, è formato da giovani, con l’inserimento di due habitué della piccola lirica come Armando Ariostini, che sarà Mirko Zeta, e Max René Cosotti che debutta nel ruolo comico di Njegus. “L’idea di coinvolgere Max per Njegus è nata casualmente. Avevamo proposto la parte a un comico che non era disponibile e, quasi timidamente, abbiamo girato la proposta a Cosotti che ha accettato con entusiasmo. La sua presenza ci darà modo di coinvolgere nel finale anche Daniela Mazzucato che sarà la stella fra i partecipanti alla festa chez Maxim.”. I ruoli principali saranno affidati a Manuela Bisceglie e a Mauro Bonfanti, baritono emergente e novarese come la Valencienne di Marta Calcaterra che farà coppia con il tenore spagnolo Nestor Rosan, recente finalista del concorso di Reggio Calabria. Della compagnia faranno parte anche Stefano Consolini e Saverio Bambi.
Le coreografie saranno invece firmate da Sofia Lavinia Amisich. L’Orchestra dei giovani talenti sarà diretta da Giovanni Di Stefano. “Le rappresentazioni a Novara sono fissate il 13 e il 14 gennaio” anticipa ancora Andrea Merli che ha un precedente registico donizettiano risalente al 2002 a Buenos Aires. “E’ il mio debutto in Italia!” rileva scherzando non senza rimarcare che le prove sono, come il budget, ridotte all’osso. "Ci sarà una terza replica a Verbania e, si spera, una ripresa estiva a Savona…”. Che dire? Auguri a tutti e buona Vedova! Foto: Artemio Cabassi Info:www.fondazioneteatrococcia.it 24/12/2017 di Rino Alessi bellaunavitaallopera.blogspot.com

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