Inaugurazione doppia nel nome di Figaro con i capolavori di Rossini e Mozart in alternanza al Teatro Verdi di Trieste che ha aperto la stagione lirica 2025/2026 a ranghi dirigenziali finalmente completi. Riconfermato, dopo lunga attesa di ratifica da parte del ministero, il Sovrintendente Giuliano Polo che continuerà a essere affiancato da Enrico Calesso, guida stabile dell’Orchestra che in questi anni si è molto affiatata con il Maestro. A loro si aggiunge nel ruolo vacante di Direttore Artistico, Vittorio Vicari, già direttore artistico di Roma Tre Orchestra, un musicista ancora giovane e di belle speranze. A governare sul buon esito delle due nuove produzioni – il Barbiere rossiniano era però una rivisitazione dello spettacolo pesarese - era il decano del teatro italiano e internazionale Pier Luigi Pizzi, da tempo immemorabile assente dalle scene del Verdi e qui responsabile di regia, scene e costumi sia de Il Barbiere di Siviglia sia delle mozartiane Le Nozze di Figaro, primi due t...
Non è un’opera, non è un’operetta, non è nemmeno un vero e proprio musical il Candide di Leonard Bernstein che ha chiuso la stagione 2024/2025 del Teatro Verdi di Trieste dove non era mai stato rappresentato. L’idea di tradurre in musica per il teatro popolare un capolavoro della letteratura polemica illuministica come Candide o dell’ottimismo di Voltaire venne a Bernstein e alla scrittrice Lillian Hellman un anno prima del trionfale successo di West Side Story. All’epoca si parlò di questo lavoro come di una sorta di rifacimento del Crepuscolo degli dei per opera di Rossini e Cole Porter: certo è che alla prima di New York nel dicembre del 1956 l’esito fu negativo tanto è vero che negli anni successivi Bernstein riprese più e più volte questa sua creatura teatrale affidandone la versificazione ad autori diversi dalla Hellmann. Nell’ambito di una produzione teatrale nel complesso limitata a pochi titoli, Candide spicca per le sue ambizioni ideologiche e letterarie, ma - come dire - no...
Nella produzione varata nel 2022 al Teatro Regio di Parma e già rispresa dal Petruzzelli di Bari, Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, ossia Ascesa e caduta della città di Mahagonny è approdata per la prima volta anche al Teatro Verdi di Trieste. Seconda e meno fortunata opera musical-teatrale nata dalla collaborazione tra Bertolt Brecht e il musicista Kurt Weill, Mahagonny non ha mai ottenuto il successo della ben più graffiante Dreigroschoper (L’opera da tre soldi); la sua prima rappresentazione avvenne alla Deutsche Oper di Lipsia nel marzo del 1930, a Berlino arrivò nel dicembre dell'anno successivo. Da allora non è mai entrata nel repertorio corrente dei teatri d’opera. L'impianto musicale – imponente l’organico orchestrale - fa frequenti ricorsi al concertato e al corale con numerosi interventi recitati resi laboriosi da seguire nell’esecuzione triestina che adottava la versione in lingua originale con una compagnia non germanofona. Non mancano le arie, una per tutte la...
Commenti
Posta un commento