PAR VERA QUESTA SCENA La stagione di Opera e Danza 2026/27 del Teatro Alighieri di Ravenna Tra repertorio e contemporaneità, grandi titoli e nuove scritture, focus, incontri e formati inediti

La Stagione di Opera e Danza 2026/27 del Teatro Alighieri è un ricco percorso in nove tappe che attraversa repertorio e contemporaneità, grandi titoli e nuove scritture ma anche appuntamenti per famiglie e occasioni che ampliano l’esperienza dello spettacolo e il rapporto con il teatro. Tre i titoli d’opera in abbonamento, a partire da Pagliacci di Leoncavallo (15, 17 gennaio) con la regia di Gabriele Lavia e Hossein Pishkar alla guida dell’Orchestra Cherubini. È una rarità per le scene italiane Death in Venice (13, 14 febbraio) che Britten compose a partire dalla novella di Thomas Mann; la regia è di Rodula Gaitanou mentre Daniel Smith è sul podio dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Il percorso lirico si chiude con La Cenerentola di Rossini (2, 4 aprile), con la regia di Nicola Berloffa e la Cherubini diretta in questo caso da Giovanni Di Stefano. Tre anche gli appuntamenti di danza in abbonamento con i nomi di maggior spicco della scena internazionale: trittico di coreografie per il Ballet Junior de Genève (20, 21 febbraio), che si confronta con i linguaggi fortemente riconoscibili di Sharon Eyal e Gai Behar, Johan Inger e Hofesh Shechter; CCN/Aterballetto (13, 14 marzo) rilancia con quattro lavori firmati da Marcos Morau, Philippe Kratz, Angelin Preljocaj e Crystal Pite; al collettivo romagnolo Dewey Dell è dedicato un focus in più giornate (16-18 aprile), nell’ambito di Corpo Comune, una programmazione condivisa tra Cantieri Danza, Ravenna Teatro, Teatro Alighieri e Teatro del Drago.
Dicembre sarà il mese delle anteprime, con tre proposte fuori abbonamento che anticipano la pluralità di linguaggi della Stagione. Ritorna in città il Balletto dell’Opera di Tbilisi dopo il successo de Lo schiaccianoci dello scorso anno: nella tradizione coreografica di Marius Petipa e Lev Ivanov e sotto la direzione artistica di Nina Ananiashvili, la compagnia georgiana propone Il lago dei cigni (4, 5, 6 dicembre). Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Donizetti (16 dicembre) è il frutto di una collaborazione con il Teatro Galli di Rimini e il Conservatorio Maderna - Lettimi, affidata alla regia di Alfonso Antoniozzi e alla direzione di Paolo Manetti. Il 2026 si chiude con un’opera-pop: L’anno che verrà (22, 23 dicembre) è ispirata alla musica di Lucio Dalla, con la drammaturgia di Emanuele Aldrovandi, la direzione e gli arrangiamenti di Roberto Molinelli e la regia di Manuel Renga.
“«Par vera questa scena». Questa battuta di Pagliacci, che apre la nuova Stagione, interroga in modo sorprendentemente attuale il confine tra ciò che siamo e ciò che rappresentiamo – dichiarano il Sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e l’Assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia. – È una chiave perfetta per leggere il percorso costruito dal nuovo direttore artistico Emanuele Masi. Il Teatro Alighieri è una delle grandi istituzioni attraverso cui Ravenna esprime la propria identità culturale e la interpreta insieme al suo pubblico. Questa nuova Stagione 2026/27 ne conferma l’ambizione: tenere insieme la tradizione d’opera e danza con la ricerca contemporanea, alimentando relazioni con artisti, istituzioni e realtà del territorio. Un teatro pubblico è davvero tale quando alla qualità artistica sa unire partecipazione, apertura e capacità di parlare a pubblici e generazioni diverse. L’Alighieri si conferma così un presidio culturale fondamentale: non solo un luogo dove si va a vedere uno spettacolo, ma uno spazio da abitare, capace di tenere insieme memoria e futuro.” “La Stagione di Opera e Danza che presentiamo oggi è la prima firmata dal nuovo direttore artistico del Teatro Alighieri Emanuele Masi – ricorda il Sovrintendente Antonio De Rosa. –
E siamo felici di notare quanto la sua proposta già racconti la sua visione della programmazione, delle relazioni con il territorio e del rapporto col pubblico. Siamo certi che Emanuele saprà valorizzare la nostra lunga tradizione di spettacolo dal vivo del Teatro di tradizione, aprendosi al tempo stesso a nuovi linguaggi e sensibilità, affrontando le sfide del presente. Ringraziamo per aver reso possibile questa nuova Stagione il Ministero della Cultura, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna e per il prezioso contributo la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Grazie di cuore a Marco Gerbella e Forlini Optical che hanno confermato il loro sostegno per il secondo anno consecutivo e a Matteo Raggi Costruzioni, nuovo partner della Stagione.” “«Par vera questa scena»: questa battuta del libretto di Pagliacci risuona singolarmente nel nostro presente e può diventare una delle chiavi con cui attraversare questa Stagione – spiega il direttore artistico Emanuele Masi. – Oggi la distanza tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che gli altri vedono di noi è diventata un’esperienza quotidiana, di cui i social sono forse la manifestazione più evidente. Il gioco tra identità, realtà e rappresentazione attraversa in forme diverse l’intera Stagione e trova nel metateatro, il teatro che mette in scena sé stesso, una delle sue espressioni. Un altro rimando di sguardi, sull’Italia vista da dentro e vista da fuori, affiora nella Venezia di Mann e Britten (ma anche di Visconti) e nel Pasolini osservato dal coreografo Marcos Morau, nella voce di Lucio Dalla che ha saputo raccontare il nostro Paese e le sue trasformazioni, ma anche nel confronto fra Dewey Dell e due archetipi della cultura occidentale come Dido and Aeneas e Le Sacre du Printemps.”
Ad attraversare l’intero programma è anche una logica di rete che parte dalla collaborazione con le istituzioni e le realtà culturali della città – i partner Corpo Comune, il Conservatorio Giuseppe Verdi, La Corelli, il Coro di voci bianche Ludus Vocalis, Cinemaincentro e diversi altri – e si allarga alla valorizzazione delle compagnie di danza della regione, fino alle consolidate alleanze con i teatri d’opera dell’Emilia-Romagna e a nuove coproduzioni con i teatri lombardi e veneti. Completa questo sistema di relazioni il coinvolgimento dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini per due delle produzioni liriche in programma. “Il Teatro Alighieri è un presidio culturale fondamentale per la Città e il suo territorio e per questo la sua Stagione d’Opera e Danza non può che far parte dell’impegno della nostra Fondazione – sottolinea Alberto Cassani, Vicepresidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. – Essere al fianco di quella ‘fabbrica’ di spettacolo che è l’Alighieri significa contribuire a mantenere vivo il patrimonio del grande repertorio, dai titoli più rappresentati alle rarità che meritano riscoperta, ma anche sostenere progettualità capaci di generare nuovi linguaggi e contaminazioni, occasioni di partecipazione per la comunità e una rete di collaborazioni che infittisce e impreziosisce il tessuto culturale di tutto il territorio.”
Anteprime Venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 dicembre, un fine settimana con il più classico dei classici del balletto apre il mese di anteprime del Teatro Alighieri: Il lago dei cigni – tragica storia d’amore tra il Principe Siegfried e Odette, trasformata in cigno da un maleficio – arriva a Ravenna nella rilettura di Alexey Fadeechev delle coreografie di Petipa e Ivanov che hanno reso questo racconto su musiche di Čajkovskij la vera e propria quintessenza dell’universo sulle punte per ballettofili e non. Alla guida del Balletto dell’Opera di Tbilisi da vent’anni, Nina Ananiashvili – già stella del Bolshoi e dell’American Ballet Theatre – si riallaccia alla grande tradizione russa ma vi infonde una sensibilità nuova, fatta di freschezza narrativa, virtuosità tecnica e attenzione per la cultura georgiana. Mercoledì 16 dicembre, Le convenienze ed inconvenienze teatrali, farsa in un atto che Donizetti compose su libretto di Domenico Gilardoni, è una riflessione comica sul teatro d’opera che osserva se stesso e mette a nudo i propri meccanismi, gerarchie, capricci e vanità. Legato al fil rouge del confronto fra realtà e rappresentazione che attraversa questa Stagione, l’appuntamento è il risultato di una rete di collaborazioni in regione: al centro del progetto, che include i teatri di Rimini e Modena accanto a Ravenna, c’è il Conservatorio Maderna - Lettimi di Cesena e Rimini con la sua Orchestra diretta dal ravennate Paolo Manetti; la regia è di Alfonso Antoniozzi e scene e costumi sono in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Martedì 22 e mercoledì 23 dicembre, un emozionante tributo a Lucio Dalla: L’anno che verrà è un’opera-pop ispirata alla sua musica, non un racconto della sua vita ma un affresco composto a partire dalle sue canzoni, in collaborazione con la Fondazione Lucio Dalla e Pressing Line, casa discografica fondata dal cantautore. Con libretto e drammaturgia di Emanuele Aldrovandi, lo spettacolo diretto da Manuel Renga vede impegnati il cantante Pierdavide Carone, l’Orchestra Città di Ferrara guidata da Roberto Molinelli (autore degli arrangiamenti), la MM Contemporary Dance Company su coreografie di Michele Merola, l’Accademia corale Vittore Veneziani e gli attori Marinella Manicardi e Gabriele Martini.
Opera Venerdì 15 e domenica 17 gennaio, il nuovo anno del Teatro Alighieri si apre con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, uno dei titoli emblematici del repertorio verista e quello dove il confine fra persona e personaggio, vita e rappresentazione, finisce tragicamente per dissolversi. Protagonista è l’allestimento creato da Gabriele Lavia per il Regio di Torino, ripreso da Ravenna insieme a Rovigo, Padova e Treviso. Un cast di rilievo internazionale riunisce Gregory Kunde nel ruolo di Canio, Irina Lungu in quello di Nedda e Youngjun Park come Tonio, mentre Hossein Pishkar torna all’Alighieri sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. La presenza del Coro di voci bianche Ludus Vocalis, preparato da Elisabetta Agostini, rafforza il legame della produzione con la città. Alberto Pelosin guida invece il Coro Lirico Veneto. Sabato 13 e domenica 14 febbraio arriva a Ravenna un capolavoro del teatro musicale del secondo Novecento raramente rappresentato sui palcoscenici italiani: Death in Venice di Benjamin Britten, basato sull’omonima novella di Mann che ispirò anche Luchino Visconti per la pellicola del 1971. Lo sguardo del protagonista Gustav von Aschenbach (nel cui ruolo si alternano Toby Spence e Mark Le Brocq) è catturato dall’adolescente Tadzio, trasformato in un ideale di bellezza proprio mentre Aschenbach tenta di intervenire sulla propria immagine e resistere alla realtà del corpo in declino. In coproduzione con i Teatri di OperaLombardia e la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, il nuovo allestimento è diretto da Daniel Smith sul podio dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, con la regia di Rodula Gaitanou; il Coro è quello di OperaLombardia preparato da Diego Maccagnola. Al titolo è dedicato uno speciale percorso di approfondimento ideato da Paolo Marzocchi e Guido Barbieri per mettere in relazione teatro musicale, letteratura e cinema, in collaborazione con il Conservatorio Verdi e Cinemaincentro.
Venerdì 2 e domenica 4 aprile il percorso Opera si completa con La Cenerentola di Gioachino Rossini, dove l’interrogativo sul confine fra realtà e rappresentazione è declinato attraverso la leggerezza e i meccanismi della commedia. Di questa coproduzione con Piacenza, Modena e Rimini, Nicola Berloffa firma regia e costumi, mentre Giovanni Di Stefano dirige l’Orchestra Cherubini e Corrado Casati guida il Coro del Teatro Municipale di Piacenza. Giuseppina Bridelli è la protagonista Angelina, che sfugge all’immagine che altri vogliono imporle, mentre Don Ramiro e Dandini, oggetto di uno scambio di identità che mette in discussione ciò che vediamo e crediamo di riconoscere, sono interpretati rispettivamente da Marco Ciaponi e Gianluca Failla; Carlo Lepore si cala nei panni di Don Magnifico. Danza Sabato 20 e domenica 21 febbraio si apre un percorso all’insegna dell’incontro fra generazioni diverse di interpreti e autori che hanno segnato profondamente la danza degli ultimi decenni. Ospite per la prima volta all’Alighieri il Ballet Junior de Genève, costola dalla École de Danse de Genève e che da oltre quarant’anni forma giovani interpreti attraverso il contatto con il lavoro di coreografi affermati, preparandoli a unirsi alle migliori compagnie al mondo. A Ravenna si misureranno con tre creazioni: Untitled Black di Sharon Eyal e Gai Behar fonde virtuosismo fisico e carica emotiva, dinamiche organiche e movimenti dai toni futuristici; Rain Dogs di Johan Inger è sulle note dell’omonimo album di Tom Waits e si fa metafora del disorientamento e dell’incertezza; Grand Finale di Hofesh Shechter è un ritratto di un mondo in preda alle contraddizioni, al tempo stesso in trance, caduta libera e fuga dal proprio destino. Sabato 13 e domenica 14 marzo, CCN/Aterballetto torna a Ravenna e la serata si fa in quattro. Ceneri di Marcos Morau prende le mosse da Le ceneri di Gramsci – oratorio per coro che Giovanna Marini compose sull’omonima raccolta poetica di Pasolini – per riflettere sulla comunità e la sua dissolvenza. An echo, a wave di Philippe Kratz è un duetto costruito sulle suggestioni del moto naturale e ininterrotto delle onde marine, solcate da partenze, incontri, scontri e abbandoni.
È un duetto anche Reconciliatio di Angelin Preljocaj, che sviluppa il tema della riconciliazione sulle note della Sonata “Al chiaro di luna” di Beethoven e attraverso echi di “apocalisse”, intesa etimologicamente come disvelamento. Sono state invece le sonate di Brahms per violoncello e pianoforte e la poesia Lines for Winter di Mark Strand a ispirare Solo Echo di Crystal Pite, i cui toni invernali ci invitano a riflettere su perdita e accettazione. Dal 16 al 18 aprile, nell’ambito di Corpo Comune – una programmazione condivisa tra Teatro Alighieri, Ravenna Teatro, Cantieri Danza e Teatro del Drago – la Stagione dedica un focus a Dewey Dell, collettivo romagnolo ora composto da Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera e dal musicista Demetrio Castellucci e che negli ultimi anni ha costruito una delle esperienze più originali della scena contemporanea italiana. Si inizia venerdì 16 aprile con Dido and Aeneas, titolo coprodotto dall’Alighieri: il confronto con il capolavoro barocco di Purcell produce una riscrittura elettroacustica e le parole del libretto evocano tempeste e rocce laviche, alimentando l’apparato coreografico e scenico; a seguire, DJ set di Demetrio Castellucci in Sala Corelli. Sabato 17 Ravenna Teatro accoglie al Teatro Rasi la performance I’ll do, I’ll do, I’ll do, immaginifico e violento sabba, mentre domenica 18 si ritorna all’Alighieri per Le Sacre du Printemps, proposto anche lunedì 19 alle scuole; la musica originale di Stravinskij si arricchisce di un allestimento sorprendente, ispirato alle metamorfosi del mondo naturale, con la coreografia di Teodora Castellucci vincitrice del premio “Danza&Danza” come migliore produzione italiana del 2023. Attorno e attraverso il programma Affinché il teatro sia non solo un luogo dove assistere a uno spettacolo, ma anche uno spazio da conoscere e abitare, da cui osservare il mondo e tornare ad osservare anche noi stessi, questa Stagione sarà attraversata da occasioni di scoperta e approfondimento, offrendo esperienze diverse per età, linguaggi e partecipazione.
L’ormai tradizionale percorso Prima dell’opera – gli incontri gratuiti che precedono i titoli lirici della Stagione – si rinnova con le tre presentazioni a cura di Luca Baccolini (Pagliacci), Guido Barbieri e Paolo Marzocchi (Death in Venice) e Carla Moreni (La Cenerentola), mentre le visite guidate Dietro le quinte permettono di esplorare gli allestimenti delle tre opere. Una novità di questa Stagione è Prima della danza, con le presentazioni di Valentina Bonelli (Il lago dei cigni), Maria Luisa Buzzi (Ballet Junior de Genève), Anna Bandettini in dialogo con Gigi Cristoforetti (CCN/Aterballetto) e Carmelo Zapparrata (Dewey Dell). Come tradizione, il cartellone danza offre anche l’opportunità per Seminaria, il percorso di masterclass accessibile agli allievi delle scuole di danza. Alcuni dei titoli in programma hanno suggerito prospettive diverse che rappresentano spettacoli a tutti gli effetti. È il caso del fuori abbonamento Melo_Logic (14, 16, 17 gennaio), il format che La Corelli questa volta applica a Pagliacci, unendo musica, recitazione e interattività digitale per trasformare gli spettatori in detective chiamati a risolvere il giallo, con la compositrice Alicia Montorsi Galli alla guida dell’Ensemble La Corelli. Attorno a Death in Venice, Paolo Marzocchi e Guido Barbieri hanno concepito un percorso tra letteratura, musica e cinema: l’11 febbraio, l’incontro Prima dell’opera in Sala Corelli con il coinvolgimento della classe di musica applicata del Conservatorio di Ravenna sarà seguito dalla proiezione di Morte a Venezia di Visconti al Cinema Mariani. Allo stesso modo, il focus su Dewey Dell è un tempo più lungo di incontro con il lavoro della compagnia e con il suo immaginario.
La Stagione si fa ancora più inclusiva e accessibile con l’audiodescrizione degli appuntamenti domenicali di Death in Venice e Dewey Dell (Le Sacre du Printemps) per il pubblico cieco e ipovedente; gli spettacoli saranno preceduti da un tour tattile della scena e dei costumi. Un’ulteriore novità è rappresentata dagli appuntamenti pensati per le famiglie che affiancano le proposte dedicate alle scuole: arriva una nuova proposta per la fascia 3-6 anni con il progetto Opera Kids con Gilda. Nel gioco del Duca (24 gennaio), da Rigoletto, e torna Opera domani con Il barbiere di Siviglia e la rosa incantata (27, 28 aprile), da Rossini. Questi due titoli sono il perno del cartellone A scuola in Teatro, che si intreccia a quello della Stagione con recite dedicate e prove generali per gli studenti. Completa l’offerta formativa Non dirmi che hai paura (21 gennaio), tratto dal romanzo di Giuseppe Catozzella con la regia di Laura Ruocco, per portare alle scuole la storia emblematica dell’atleta olimpica Samia Yusuf Omar attraverso il linguaggio del musical. INFO E PREVENDITE Biglietteria Teatro Alighieri – tel. 0544 249244 – www.teatroalighieri.org Rinnovi abbonamenti e prelazione biglietti per spettacoli fuori abbonamento dal 3 al 24 ottobre Nuovi abbonamenti e prelazione spettacoli fuori abbonamento dal 29 ottobre Prevendita biglietti dal 9 novembre 3/10 Comunicato Stampa Info: www.teatroalighieri.org bellaunavitaalloperablogspot.com

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