INAUGURATA CON SUCCESSO AL TEATRO MIELA DI TRIESTE LA TRENTUNESIMA STAGIONE CONCERTISTICA DI CHAMBER MUSIC. IN PROGRAMMA UN OMAGGIO ALLA GRANDE MUSICA DA FILM CON I VIRTUOSI ITALIANI E FEDERICO MONDELCI SAX SOLISTA

Portare alla ribalta quello che è destinato a fare da cornice e di stare quindi perennemente sullo sfondo: è stato questo il significato del viaggio, emozionante, fra le melodie che hanno fatto la storia del cinema e impresso un suggello musicale indelebile nell'immaginario collettivo che ci ha proposto la serata inaugurale della trentunesima Stagione Cameristica di Chamber Music Trieste, Cromatismi 5.0, sul palcoscenico amico del Teatro Miela.
In programma era il concerto-evento Cinema Fantasie, o meglio Amusing con sax: protagonisti della serata I Virtuosi Italiani, una delle formazioni d'archi più qualificate del panorama internazionale, guidate dal primo violino Alberto Martini e, sul podio, una vera star del sassofono Federico Mondelci, applaudito da oltre trent'anni nei più importanti teatri del mondo. Il programma, in una sala festosamente piena e attenta per una serata molto attesa, si è aperto nel segno di Nino Rota, milanese di nascita e pugliese nell’anima, compositore prolifico - oltre centocinquanta colonne sonore al suo attivo, per non citare tutto il resto compreso, il delizioso Cappello di paglia di Firenze - che collaborò con il Gotha del cinema mondiale.
Da Luchino Visconti, cui destinò per Il Gattopardo i trascinanti Ballabili che, evocando una pagina inedita di Giuseppe Verdi si snodano autonomamente e raccontano il tramonto dell’aristocrazia siciliana nel Risorgimento e l’affermarsi di un nuovo ordine sociale. E ancora le immortali suggestioni musicali de Il Padrino di Coppola e la svagata atmosfera circense restituita dalla sua musica, giocosa e nostalgica, per il capolavoro di Fellini Otto e mezzo. Seguiva senza soluzione di continuità l’omaggio a Ennio Morricone, con le musiche struggenti create per C'era una volta il West, per My heart and I destinata alla serie tv La piovra, e per la fortunata collaborazione con il giovane Tornatore per Nuovo Cinema Paradiso. Si riprendeva dopo l’intervallo con C'era una volta in America in cui la musica di Morricone, in collaborazione con il figlio Andrea, dilata gli spazi sconfinati del western di Sergio Leone in un canto lirico di assoluta purezza e con Sean Sean destinato a un altro western, Giù la testa.
L'itinerario tra premi Oscar è proseguito con le note cariche di sentimento di Nicola Piovani per La vita è bella di Benigni, per trasferirsi oltreoceano con l'evocativo tema di John Williams per Schindler's List di Spielberg e le atmosfere minimaliste di Michael Nyman per Lezioni di piano della regista Leone d’Oro a Venezia Jane Campion. A completare il programma, la splendida suite in quattro quadri di Roberto Molinelli, Four pictures for New York, un omaggio vibrante alla Grande Mela che fonde jazz, tango e musica d’arte, nato proprio per esaltare fino all'estremo l'agilità e il calore espressivo del sassofono solista. Come dire, un ricco itinerario musicale che ha offerto al pubblico una vivace rassegna di capolavori, in arrangiamenti che, con discrezione, esaltavano il dialogo tra l'eccezionale espressività del sassofono di Modelci, applauditissimo, un’autentica voce umana che si riverbera nell’ottone dello strumento, e il velluto della trama degli archi. Al termine applausi fragorosi e più che meritati per tutti. 10/10 di Rino Alessi Info: www.acmtrioditrieste.it bellaunavitaalloperablogspot.com

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