LA STAGIONE LIRICA 2025/2026 DEL TEATRO NAZIONALE CROATO IVAN ZAJC DI FIUME SI E' APERTA CON LA RARA GIOVANNA D'ARCO DI VERDI PER LA REGIA DI EMMA DANTE RIPRESA DA FEDERICO GAGLIARDI IN COPRODUZIONE CON IL REGIO DI PARMA
“La migliore delle mie opere senza eccezione e senza dubbio”, così in una lettera a Francesco Maria Piave del sedici febbraio 1845, Verdi scrisse a proposito di Giovanna d'Arco, il dramma lirico in un prologo e tre atti su libretto di Temistocle Solera, appena tenuto a battesimo alla Scala, con franco successo di pubblico, e parzialmente tratto dal dramma di Friedrich Schiller Die Jungfrau von Orleans (La Pulzella d'Orléans).
Oggi, la moderna critica verdiana valuta la settima opera del catalogo verdiano molto negativamente, nonostante le occasioni per riascoltarla sul palcoscenico siano state, negli anni, abbastanza frequenti. Massimo Mila, dandone un giudizio complessivo di condanna, ritiene che le parti migliori siano la prima metà del prologo - fino alla cavatina del tenore esclusa - e tutto il terzo atto. Alla luce del recente ascolto fiumano, concordiamo in toto con lui, e non possiamo che condividere con l’illustre critico piemontese che “le parti negative sono quelle più tradizionali, là dove, richiedendolo la situazione e il taglio del libretto, Verdi si crede in dovere di pagare un tributo alle usanze teatrali dell'epoca” e subordina quindi il procedere dell'azione drammatica “agli sfoghi melodici di arie, duetti e concertati”.
Pure, sono proprio gli sfoghi melodici di arie e duetti e, soprattutto, dei concertati più complessi a far decollare, a tratti, un lavoro scritto a tambur battente su un testo lambiccato e poco coinvolgente e preceduto da un’ouverture considerata come “una delle migliori composizioni orchestrali di Verdi, pur non potendo gareggiare con quelle dei Vespri siciliani e della Forza del destino”.
Detto questo l’esecuzione musicale che apriva la stagione lirica 2025/2026 del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume, l’odierna Rijeka, non rendeva giustizia a Verdi. Dubravka Vrgoč, la nuova sovrintendente, esperta di teatro e già presidente dell'European Theatre Convention, prendendo il posto di Marin Blažević punta, infatti a coproduzioni internazionali, in questo caso con il Teatro Regio di Parma, e nella chiamata di grandi nomi della regia come Emma Dante, di recente designata al Leone d’oro alla carriera dalla Biennale di Venezia che proprio a Parma ha messo in scena un’edizione molto ben accolta di Giovanna d’Arco. Peccato che per la parte musicale ci si debba accontentare degli artisti residenti della compagnia di Fiume. Così Annamarija Knego, soprano, s’impegna allo spasimo per dare voce e vita a un personaggio, la pulzella del titolo qui denominata Ivana Orleanska, più grande di lei. Apprezziamo la grinta ma il risultato è più di una prova volonterosa che soggiogante. Il tenore Boze Juric Pesic è, a sua volta, impari al compito assegnatogli e il suo Carlo VII risulta sfocato e poco caratterizzato. Più in sintonia con la parte di padre nobile è viceversa Robert Kolar nei panni di Giacomo. La compagnia è completata da Sergej Kiselev (Delil) e Luka Ortar (Talbot) oltre che dal coro preparato da Matteo Salvemini.
Lo spettacolo di Emma Dante era ripresentato a Fiume da Federico Gagliardi con le collaborazioni di Carmine Maringola per le scene, Vanessa Sannino per i costumi e da Manuela Lo Sicco per le coreografie, con il disegno luci, ottimo, di Luigi Blondi. E’ una riproposizione del mito di Giovanna d’Arco molto capziosa, che non tiene conto dei fatti narrati dal Verdi e Solera, restituendone il fascino grazie a giochi cromatici che inondano il palcoscenico di fiori e di figure che rimandano alla sicilianità della Dante, donna di teatro a tutto tondo.
L’orchestra sinfonica di Rijeka in buca è guidata dalla mano esperta di Sebastiano Rolli con competenza e attenzione ai ritmi narrativi, e in grado di sostenere, dal podio, una coppia protagonista in difficoltà con una scrittura ancora legata allo stile del Belcanto italiano.
Al termine dello spettacolo il pubblico ha molto applaudito una proposta che per la prima volta portava sul palcoscenico fiumano un titolo negletto della vasta produzione verdiana.
29/01
di Rino Alessi. Foto: Dražen Šokčević Info: www.hnk-zajc.hr bellaunavitaalloperablogspot.com



Commenti
Posta un commento