ROSSINI SECONDO MICHIELETTO VINCE SEMPRE: MOLTO APPLAUDITO IL RITORNO SUL PALCOSCENICO PARIGINO DELLA BASTILLE DE IL BARBIERE DI SIVIGLIA: NEL CAST SPICCA IL DOTTOR BARTOLO DI NICOLA ALAIMO

Creata al Grand Théâtre di Ginevra nel 2010, la produzione de Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini messa in scena da Damiano Michieletto, è lo spettacolo che ha introdotto al pubblico parigino l’arte del regista veneziano che negli anni si è più volte ripresentato nella Ville Lumière. Sullo smisurato palcoscenico della Bastille è arrivato con successo nell’ormai lontano 2014.
Ispirato al cinema sopra le righe di Almodovar questo Barbiere rotante, in cui il movimento ipercinetico di ogni personaggio s’impegna a restituire al pubblico il dinamismo della musica rossiniana, è tornato più volte alla Bastille diventando, di fatto, “il” Barbiere del repertorio stabile del teatro. I diversi interpreti e i differenti maestri che di volta in volta si sono alternati alla testa dell’Orchestra stabile dell’Opéra National non hanno impedito allo spettacolo di crescere e affermarsi: così è stato nel 2015, nel 2016, poi nel 2021, nel 2022, nel 2024 e lo scorso anno. Lo si rivede sempre con piacere e, per noi, era una novità la gag con cui è richiesto, prima che si alzi il sipario, lo spegnimento dei telefoni cellulari in sala, che coinvolge, oltre a un disinvolto figurante, anche l’orchestra: un momento di allegria che precede lo svolgimento di un’azione senza un attimo di respiro che Rossini, per il tramite del librettista Cesare Sterbini, desume da Beaumarchais. Stupisce la scenografia, azzeccatissima, di Paolo Fantin, si ammirano i bei costumi di Silvia Aymonino e il disegno luci molto curato di Fabio Barettin, abituali collaboratori di Michieletto. Come dire, negli anni lo spettacolo non è invecchiato, anzi si arricchisce di nuove idee e nuove figurazioni.
Purtroppo non lo abbiamo trovato sufficientemente supportato dalla guida musicale di Jader Bignamini, che del brio rossiniano ci è sembrato interprete recalcitrante: così dopo una Sinfonia poco briosa, il discorso orchestrale è stato amministrato con moderata vivacità, pur garantendo il corretto equilibrio fonico tra palcoscenico e orchestra anche nei concertati più scabrosi. L’affiatata compagnia di canto trovava, come deve essere, il suo fulcro nell’esperto Dottor Bartolo di Nicola Alaimo, interprete rossiniano navigato e sempre attendibile, che del beffato restituisce il carattere autoritario senza farne un’inutile macchietta. La voce, poi, è in forma smagliante, il sillabato della sua aria eseguito a regola d’arte, la vitalità scenica quella di sempre. Davvero bravo. In Figaro si ripresentava alla Bastille il baritono inglese Huw Montague Rendall, un artista giovane che del factotum della città si appropria con disinvoltura, la voce è chiara, quasi tenorile in certi momenti, la dizione curatissima come la restituzione della parola cantata: e non gli manca lo scilinguagnolo che del Barbiere è la cifra precipua.
Debuttante a Parigi, il Conte d’Almaviva del tenore americano Jack Swanson mancava dell’autorità che Rossini destina al suo personaggio e le agilità non ci sono sembrate curatissime, ma s’inseriva bene nella macchina teatrale ideata dal regista e con la bella Rosina di Lea Desandre, bel timbro di mezzosoprano chiaro e forte presenza scenica, formava una disinvolta coppia di amorosi. Il Don Basilio di Adolfo Corrado, - nel complesso un ottimo elemento -, non è il basso tonante della tradizione, ma non è nemmeno il basso-baritono che oggi sostituisce quella tradizione ormai irripetibile, così la sua calunnia è un po’ passata inosservata, nel seguito della recita è stato impeccabile. Ben assegnati, erano anche i personaggi di Fiorello (il baritono Amin Ahangaran) e di Berta (il soprano Isobel Anthony) della Troupe lyrique dell’Opéra di Parigi e inappuntabili gli interventi del Coro maschile dell’Opéra preparato a dovere da Alessadro Di Stefano. Il pubblico che gremiva la grande sala della Bastille ha seguito lo spettacolo con piacere, grande divertimento e lo ha molto applaudito. 18/09 di Rino Alessi Info: www.operadeparis.fra bellaunavitaalloperablogpost.com

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