INAUGURATA CON UNA SERATA DEDICATA AL MELODRAMMA ITALIANO LA RINNOVATA SALA BEETHOVEN DI VIA CORONEO A TRIESTE. SUL PALCO UNO SVETTANTE PAOLO RUMETZ E LA GIOVANE GESUA GALLIFOCO ACCOMPAGNATI AL PIANOFORTE DA SABINA ARRU. PRIMO APPUNTAMENTO DELLA RASSEGNA MUSICALE DELL'ASSOCIAZIONE SCHILLER
Sala Beethoven piena lo scorso sabato per il primo della serie degli otto concerti previsti nella nuova stagione dall’Associazione culturale Friedrich Schiller che gestisce lo spazio culturale di via del Coroneo per lunghi anni sede del Goethe Institut di Trieste. In questa occasione la musica vocale da camera, al centro degli interessi della Schiller, ha ceduto il posto al melodramma in un galà lirico che comprendeva diverse opere tratte da drammi dell’autore tedesco.
E’ stata un’inaugurazione in grande spolvero che promette belle novità per uno spazio rinnovato in una Trieste la cui vita culturale è, sotto il profilo musicale, ricca e variegata. Dopo un importante restauro, reso possibile dal contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione CRTrieste e dalla Società Germanica di Beneficenza, proprietaria dell’immobile la storica Sala al secondo piano di un palazzo che risale al 1903 ha finalmente riaperto i battenti.
Eleganti atmosfere d’inizio Novecento contraddistinguono nel segno della sobrietà uno spazio del quale sono state mantenute le caratteristiche stilistiche originarie, per proseguire con nuova freschezza una tradizione iniziata all’inizio del secolo scorso, e destinata a molteplici attività culturali dell’associazionismo triestino prevalentemente di lingua tedesca. Nella sua lunga storia la sala è stata la sede del Circolo Artistico Triestino e, dal 1941, della Società Germanica di Beneficenza, poi Goethe Institut. Adesso è gestita dall’Associazione Schiller, nata sulle orme dello Schillerverein fondato a Trieste a metà Ottocento per favorire iniziative scientifiche e culturali, con particolare attenzione all’eredità di matrice germanofona. Una missione portata avanti principalmente con raffinati cicli di concerti da camera dedicati alla liederistica, sostenuti dalla Regione FVG, dalle Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali ETS, dalla Fondazione Filantropica Ananian e da mecenati privati.
Per una volta, però, la bella sala appena rinnovata, la cui capienza è di duecento posti a sedere, ha sentito cantare non in tedesco, ma in italiano Per una serata originariamente destinata a un programma Verdi-Schiller sono saliti sul palco, un artista affermato, il baritono triestino Paolo Rumetz e un astro nascente Gesua Gallifoco, soprano. Diplomata al conservatorio di Como, il giovane soprano si è perfezionata presso l'accademia del belcanto "Rodolfo Celletti" di Martina Franca e si è aggiudicata il primo premio assoluto nella decima edizione del concorso internazionale Alfredo Kraus. Rumetz, che dal 2013 al 2021 è stato membro dell'ensemble stabile della Staatsoper di Vienna e la giovane Gallifoco potevano contare su un’accompagnatrice pianistica d’eccezione Sabina Arru, goriziana, dal 2018 consulente musicale e Maestro del Coro dell'Associazione Operaprima Wien e assistente del Maestro Sherman Lowe. Il programma, modificato in seguito alla rinuncia di Elisa Verzier originariamente prevista e catapultata a sostituire una collega ammalata al Filarmonico di Verona, non si è limitato al Verdi d’ispirazione schilleriana, che pure ha fatto la parte del leone nella serata, ma ha dato spazio anche a due pagine del Guglielmo Tell di Rossini e alla scena della pazzia di Anna Bolena in cui la Gallifoco ha sfoderato timbro dal colore fascinoso, morbidezza di emissione e un gusto che, per il momento, la destina al belcanto donizettiano. Dopo un intenso e commovente “Resta immobile” dal Tell, Rumetz, in ottima forma vocale, ha proseguito con Verdi, e dalla morte di Rodrigo dal Don Carlo ha toccato Macbeth con una notevole esecuzione di “Pietà, rispetto, onore” rispettosa delle dinamiche verdiane, per ritornare all’opera ispirata a Schiller vestendo i panni di Miller padre sia nell’aria di presentazione del personaggio, sia nel duetto con la figlia “Andrem raminghi e poveri” in cui l’affiatamento fra i due artisti è stato totale. Spettavano al soprano comasco altre due pagine extra Schiller, l’aria di Medora da Il Corsaro e l’”Addio del passato” di Violetta dall’ultimo atto de La Traviata, eseguite con grande espressione e musicalità. Il bis ha visto i due artisti l’uno accanto all’altro in un estratto dal terzo atto di Rigoletto che ha siglato come meglio non si poteva il successo di una serata perfettamente riuscita. Onore agli esecutori e, soprattutto, agli organizzatori e alla loro stagione intitolata Ich Lieder dich.
24 gennaio
di Rino Alessi. Info e Foto: www.schillertrieste.it bellaunavitaalloperablogspot.com



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