FRA MARZO E MAGGIO CONEGLIANO OSPITERA' LA SECONDA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL BAROCCO, TRE CONCERTI IDEATI DA SONIA FURLAN ED ELENA DE SIMONE CON IL SOSTEGNO DEL LIONS CLUB CITTADINO. SI COMINCIA IL 14 MARZO CON UN TUTTO VIVALDI

Il Lions Club di Conegliano presenta la seconda edizione del Festival del Barocco nella cittadina veneta, ideato e coordinato da Sonia Furian ed Elena De Simone. Il Festival offre un ciclo di tre concerti che toccheranno diversi luoghi di rilievo storico ed artistico della città, introducendo un viaggio musicale dallo stile propriamente barocco, fino al classicismo. Quest’anno il Festival si propone di far scoprire l’evoluzione degli strumenti e delle tecniche compositive che si susseguirono durante tutto il XVIII secolo. Il ‘700 fu infatti un’epoca di enormi mutamenti non solo dal punto di vista storico, ma anche musicale. Dal punto di vista storico si assiste alla sempre crescente influenza della borghesia, fino ad arrivare alla Rivoluzione Francese. Tali cambiamenti influenzano la musica e l’uso degli strumenti, basti pensare che i clavicembali venivano bruciati alla fine del secolo in quanto considerati simbolo dell’Ancien Régime. La sostituzione del clavicembalo con il fortepiano, un nuovo strumento che permetteva di eseguire le dinamiche, determinò un’enorme evoluzione nello stile compositivo, contribuendo allo sviluppo del classicismo. Questo è solo un esempio delle innumerevoli trasformazioni che hanno interessato la musica del settecento, lo stesso A. Vivaldi, compositore oggi celebre e dal genio indiscusso, vide svanire la sua opera negli ultimi anni della sua vita, poiché considerata ormai fuori moda dai suoi contemporanei. Durante il Festival verranno eseguiti sia brani celebri, considerati capisaldi del repertorio, sia composizioni rare e inedite. Obiettivo prioritario della rassegna è la raccolta fondi a favore della LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori) – Delegazione di Conegliano, alla quale sarà destinato il ricavato. Il cartellone comprende un concerto interamente dedicato ad Antonio Vivaldi, uno per fortepiano e l’ultimo rivolto alla musica per canto ed arpa alla corte francese. I CONCERTO AFFRESCHI MUSICALI Il concerto è interamente dedicato al genio musicale Antonio Vivaldi. Il programma comprenderà Le quattro stagioni per violino solista ed orchestra, più arie tratte dall’oratorio e dal repertorio operistico. Si esibiranno Christian Joseph Saccon (violino solista), Elena De Simone (mezzosoprano) e l’Orchestra Interpreti Veneziani. Antonio Vivaldi, detto il Prete Rosso, nacque a Venezia il 4 Marzo 1678 e morì in povertà a Vienna il 28 Luglio 1741. Fu uno dei più grandi compositori della prima metà del ‘700, considerato un grandissimo virtuoso del violino, tanto da essere stato apprezzato da alcuni suoi contemporanei più per la sua abilità di violinista che di compositore. Il violino è lo strumento principe di gran parte delle composizioni di Vivaldi, talmente apprezzate che persino Johann Sebastian Bach volle rielaborare diversi concerti de L’estro armonico. Il Prete Rosso fu anche un fecondo compositore di opere ed oratori, specialmente grazie alla sua attività presso il Pio Ospedale della Pietà di Venezia, dove insegnava e scriveva musica per le orfane che là ricevevano un alloggio ed una educazione. L’attività operistica di Vivaldi fu a tratti apprezzata e a tratti criticata dai contemporanei, tanto che B. Marcello fece un riferimento non lusinghiero alle opere di Vivaldi nel suo “Teatro alla Moda” e lo stesso C. Goldoni definì Vivaldi come un mediocre compositore. Le quattro stagioni rappresentano indubbiamente le più celebri composizioni del genio veneziano, si tratta dei primi quattro concerti solistici per violino dell’opera Il cimento dell’armonia e dell’inventione, tale opera riflette l’evoluzione del gusto dei primi decenni del XVIII secolo, in cui si vede la preferenza del concerto solistico, rispetto al concerto grosso. Le quattro stagioni rappresenta inoltre uno dei primissimi esempi di musica a programma, ovvero di composizioni a carattere prettamente descrittivo. Le quattro stagioni erano accompagnate da altrettanti sonetti scritti da un poeta anonimo (forse lo stesso Vivaldi). II CONCERTO DAL BAROCCO AL CLASSICISMO Il programma delinea la straordinaria metamorfosi del linguaggio tastieristico del XVIII secolo, partendo dal rigore architettonico della Toccata di J.S.Bach, vertice del pensiero barocco. Attraverso le strade divergenti percorse dai suoi figli, l’inquieto sperimentalismo di C.P.E. Bach e l’eleganza cantabile di J. C. Bach, assistiamo alla nascita di una nuova sensibilità, dove il contrasto emotivo prende il sopravvento sulla densità del contrappunto. Protagonista assoluto di questa rivoluzione è il fortepiano: grazie alla sua meccanica a martelletti, lo strumento permise per la prima volta di graduare l’intensità del suono attraverso il tocco, offrendo una tavolozza dinamica preclusa al clavicembalo. Questo percorso approda infine alla piena maturità di Mozart e Haydn: tra la drammaticità della Fantasia in re minore e la serrata logica della Sonata in si minore, il fortepiano si rivela il mezzo d’elezione per dar voce a un’epoca definita della chiarezza formale e da un perfetto equilibrio tra spirito teatrale e precisione strutturale. Si esibirà al fortepiano il Maestro Michele Bolla.
III CONCERTO LA MUSIQUE DE LA REINE L’ultimo concerto del Festival esplora la musica che veniva eseguita nei salotti della regina Maria Antonietta. Oltre ad essere stata una tra le più importanti estimatrici della musica per arpa ed aver contribuito al suo sviluppo, pare che lei stessa avesse composto qualche aria. Alla sua corte si esibirono i più importanti compositori ed arpisti del ‘700, spesso nella rara combinazione di duo d’arpe. Sono state addirittura ritrovate delle composizioni del filosofo Jean-Jacques Rousseau. Evidentemente si era creato un dialogo musicale tra le dame di corte e i compositori, in quanto più d’una volta è stato riscontrato che il testo di un’aria era stato concepito da una nobil donna, la quale probabilmente aveva creato anche la melodia, mentre l’accompagnamento era stato scritto da uno dei compositori di corte. Curiosa la vicenda intorno all’aria “Pauvre Jacques” scritta evidentemente dalla marchesa Jeanne-Renée de Bombelles, che parla di un giovane che vuole unirsi alla sua amata, probabilmente realmente esistito e al quale fu pagato il matrimonio dalla marchesa stessa, che fece sposare i due giovani a Versailles. La stessa aria, con un testo adattato, divenne popolare durante la Rivoluzione Francese e pare che la cantasse Maria Antonietta per lamentare la sorte di Luigi XVI giustiziato con la ghigliottina. Molte di queste composizioni sono rimaste nell’ombra fino a poco tempo fa e stanno emergendo in questi anni grazie al lavoro di riscoperta musicologica di alcune celebri arpiste, in particolare in Italia e in Francia. Suoneranno l’arpa le Maestre: Jessica Pettenà ed Anna Pasetti, le arie saranno cantate dal mezzosoprano Elena De Simone. 20/02 Comunicato Stampa Info: www.lionsconegliano.org bellaunavitaalloperablogspot.com

Commenti

Post popolari in questo blog

DOPPIA INAUGURAZIONE NEL NOME DI FIGARO: AL TEATRO VERDI DI TRIESTE A SERE ALTERNE IL BARBIERE DI SIVIGLIA DI ROSSINI E LE NOZZE DI FIGARO DI MOZART: SUCCESSO PER TUTTI, MA SOPRATTUTTO PER PIER LUIGI PIZZI

CANDIDE DI LEONARD BERNSTEIN CHIUDE LA STAGIONE LIRICA 2024/2025 DEL TEATRO VERDI DI TRIESTE

BRECHT-WEILL E ASCESA E CADUTA DELLA CITTA' DI MAHAGONNY: STENTA A DECOLLARE AL TEATRO VERDI DI TRIESTE LO SPETTACOLO DI HENNING BROCKHAUS. NESSUNA CONTESTAZIONE PER BEATRICE VENEZI