A COLLOQUIO CON VALENTINA MASTRANGELO, UNA, NESSUNA E CENTOMILA: SOPRANO, DOCENTE DI CANTO, STUDIOSA DI MUSICA DA CAMERA E ORA ORGANIZZATRICE PER ONORARE UN MUSICISTA DIMENTICATO E LA SUA CITTA', NESTORE CAGGIANO

Quarantun anni, nata a Calw nella Foresta Nera da genitori campani, Valentina Mastrangelo è una, nessuna e centomila. Che sia un soprano è cosa nota, e dal suo debutto nel 2008 nel ruolo di Scintilla ne La contadina astuta di Giovanni Battista Pergolesi al Festival Le Corti dell’Arte di Cave dei Tirreni, diretta da Francesco Lanzillotta, ne ha fatta di strada frequentando numerosi teatri, in Italia e all’estero, e diversi personaggi. In questo periodo il più gettonato è la dolce ma volitiva e coraggiosa Micaëla in Carmen di Bizet, che ha da poco interpretato a Pisa e Rovigo, e che porterà prossimamente in Giappone. E’ una mozartiana di consolidata reputazione, ha cantato il barocco e la musica contemporanea, l’operetta a Trieste (“sono stata Anna Glawari al Teatro Verdi, tempio della piccola lirica”) e la musica sacra, e tanta, tantissima musica da camera: per Brilliant Classics ha inciso "Tosti The song of a life". Come dire, un’artista versatile che sta svolgendo una scintillante carriera, tenendo fede al personaggio con cui ha fatto il suo esordio.
Quello che la distingue da molte sue colleghe è che contemporaneamente Valentina fa la mamma, “Viola è nata nel 2022”, mi dice a telefono da Caggiano, dove vivono i suoi genitori, la neo docente di canto nella sezione distaccata a Ceglie Messapica del Conservatorio Tito Schipa di Lecce, e la studentessa “mi sono da poco iscritta a un corso di musica vocale da camera a Fermo, dove vivo con il mio compagno.”. Ora si appresta a diventare anche direttrice artistica perché, su sua proposta, il Comune di Caggiano sta avviando un percorso di valorizzazione dedicato a Nestore Caggiano, compositore e oboista originario dell’omonimo paese, scomparso prematuramente nel 1918 a soli trent’anni. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare in primo piano la figura del musicista campano, considerato una delle eccellenze culturali della comunità locale e non solo. Nei giorni scorsi a Caggiano si è tenuto un incontro di programmazione per definire un calendario di appuntamenti che avranno una dimensione internazionale. In questo senso il sindaco Modesto Lamattina ha fatto suo il progetto di Valentina che, nella creazione di una Fondazione intitolata a Nestore Caggiano, ha in mente di portare nel Vallo di Diano un Festival e un concorso di canto dedicati al genius loci coinvolgendo la famiglia del compositore, che - ça va sans dire, - ha accolto con entusiasmo l’iniziativa.
L’intento non è organizzare un singolo evento commemorativo, ma costruire nel tempo un percorso articolato in più momenti culturali e musicali. L’obiettivo è valorizzare l’opera e il patrimonio musicale di Nestore Caggiano, proiettando la sua figura oltre i confini locali e inserendola in un contesto di rilievo più ampio. Un percorso, insomma, che punta a coniugare identità, musica e visione internazionale, restituendo centralità a una figura che rappresenta un simbolo per Caggiano e per l’intero Vallo di Diano. Nestore Caggiano fu allievo di Martucci, e Valentina Mastrangelo ha conseguito il diploma di canto con lode presso il Conservatorio Martucci di Salerno. Dal 2012 si è perfezionata con Mariella Devia e Silvia Silveri. Attualmente è seguita da Ferdinando C.Opa. Ha frequentato corsi di perfezionamento con diversi cantanti, come Katia Ricciarelli e Renata Scotto, Donata D’Annunzio Lombardi e Alfonso Antoniozzi con cui ha condiviso la scena al Carlo Felice di Genova in Miseria e nobiltà di Marco Tutino. Nel 2013 ha frequentato l’Accademia Rossiniana di Pesaro ed è stata scelta per debuttare in Madama Cortese ne Il Viaggio a Reims di Rossini. Numerose sono state anche le affermazioni in importanti concorsi internazionali, primo fra tutti l’As.Li.Co. poi il primo Premio del quinto Concorso Internazionale Anita Cerquetti di Sulmona nel 2015, dove è risultata la Migliore voce italiana, il primo concorso internazionale di Portofino, si è inoltre classificata nella finale con merito al concorso internazionale Belvedere di Cape Town in Sud Africa. Valentina è stata invitata dai più importanti teatri d’opera e da grandi festival internazionali: dal Teatro di San Carlo alla Fenice, dal Concertgebouw di Amsterdam alla Dubai Opera, dal Macerata Opera Festival al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dal Teatro Massimo di Palermo al Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, e ancora il Teatro Regio di Torino, dove recentemente è stata Biancofiore nella Francesca da Rimini di Zandonai, il Teatro Comunale di Bologna e via elencando. Il nostro incontro, virtuale a dire il vero, è avvenuto in occasione del suo debutto in Tatiana per l’inaugurazione della stagione 2017/2018 del Teatro Verdi di Trieste, quando “il mio agente di allora, che era Mario Dradi, mi propose di debuttare a Trieste in Evgenij Onegin di Ciaikovskij. Avevo poco tempo per prepararmi e per due mesi mi rifugiai a Bologna. La mattina studiavo la parte musicale con il pianista Amedeo Salvato, di Polla, e il pomeriggio con sua moglie Elena, soprano, russa di San Pietroburgo, cantante specialista d’operetta, memorizzavo e traducevo la parte che avrei dovuto cantare in lingua originale in una compagnia quasi interamente slavofona. Andò bene. Fu una bella vetrina.”
Qualche anno dopo, nell’estate del 2022, ebbi il piacere di ammirare e conoscere de visu Valentina Mastrangelo da poco mamma, quando partecipò all’inaugurazione del Festival di Portogruaro in un Don Giovanni in cui fu una magnifica Donna Elvira. E Caggiano? “La mia mamma è una caggianese doc emigrata con la famiglia in Germania. D’estate, in vacanza, conobbe mio padre, che è di un paese vicino, Pertosa, suonava in una banda rock. Si conobbero, si piacquero, per qualche anno si frequentarono a distanza, poi – quando si sposarono – mio padre la raggiunse in Germania, dove sono nata io. Avevo cinque anni quando rientrammo in Italia. Sono figlia di insegnanti e da poco ho scoperto che insegnare piace anche a me.”. Per tornare a Nestore Caggiano (Caggiano, 18 novembre 1888 - Caggiano, 3 marzo 1918), Valentina si innamorò delle sue musiche quando quattordicenne, cantava le Ave Marie ai matrimoni: “e il pianista che mi accompagnava all’organo me le fece studiare. Di lì è nato il mio amore per quello che è stato un importante compositore e oboista, figlio di genitori dalle condizioni economiche non floride, ma amanti delle buone letture come sembrano dimostrare i nomi dei due figli sopravvissuti all'influenza spagnola, Nestore e Vittorugo.”.
Nel 1904 Nestore Caggiano si trasferì a Napoli per frequentare il conservatorio di San Pietro a Majella dove studiò oboe, mettendosi subito in evidenza per le sue qualità di compositore: in particolare il direttore del conservatorio, Giuseppe Martucci dimostrò interessamento per un brano per violino e pianoforte dal titolo Rimembranze liriche e lo incitò ad intraprendere studi regolari. Nel 1913 vinse il Concorso Nazionale per composizioni orchestrali (Premio Augusteo) con il poema sinfonico La tomba del Busento ispirata a Platen. Allo stesso anno appartiene il poema sinfonico Amleto, dall'omonima tragedia di Shakespeare, premiato al Concorso Bellini. Scrisse anche un’opera lirica, Rosmunda o Il banchetto di Pavia, dramma lirico in tre atti su libretto del fratello Victorugo, l'opera però è incompiuta. Compose per coro a cappella un Madrigale a 6 voci (1911), un Canone infinito a 8 voci (1911) e il Canto per la festa della direttrice canone a 2 voci (1915 ). Morì inaspettatamente a Caggiano il 3 marzo 1918 quando non aveva ancora compiuto 30 anni. “Negli anni Novanta del secolo scorso Armando Trovaioli e altri musicisti si interessarono alla musica di Nestore Caggiano, in gran parte inedita. Nel 2000 ci fu addirittura la prima assoluta del Poema Sinfonico Amleto che fu eseguito la sera del 29 luglio a Villa Ruffolo di Ravello nell’ambito delle manifestazioni di quel Festival, con l’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Moshe Atzmon. Il concerto fu registrato dalla Rai e replicato il giorno successivo a Caggiano sotto la direzione di Francesco Vizioli.”. E adesso? “E adesso stiamo preparandoci a un tavolo di lavoro che nell’agosto prossimo possa presentare le manifestazioni in modo ufficiale. Ho coinvolto Vittorio Palumbo, l’assistente di Beppe Morra, per il marketing mentre il direttore musicale sarà Adamo Carucci che sta predisponendo un lavoro di trascrizione dei manoscritti inediti. Per il momento sognamo un Festival e un concorso di canto, poi chissà? Si potrebbe ipotizzare di costruire un teatro a Caggiano.”. Perché no? Auguri vulcanica Valentina! 26/02 di Rino Alessi Info e Foto: www.comune.caggiano.sa.it Valentina Mastrangelo bellaunavitaalloperablogspot.it

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