A PROPOSITO DI NESTORE CAGGIANO, IL MUSICISTA CAMPANO CUI LA CITTA' NATALE, IN PROVINCIA DI SALERNO, DEDICHERA' DAL SETTEMBRE 2027, UN CONCORSO INTERNAZIONALE DI CANTO DA CAMERA: LE ANTICIPAZIONI NEL TAVOLO DI LAVORO IN CUI E' STATO FONDATO IL COMITATO PROMOTORE E CUI HO PARTECIPATO ALLA VIGILIA DI FERRAGOSTO
E’ un universo poco esplorato quello di cui fa parte Nestore Caggiano, gloria anche nel cognome di una località della Campania poco conosciuta in cui nacque il 18 novembre del 1888 e morì, non ancora trentenne, il 3 marzo del 1918. Pure, fu un musicista colto e raffinato, nato alla musica d’arte come oboista, allievo prediletto di Giuseppe Martucci al Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, ebbe una vita breve e laboriosa. La musica fu il riscatto dalla monotonia e dall’isolamento culturale di chi, come lui si affacciò alla vita con l’handicap di condizioni economiche non floride. Come dire un inizio in salita.
Il padre Giuseppe e la madre Anna Luisi, amavano però le buone letture come sembrano testimoniare i nomi dei due figli sopravvissuti all'influenza spagnola, Nestore e Vittorugo. Certo è che, raggruppato su uno sperone roccioso a 828 metri di altitudine, la natia Caggiano rappresentava l’avamposto della provincia di Salerno verso la Lucania il cui paesaggio aspro, sospeso fra la valle di Melandro e il Vallo di Diano, induceva a una vita ritirata, di cui le feste popolari e l’ascolto delle bande che vi partecipavano erano un po’ l’unico stimolo a chi volesse praticare la musica. Scopertosi oboista, Nestore si trasferì a Napoli nel 1904 per frequentare il conservatorio di San Pietro a Majella dove studiò oboe, pur frequentando la classe di armonia complementare e mettendosi subito in evidenza per le sue qualità di compositore: in particolare il direttore del conservatorio, Giuseppe Martucci dimostrò interesse per un brano per violino e pianoforte dal titolo Rimembranze liriche e lo incitò ad intraprendere studi regolari.
Diplomatosi in oboe nel giugno del 1906, fu "primo oboe" nel Concerto Civico di Roma e poi, sempre nella capitale, nell'orchestra del Teatro Quirino. Come oboista partecipò anche ad una tournée in Egitto.
Agli stessi anni risalgono le prime opere come compositore. Nel 1913 vinse il Concorso Nazionale per composizioni orchestrali (Premio "Augusteo") con il suo poema sinfonico La tomba del Busento ispirata alla poesia-ballata di August von Platen che Carducci aveva tradotto in italiano. Considerata la brevità della sua vita e dell’attività compositiva, la sua produzione – in gran parte inedita – è feconda e variegata, comprende, infatti, opere strumentali, arie e duetti da camera su versi di Golisciani, Stecchetti, il già citato Carducci e Pascoli. L’attività sinfonica comprende composizioni per banda e, soprattutto, poemi ispirati al Manzoni di Adelchi o allo Shakespeare di Amleto, che interessò in quegli anni anche Franco Faccio che ne trasse un’opera lirica. Anche Nestore Caggiano su un testo del fratello minore Vittorugo affrontò il genere principe della musica d’arte italiana di quel periodo, l’opera lirica con l’incompiuta Rosmunda o Il banchetto di Pavia, dramma lirico in tre atti.
Se la produzione è eterogenea, la dimensione - su modello del Maestro Martucci – è europea, non certo provinciale. Il provincialismo fu decretato, non tanto per Nestore Caggiano, quanto per Martucci da una certa critica che lo considerava minore rispetto a Puccini e agli autori della giovane scuola definiti, a loro volta, musicisti di seconda fascia giacché dediti al genere popolare dell’opera lirica. Nonostante l’interesse di Toscanini e più recentemente di Riccardo Muti, Martucci fu vittima della schiacciante ombra dei musicisti cui più s’ispirava, Brahms, Wagner, Richard Strauss nei cui confronti nutriva un vero e proprio complesso d’inferiorità.
Per tornare a Nestore Caggiano, il suo nome arrivò a suscitare un qualche interesse musicologico a cavallo fra il Novecento e il nuovo secolo, al 1997 risale la prima esecuzione del suo Preludio Sinfonico del 1909, la prima versione del catalogo delle opere e il primo profilo biografico. Nel 1998 gli fu dedicata a Roma una giornata di studi a cura di Maurizio Giani e Anna Quattrocchi, comprensiva dell’esecuzione da parte del Ravel Piano Trio, del Trio in Sol per violino, violoncello e pianoforte, premiato al Concorso "Duchessa Del Balzo-Walpoole nel 1910. Chi molto si adoperò per recuperare l’opera musicale di Nestore Caggiano fu Francesco Vizioli, Maestro e didatta, da poco scomparso, che consigliò anche la riproposizione del Poema Sinfonico Adelchi dall'omonima tragedia di Alessandro Manzoni, premiato al "Concorso Bellini" del 1912 e del Corteo Eroico (1909) nella revisione di Adamo Carucci.
Al 1999 risale l’interesse per l’opera di Nestore Caggiano da parte del blasonato Festival di Ravello, con l’esecuzione della già ricordata Tomba nel Busento dall'omonima ballata del Platen, di un Duetto lirico, di un Trio in Mi minore e di alcune romanze per voce e pianoforte. Il Poema Sinfonico Adelchi fu invece eseguito nella Certosa di Padula.
Nel Duemila, sotto la direzione artistica di Roman Vlad, il Festival di Ravello eseguì in prima esecuzione assoluta a Villa Rufolo il Poema Sinfonico Amleto rinvenuto fortunosamente dagli eredi ed eseguito dall’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta dal Maestro israeliano Moshe Atzmon in un programma che comprendeva anche la Sinfonia n.1 di Gustav Mahler “Il Titano”. Il concerto fu registrato dalla RAI e trasmesso su RadioTre nell’ambito del Festival dei Festivals. Nella stessa revisione di Adamo Carucci, il programma fu ripetuto a Caggiano sotto la direzione di Francesco Vizioli rivelando un’originale mediazione fra la mediterranea solarità dell’incedere melodico e il panneggio nordico del trattamento orchestrale.
Ora l’iniziativa è passata a Valentina Mastrangelo, soprano di origini caggianesi, artista poliedrica e infaticabile, e anima artistica dell’iniziativa perché, su sua proposta, il Comune di Caggiano ha avviato un percorso di valorizzazione dedicato a Nestore Caggiano. L’obiettivo è quello di riportare in primo piano la figura del musicista campano, considerato una delle eccellenze culturali della comunità locale e non solo. In questo senso il sindaco Modesto Lamattina, persona di grande efficacia, ha fatto suo il progetto che, nella creazione di una Fondazione intitolata a Nestore Caggiano, ha in mente di portare nel Vallo di Diano un concorso di canto dedicato al genius loci e alla sua musica da camera coinvolgendo la famiglia del compositore, che ha accolto con entusiasmo l’iniziativa.
L’intento non è organizzare un singolo evento commemorativo, ma costruire nel tempo un percorso articolato in più momenti culturali e musicali. L’obiettivo, che il tavolo di lavoro di Ferragosto cui ho partecipato, ha anticipato, è valorizzare l’opera e il patrimonio musicale di Nestore Caggiano, proiettando la sua figura oltre i confini locali e inserendola in un contesto di rilievo più ampio. Un percorso, insomma, che punta a coniugare identità, musica e visione internazionale, restituendo centralità a una figura che rappresenta un simbolo per Caggiano e per l’intero Vallo di Diano
22/08 di Rino Alessi Info: https://www.facebook.com/comune.caggiano/posts/mercoled%C3%AC-12-agosto%EF%B8%8Fcomunicato%EF%B8%8F%EF%B8%8Fnasce-il-comitato-per-il-concorso-internazionale Un ringraziamento speciale a Valentina Mastrangelo e Gianluca Caggiano bellaunavitaalloperablogpost.com





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