Festival Ubiqua. Seconda edizione, dal 18 al 20 settembre al Museo Nazionale di Fotografia di Villa Ghirlanda e nel Parco, a Cinisello Balsamo – Milano
Fotografia e musica, quando la grafia della luce incontra il suono. Dal 18 al 20 settembre, lo storico parco e le sale seicentesche di Villa Ghirlanda, sede del MUNAF, a Cinisello Balsamo - Milano si trasformano nel palcoscenico di Festival Ubiqua organizzato dal Museo Nazionale di Fotografia, da un’idea del presidente Davide Rondoni: tre giorni immersivi in cui la fotografia si fa spartito visivo e la musica diventa chiave di lettura dell’immagine.
4 MOSTRE • Scrittura obliqua. Fotografia e musica: la nuova committenza pubblica sostenuta dal Bando Strategia Fotografia 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Con le opere degli artisti visivi Jacopo Benassi, Vincenzo Castella, Laura Pugno, Silvia Rosi, Francesca Todde e Trasmissione (Marco Paltrinieri e Mirko Smerdel) che hanno accettato la sfida di declinare l'immagine attraverso il fenomeno sonoro. • Vedere oltre. Fotografia e sacro curata da Gabriele D’Autilia: oltre 90 opere per esplorare il mistero del sacro con i maestri della fotografia (Jodice, Giacomelli, Fiorio, Campigotto, Biasucci, Papa, Del Comune, Ciol). E poi, mostre en plein air: • Note Sparse e Theatrum Instrumentorum sul legame tra fotografia, musica e spazio negli scatti leggendari di Lelli e Masotti e • Gimme danger in cui lo sguardo di Mattia Zoppellaro si concentra sui linguaggi sonori con iconici ritratti di personaggi del pop del rock, dagli anni 70 fino ad oggi.
LIVE PERFORMANCE e CONCERTI momenti imperdibili in cui la fotografia e l'arte visiva si trasformano in esperienza sonora live. Nella performance del duo Trasmissione (Marco Paltrinieri e Mirko Smerdel), i field recording di Paltrinieri incontrano i testi di Smerdel in una riflessione sui ritmi urbani e sulla produttività contemporanea. Prima Assoluta con la violista Vladyslava Luchenko (primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Biel/Solothurn) che eseguirà su un prezioso violino Stradivari un brano inedito di Carlo Galante, ispirato alle sculture sul paesaggio di Laura Pugno (doppia replica da 12 min). Noise music e suoni ancestrali: il performer francese Alexis Paul propone una performance di noise music tra elettronica e organi a schede perforate. L'evento sarà introdotto da Francesca Todde, autrice di un'indagine sui suoni ancestrali tra scienza, natura e dimensione cosmica. Jacopo Benassi, affiancato da una formazione di quattro elementi, in scena con l'opera esposta in mostra, Ruggine respiro, attiverà un flusso ritmico tra musica, momenti recitativi e azione performativa. Il venerdì una serata in collaborazione con Rockit vedrà un live in solo di Mille, e due DJ set di Coca Puma e Rockit All Starz. E ancora, il concerto- meditazione Battiato Nascosto di Andrea Ceccomori che inaugurerà la mostra Vedere oltre. Fotografia e sacro, l’arpa celtica di Vincenzo Zitello, il concerto dell’ensemble di musica contemporanea Sentieri Selvaggi a suggello del festival.
TALK, PODCAST & INCONTRI Il live podcast “adessocapiamo” con Lorenzo Luporini in dialogo con Fabio De Luca, vicedirettore di Rolling Stone Italia e il fotografo Guido Harari; la lecture dell’artista visivo Pino Musi sulla fotografia fra segno e suono.
INOLTRE: L'installazione partecipativa You are Hear a.k.a. Istituto fonografico di Alessandro Sambini e The Cool Couple; la call social Sound and Vision. Fotografa la musica per vedere le tue foto in museo e un'area relax/food nel cortile della Magnolia.
MILANO, Cinisello Balsamo - Dal 18 al 20 settembre 2026, lo storico complesso di Villa Ghirlanda a Milano, Cinisello Balsamo apre le sue sale seicentesche e il suo parco secolare per accogliere la seconda edizione di Festival Ubiqua promosso dal Museo Nazionale di Fotografia, il progetto culturale ideato dal poeta e Presidente del MUNAF Davide Rondoni. Questa nuova edizione intende esplorare i territori di confine e di compenetrazione tra visivo e sonoro. In un itinerario transmediale che comprende mostre, live performance, proiezioni, lezioni pubbliche, podcast dal vivo ed esperienze partecipative, Ubiqua indaga il modo in cui la fotografia possa strutturarsi come uno spartito di visioni e come la materia musicale possa trasformarsi in una chiave d'interpretazione e di amplificazione dell'opera d'arte. «Il musicista e il fotografo sono artisti che non lavorano una materia fisica. Lo fanno i pittori con colori e supporti, gli scultori con materie e forni, i danzatori con il proprio corpo, e persino i poeti con la «fisicità» delle parole e della tessitura. La grafia della luce, invece, somiglia nella sua imprendibilità alla grafia del suono» spiega il Presidente del MUNAF e ideatore del festival Davide Rondoni «La materia dell’arte per fotografia e musica non ha corpo. Avvolge, stimola, carezza, commuove il corpo e i corpi delle cose, ma resta in una dimensione senza corpo. Interrogare l’aria per decifrare con quale suono, con quale luce arrivare a comporre. Perché comporre è una continua interrogazione. Nessun artista vero sa già «prima» dell’opera. E, pensando alle foto di Giovanni Chiaramonte o di altri, si potrebbe dire che c’è una luce nel mondo, ma se non fotografi non la puoi sentire. L’aria, quando la interroghi risponde, ma devi interrogarla artisticamente, componendo suoni, luci. Perché la vita chiede sempre aria nuova e di decifrarla. E i fotografi e i musicisti interrogano l’aria, adempiono al compito umano di vedere e ascoltare nuovamente il mistero del mondo».
Ricco il cartellone: in mostra, le nuove produzioni di Scrittura obliqua. Fotografia e musica (Benassi, Castella, Pugno, Rosi, Todde, Trasmissione - il duo Paltrinieri e Smerdel) che genereranno live performance originali e uniche. Momenti imperdibili in cui la fotografia e l'arte visiva si trasformano in esperienza sonora live. Il duo Trasmissione (Marco Paltrinieri e Mirko Smerdel): i field recording di Paltrinieri incontrano i testi di Smerdel in una riflessione sui ritmi urbani e sulla produttività contemporanea. Prima Assoluta con la violista Vladyslava Luchenko (primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Biel/Solothurn) che eseguirà su un prezioso violino Stradivari un brano inedito di Carlo Galante, ispirato alle sculture sul paesaggio di Laura Pugno (doppia replica da 12 min). Noise music e suoni ancestrali: il performer francese Alexis Paul propone una performance tra elettronica e organi a schede perforate. L'evento sarà introdotto da Francesca Todde, curatrice di un'indagine sui suoni ancestrali tra scienza, natura e dimensione cosmica. Jacopo Benassi, affiancato da una formazione di quattro elementi, in scena con l'opera esposta in mostra, Ruggine respiro attiverà un flusso ritmico tra musica, momenti recitativi e azione performativa. In programma, la grande collettiva Vedere oltre. Fotografia e sacro con opere di Jodice, Ghirri, Giacomelli, Fiorio, Campigotto, Biasucci e altri, curata da Gabriele D’Autilia. Una riflessione profonda tra il sacro codificato dalle istituzioni religiose e quell'esigenza di trascendenza più spontanea, laica e individuale che appartiene all'essere umano. E ancora, le esposizioni en plein air dedicate al legame tra fotografia, musica, spazio e strumento Note Sparse/Theatrum Instrumentorum firmata da Lelli e Masotti e Gimme danger di Mattia Zoppellaro. Ad arricchire i tre giorni, un fitto calendario di concerti e performance: dall'omaggio Battiato Nascosto all'arpa di Vincenzo Zitello, fino all'ensemble Sentieri Selvaggi, talk con artisti e filosofi, il podcast dal vivo di Lorenzo Luporini con il grande fotografo della musica d’autore italiana Guido Harari, la lecture dell’artista visivo Pino Musi sulla fotografia fra segno e suono, workshop, l'installazione partecipativa di Sambini e The Cool Couple.
«La fotografia non è solo immagine da guardare, ma un dispositivo complesso che mette in vibrazione memoria, tempo, affetti e immaginazione, analogamente a quanto accade nell'esperienza musicale. Si tratta di una delle possibili declinazioni del concetto di immagine espansa, di cui si è molto parlato a partire dalla rivoluzione digitale, che mi sembra appropriata nei confronti dei lavori realizzati dagli artisti selezionati per Scrittura obliqua. Fotografia e musica. Non soltanto per il richiamo diretto alla musica e più in generale al suono, ma anche perché suggerisce un’idea di fotografia che risuona su piani molto diversi e tra loro intrecciati, affrontando tematiche inaspettate e aprendo spazi di incontro imprevedibili, tra le discipline, tra le persone, tra domande in apparenza inconciliabili» le parole del Direttore artistico del MUNAF Matteo Balduzzi «È un’idea contemporanea di fotografia come parte di un ecosistema più ampio, che rinuncia alla pretesa di risolversi nel campo dell’inquadratura e con i pochi elementi di linguaggio a disposizione».
LE MOSTRE DI FESTIVAL UBIQUA
Nel cuore del festival “Scrittura obliqua. Fotografia e musica”, il percorso espositivo allestito negli ambienti del Piano Nobile di Villa Ghirlanda. Nata come seconda tappa di un progetto pluriennale volto a sondare il dialogo tra la fotografia e le altre discipline artistiche — dopo un primo capitolo focalizzato sulla poesia —, la mostra è il risultato della committenza pubblica sostenuta dal Bando Strategia Fotografia 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, destinata ad arricchire il patrimonio del Museo. Gli artisti coinvolti — Jacopo Benassi, Vincenzo Castella, Laura Pugno, Silvia Rosi, Francesca Todde e il duo Trasmissione, formato da Marco Paltrinieri e Mirko Smerdel — hanno accettato la sfida di declinare l'immagine attraverso il fenomeno sonoro. Riconnettendosi all'insegnamento di John Cage, secondo cui qualsiasi suono ascoltato con profonda attenzione può farsi musica, le opere presentate evitano la semplice trasposizione descrittiva, per avventurarsi verso una dimensione acustica più arcaica, impalpabile e misteriosa, capace di superare la percezione puramente analitica e di toccare la corda più emotiva e profonda. Un rimando quasi ancestrale alla matrice uditiva caratterizza lavori estremamente diversi, come nel caso di Silvia Rosi, che in Ŋdi gbe / Ŋdɔ gbe / Fɔŋli gbe ha lavorato su un paesaggio sonoro capace, quasi inconsciamente, di assumere una dimensione culturale, di Jacopo Benassi, che in Ruggine e respiro materializza in un flusso musicale generato in tempo reale una serie di suggestioni visive, di Francesca Todde, che nella sua opera The Vibrant Fraction con un procedere più analitico si addentra nella complessità di un suono che è componente fondamentale del pianeta terra, connettendo esseri viventi e non viventi. Composizioni, vibrazioni e interferenze caratterizzano Periferico, il lavoro del duo Trasmissione (Paltrinieri e Smerdel) così come la verifica ottico-percettiva della fotografia alla luce del concetto di dinamica operata da Vincenzo Castella in La dinamica del suono, la dinamica dell'immagine. Assume infine una dimensione compositiva, quasi per paradosso, Typographi selecta di Laura Pugno, che prende avvio dalla materia organica e della complessità dell’ecosistema in modo analitico. L’immagine opera a più livelli - come indizio, oppure come innesco, come deposito di esperienze e di segni, o ancora come semilavorato - e su diversi registri, da quello più propriamente documentario al concettuale, dal piano simbolico a quello formale. Ne risulta un continuo passaggio tra la dimensione sonora e quella visiva, che non avviene mai in direzione univoca, dall’una a all’altra, producendo sinfonie e suoni, immagini e oggetti, tentativi continui di scritture e traduzioni, capaci di destabilizzare e mettere in discussione le percezioni precostituite, portando l’attenzione su molte delle questioni più urgenti della contemporaneità. La mostra è accompagnata dall’omonimo libro, con book design di Studio Sonnoli e pubblicato da Quodlibet, con i contributi critici dei compositori Roberto Andreoni e Carlo Galante, il giornalista Luca Fiore, la fotografa Francesca Lazzarini e il poeta e presidente Munaf Davide Rondoni.
Nelle sale espositive del MUNAF trova posto l'ampia ricognizione curata da Gabriele D’Autilia e intitolata “Vedere oltre. Fotografia e sacro”, realizzata con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Con un corpus di oltre novanta opere firmate da più di cinquanta autori, l'esposizione riflette sulla resilienza della categoria del sacro all'interno di una società contemporanea spesso segnata dal disincanto. Il percorso espositivo analizza la tensione costante tra il sacro codificato dalle istituzioni religiose e quell'esigenza di trascendenza più spontanea, laica e individuale che appartiene all'essere umano. La fotografia si attesta qui come strumento mediatore tra immanenza e trascendenza, capace di posare uno sguardo denso di stupore sul quotidiano. In un ricco confronto tra preziose immagini d'archivio e lavori d'autore, la mostra raccoglie opere di Mimmo Jodice, Luca Campigotto e Giorgia Fiorio, che trasformano la realtà in icone atemporali, le esplorazioni sul buddhismo e la spiritualità di Sebastiana Papa, gli sguardi di Mario Giacomelli dedicati al paesaggio e alla vecchiaia, e il "sacro quotidiano" di Elio Ciol. A queste visioni si affiancano gli approfondimenti dedicati alla religiosità popolare con gli ex voto di Antonio Biasucci, la dimensione monumentale del Sacro Monte di Ortadocumentata da Attilio Del Comune, fino alle indagini riservate ai riti del sacro politico, del mercato e delle moderne adunate collettive.
L'esperienza espositiva del festival rompe i confini delle sale museali per diffondersi negli spazi pubblici della città con due grandi mostre en plein air. In Piazza Gramsci approdano i lavori dello storico duo Lelli e Masotti (Silvia Lelli e Roberto Masotti), punto di riferimento internazionale nella documentazione delle performing arts fin dal loro primo sodalizio nato al Teatro alla Scala nel 1979. L’esposizione, suddivisa in due sezioni, esamina il legame tra fotografia, musica e spazio: Note Sparse esplora la luce, l'atmosfera teatrale e le risonanze visivo-sonore degli ambienti in una polifonia di immagini. Theatrum Instrumentorum mette al centro lo strumento musicale come oggetto d'indagine e forma vibrante, capace di raccontare storie tra ombre, strutture ed evocazioni sonore. Contemporaneamente, in Piazza Centro Culturale Pertini, viene allestita Gimme danger di Mattia Zoppellaro. Fotografo ritrattista e documentarista di fama internazionale con base tra Milano e Londra, ha incentrato la sua ricerca sulle controculture, sulle scene musicali e sulle comunità giovanili, firmando celebri ritratti per testate come Rolling Stone e The Guardian. Il suo sguardo crudo, intimo e profondamente empatico si rivolge ai linguaggi sonori con iconici ritratti di personaggi del pop del rock, dagli anni 70 fino ad oggi.
IL PROGRAMMA
Dopo la preview stampa istituzionale delle 11.30, il Festival apre nel pomeriggio di venerdì 18 settembre, si entra nel vivo con la vernice della mostra “Vedere oltre. Fotografia e sacro” e il talk Appunti sul sacro, un confronto a più voci sul confine tra rito, fede e contemporaneità. Interverranno il curatore Gabriele D’Autilia, il semiologo Cristiano Leone e il Presidente del MUNAF Davide Rondoni. Questo percorso dello sguardo trova la sua naturale evoluzione nel concerto-meditazione serale: Battiato Nascosto del flautista Andrea Ceccomori insieme a Annalisa Baldi (voce), Antonio Cocomazzi (pianoforte) ed Ermanno Vallini (violoncello), dedicato alla ricerca spirituale e filosofica di Franco Battiato, in cui le composizioni dell'artista etneo si intrecceranno ai suoni contemplativi, alle Danze Sacre e alle letture dei testi mistici di Gurdjieff (cortile della Magnolia ore 19.30). La prima giornata si concluderà con il programma curato in collaborazione con Rockit, nell’Arena del Parco, che vedrà un live in solo di Mille, e due DJ set di Coca Puma e Rockit All Starz.
La mattinata di sabato 19 settembre sarà caratterizzata da un'intensa programmazione diffusa: la mattina si aprirà con le visite guidate alla mostra “Vedere oltre. Fotografia e sacro” curate direttamente da Gabriele D’Autilia, affiancate da laboratori didattici per bambini.
Il programma pomeridiano apre alle 15 nella Sala degli Specchi con il talk dedicato alla presentazione della mostra «Scrittura obliqua. Fotografia e musica», una conversazione con Matteo Balduzzi, Roberto Andreoni, Carlo Galante, Luca Fiore, Francesca Lazzarini e gli artisti Vincenzo Castella e Silvia Rosi che introdurrà anche alle live performance con gli artisti Jacopo Benassi, Trasmissione - Marco Paltrinieri e Mirko Smerdel, Laura Pugno, Francesca Todde: appuntamento alle 17 nel secondo loggiato del piano nobile. In programma un reading accompagnato dalle sonorità elettroniche dal vivo di Trasmissione, progetto sonoro curato da Marco Paltrinieri e Mirko Smerdel. Partendo dall’espediente visivo-casuale ritrovamento di un biglietto pubblicitario sul parabrezza di un'automobile, arrivando al suono di una segreteria telefonica, il field recording di Paltrinieri si intreccia alla lettura del testo di Smerdel, offrendo una riflessione sul contesto urbano, i ritmi di produttività contemporanei e i suoni che ne compongono la quotidianità. Alle ore 18:00, la Sala degli Specchi accoglierà la musica contemporanea con la prima assoluta di un brano del compositore Carlo Galante, ideato in stretto dialogo con la ricerca concettuale e artistica sul paesaggio di Laura Pugno. La composizione — ispirata ai segni grafici incisi dal bostrico sui tronchi degli alberi e ripresi
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dalle sculture dell'artista — ha una durata di 12 minuti e verrà proposta in due repliche consecutive. Protagonista dell'esecuzione sarà Vladyslava Luchenko, primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Biel/Solothurn, che farà risuonare per l'occasione un prezioso violino Stradivari. La serata prosegue alle ore 19:00 con la performance di noise music del compositore e performer francese Alexis Paul, la cui ricerca rilegge l'organo a schede perforate in una chiave acustica e sperimentale, arricchita da innesti elettronici. L'appuntamento sarà introdotto da Francesca Todde, autrice di un percorso d'indagine sui suoni ancestrali sospeso tra scienza e natura, volto a esplorarne le più ampie declinazioni cosmiche.
A seguire, nell’Arena del Parco, la registrazione dal vivo del podcast “adessocapiamo”, condotto da Lorenzo Luporini: l'incontro vedrà la partecipazione del maestro della fotografia Guido Harari in dialogo con Fabio De Luca, vicedirettore di Rolling Stone Italia. Il programma culminerà infine nella performance live di Jacopo Benassi, affiancato da una formazione di quattro elementi: l'opera esposta in mostra, Ruggine respiro, prenderà vita sotto forma di spartito visivo distribuito al pubblico, da cui i musicisti trarranno ispirazione per un flusso ritmico tra musica, momenti recitativi e azione performativa.
La giornata conclusiva di domenica 20 settembre si aprirà con i workshop per adulti, il concerto letterario “Le voci della rosa” per arpa celtica di Vincenzo Zitello e l'appuntamento del Brunch con gli artisti, uno spazio informale nel parco dove il pubblico potrà dialogare direttamente con i fotografi protagonisti delle esposizioni. Il pomeriggio offrirà un ciclo di lezioni pubbliche e dibattiti dedicati all'estetica della fotografia musicale: dallo scambio tra Silvia Lelli, Mattia Zoppellaro e il filosofo Carlo Serra, alla lecture di Pino Musi in cui l’artista ripercorre oltre quindici anni di ricerca sul rapporto fra fotografia e suono; e un incontro in cui il cantautore Dente esplorerà i punti di contatto, le sinergie e i linguaggi comuni tra la creazione musicale e lo sguardo fotografico. In seguito a due visite guidate alle mostre, a cura del Servizio educativo del Museo, il festival si chiuderà con il concerto dell'ensemble di musica contemporanea Sentieri Selvaggi, guidato da Carlo Boccadoro: il gruppo esegue brani dei massimi compositori odierni per avvicinare la musica classica moderna al grande pubblico.
Per tutta la durata del festival, i visitatori potranno interagire con Istituto fonografico – You Are Hear, l'installazione ideata dagli artisti Alessandro Sambini e dal collettivo The Cool Couple che trasforma le riflessioni dei partecipanti sul futuro in una mappa visivo-sonora personalizzata. Il pubblico di tutte le età potrà prendere parte alla call to action social Sound and Vision. Fotografare la musica, inviando i propri scatti a tema musicale all'indirizzo partecipa@munaf.it per vederli proiettati in uno slideshow, durante le tre giornate del Festival. Presso il cortile della Magnolia sarà infine allestita un'area di sosta e ristoro attiva per l'intero fine settimana.
Festival Ubiqua 2026, Seconda Edizione. In programma dal 18 al 20 settembre 2026 è organizzato e promosso dal Museo Nazionale di Fotografia, da un’idea del Presidente Davide Rondoni, in collaborazione con il Comune di Cinisello Balsamo e Villa Ghirlanda Silva, la produzione dell’Associazione quindici19.
31/08 Comunicato Stampa Foto: Laura Ferrari INFO: www.munaf.it/ubiqua/FestivalUbiqua bellaunavitaalloperablogpost.com




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