MOZART 1791: DAL 13 AL 17 NOVEMBRE LA TRILOGIA D’AUTUNNO DI RAVENNA FESTIVAL È INTERAMENTE DEDICATA A MOZART. Una nuova produzione de La clemenza di Tito, la produzione originale. L’ultimo incanto e il Requiem Venerdì 6 novembre, alle 17, la presentazione in Sala Corelli con Chiara Muti e Ottavio Dantone

È Mozart 1791 il titolo della Trilogia d’Autunno in scena dal 13 al 17 novembre al Teatro Alighieri: a duecentosettant’anni dalla nascita del compositore, Ravenna Festival gli rende omaggio con un percorso firmato da Chiara Muti alla regia e drammaturgia e Ottavio Dantone alla direzione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, con il Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini preparato da Lorenzo Donati. Il trittico si apre con una nuova produzione de La clemenza di Tito (13, 16 novembre), mentre per L’ultimo incanto (14, 17 novembre), Chiara Muti, a partire dai personaggi e dalle arie e dialoghi di Die Zauberflöte, impagina un originale racconto della vita di Mozart con estratti dalle sue lettere e altre composizioni del 1791 quale il celebre Ave Verum, o il meno noto ma altrettanto suggestivo Adagio in do maggiore per glassarmonica. Completa la Trilogia il Requiem, unicum nel catalogo del compositore (15 novembre).
Venerdì 6 novembre, alle 18, la Sala Corelli del Teatro Alighieri ospita la presentazione del nuovo trittico, un incontro (a ingresso gratuito) con Chiara Muti, Ottavio Dantone e Angelo Nicastro, che con questa Trilogia corona il suo percorso come direttore artistico di Ravenna Festival. “La musica dell’ultimo anno di esistenza – sottolinea Chiara Muti – è pervasa da necessità di sopravvivenza, dolce rassegnazione, maturità compositiva, nostalgia di fanciullezza, e la visione lucida della morte che si avvicina. Mozart sembra presagire da tempo la fine, la sente, la vive e la traduce in suono. Nessuna lapide indica il luogo dove riposano le sue ossa e delle sue spoglie umane nulla è rimasto sulla terra (…) lasciandoci per sempre orfani del suo sembiante, come se lo spirito del mondo volesse dimostrare che qui Mozart è il puro suono, l’immateriale che ci parla dall’aldilà. La trilogia Mozart 1791 è la rara occasione per immergersi, sera dopo sera, in quelle sue note, natura stessa del suo sentire, assaporando con esse l’essenza del genio e dell’uomo.”
“Quando pensiamo a una trilogia musicale, immaginiamo spesso un progetto unitario. Qui siamo invece di fronte a tre opere che non sono state concepite come parti di un disegno comune, eppure si intrecciano quasi magicamente in pochi mesi: il viaggio a Praga per la Clemenza di Tito, il ritorno a Vienna e il lavoro sul Flauto magico, e il Requiem rimasto incompiuto,” commenta Ottavio Dantone. Sul Requiem, che affronta per la prima volta sul podio, Dantone aggiunge: “Delle parti che Mozart completò bastano l’inizio e la fuga che segue il primo numero per comprendere la profondità della sua scrittura. Affronta il repertorio sacro con una padronanza straordinaria della forma e soprattutto del contrappunto”. In questo caso il cast vocale è composto da Silvia Frigato, Margherita Maria Sala, Ilker Arcayürek e Francesco Leone. Per La clemenza di Tito sono protagonisti in scena Giovanni Sala nel ruolo di Tito, Mariangela Sicilia in quello di Vitellia, Martina Licari come Servilia; Arianna Vendittelli è Sesto mentre Paola Gardina interpreta Annio e Francesco Leone indossa i panni di Pubblio. La chiave di lettura proposta dalla regia di Chiara Muti tiene conto del contesto di questa commissione al compositore, chiamato a creare una nuova opera seria per l’incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia, per cogliere “quella critica pungente al potere che si cela dietro alla celebrazione ufficiale”. Dopo Ravenna, la produzione parte per un lungo tour, da novembre ad aprile, nei teatri coproduttori di Trento, Piacenza, Ferrara, Parma, Reggio Emilia e Pisa. In L’ultimo incanto, il personaggio di Tamino/Mozart è interpretato da Ilker Arcayürek e quello di Papageno/Trazom da Louis de Lavignère, mentre Martina Licari è Pamina/Costanza.
Maria Sardaryan è la Prima Dama, ma anche Josepha Weber e la Regina della notte; Chiara Nicastro è la Seconda Dama e Sophie Weber; Anna Pennisi è la Terza Dama, Aloysia Weber e Papaghena. Luigi De Donato interpreta Sarastro e il padre e Delphine Galou prende parte alla performance nel ruolo della madre di Mozart. Al cast si uniscono gli attori Marko Bukaqeja e Maya Quattrini, gli allievi dell’Accademia del Musical di Ravenna preparati vocalmente da Elisabetta Agostini e gli allievi della Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”. Alla glassarmonica, strumento ideato da Benjamin Franklin nel 1761, c’è Christa Schönfeldinger, oggi una delle suo più rinomate interpreti, per l’adagio che Mozart scrisse per la virtuosa non vedente Marianne Kirchgässner, che molto ammirava. Il team creativo della Trilogia include Alessandro Camera, Tommaso Lagattolla e Vincent Longuemare, che firmano rispettivamente scene, costumi e luci; per L’ultimo incanto, li affiancano il visual designer Matteo Letizi e il sound designer Raffaele Bassetti. La Trilogia d’Autunno 2026 è realizzata con il sostegno del Comune di Ravenna, della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Cultura e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna; Eni è partner principale di Ravenna Festival. 5/11 Comunicato Stampa Info e prevendite 0544 249244 www.ravennafestival.org bellaunavitaalloperablogpost.com

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