CONVERSANDO CON MARCO FILIBERTI, AL SUO PRIMO IMPEGNO COME REGISTA D'OPERA PER ELEKTRA DI STRAUSS-HOFMANNSTHAL IN CHIUSURA DELLA STAGIONE 2025/2026 DEL TEATRO VERDI DI TRIESTE: SEI RECITE DAL 19 AL 26 GIUGNO SOTTO LA DIREZIONE DI ENRICO CALESSO

Milanese, classe 1971, residente da qualche tempo nell’incantevole Val d’Orcia, incontriamo Marco Filiberti durante le prove di Elektra al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, per quello che è stato annunciato il suo debutto in opera, dopo tanto teatro di prosa e tanto cinema, per non parlare del suo vivace rapporto con la letteratura e la scrittura, "che è un po' il trait d'union di tutto ciò che faccio.". In realtà dal mondo dell'opera, certo non da quello complesso dell’atto unico di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal, che a sua volta ne aveva derivato una sua tragedia rifàcendosi a quella omonima di Sofocle, Filiberti proviene.
“L’opera, in effetti, è la prima forma di teatro che a sei anni ha rivelato me stesso. Da quella rivelazione infantile ho cominciato un percorso sinestetico che ha riguardato tutta la musica per così dire colta che ha fatto da fil rouge a quelli, paralleli, nella letteratura e nella scrittura e ha tenuto assieme la mia esuberanza creativa. L’opera mi ha guidato anche nell’affrontare il teatro di prosa e il cinema, che se vogliamo, hanno codici melodrammatici; il mio secondo film, Il compleanno, inizia su un tema di Tristan und Isolde.”. Chi vuol sapere tutto dell’attività poliedrica e, pare, ipercinetica di Filiberti vada a visitare il sito www.marcofiliberti.it e di lui, sotto il profilo professionale, saprà tutto. Spigolando fra le cose che sul sito sono appena accennate, sono venuto a sapere che la sua attività, svaria sì su diversi registri ma è come cantante-attore, che Marco Filiberti debutta giovanissimo, nei primi anni Novanta del secolo scorso, con il Don Giovanni di Mozart, è il marito di Zerlina, Masetto, diretto da Claudio Desderi. “Come dire” tiene a precisare il regista, “che l’elemento opera è casa perché in Desderi e nella sua famosissima scuola di Fiesole mi sono sentito a casa. Ero talmente giovane che ne avrei dovuta fare di strada per centrarmi, ma Desderi aveva una maieutica didattica superlativa, lavorare con lui e frequentare i suoi corsi era una scuola grandissima. Fra tanti maestri morti, in quel periodo Desderi - all’epoca vivo e vegeto, - è stato il mio spirito guida, proponendo un tipo di scuola che ha prodotto non artisti ma esseri umani.
Eravamo un gruppo affiatato che comprendeva Patrizia Ciofi e Roberto Scaltriti, Paolo Rumetz e Gianluca Sorrentino per parlare di due artisti del territorio. Io ero Masetto. Nei nostri confronti Desderi aveva un atteggiamento socratico, ci faceva da padre, il gruppo è ancora molto legato; solo in un secondo tempo sono diventato regista, sceneggiatore, drammaturgo, scrittore e, in qualche caso, anche attore.”. Dopo essersi laureato in storia del teatro francese all'Università degli Studi di Milano, Filiberti si specializza in regia e drammaturgia frequentando diverse accademie internazionali. Si cimenta con grandi autori (Shakespeare, Brecht, Bernstein) interpretando opere come Sogno di una notte di mezza estate, L'opera da tre soldi e West Side Story. Contemporaneamente mette in scena tre monologhi per Marisa Fabbri, e pubblica alcuni dischi per etichette quali CNI, Warner e Fonit Cetra, in cui interpreta i Songs di George Gershwin. Il suo esordio cinematografico avviene nel 2001 con il cortometraggio Vespero a Tivoli che vince il Festival del Cinema di Salerno ed è presentato al Los Angeles Film Festival. Nel 2003 esce il primo film, Poco più di un anno fa - Diario di un pornodivo, nel quale Filiberti è sia regista sia principale interprete; il film è presentato in selezione ufficiale al Festival del Cinema di Berlino e vince numerosi premi tra i quali il Globo d'Oro Speciale 2003 dalla stampa estera. Al film Marco Filiberti dedica il diario Poco più di un anno fa curato dallo sceneggiatore e critico Italo Moscati. Nel 2006 torna a teatro con Le donne, i cavallier, l'armi pietose canto... , opera in cui rielabora i poemi cavallereschi di Ludovico Ariosto e Torquato Tasso e che lo vede impegnato anche come attore protagonista; una ripresa dello spettacolo è inserita nella stagione 2007/2008 dell’Ambras Jovinelli a Roma. Nel 2009 esce Il compleanno,, il film è presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Controcampo italiano; la pellicola è distribuita negli Stati Uniti col titolo di David's birthday. Fra gli attori coinvolti: Alessandro Gassman, Maria de Medeiros, Massimo Poggio, Michela Cescon, Christo Jivkov, Thyago Alves, Piera degli Esposti, Eleonora Mazzoni, Paolo Giovannucci. E’ del 2012 la svolta nella sua attività teatrale: nell’accadimento teatrale Byron’s ruins, profondamente ispirato (fin dal titolo) all'opera e alla figura di George Gordon Byron. Prodotto dalla Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi e dai Teatri delle Marche, Byron’s ruins per la prima volta pone al centro della sua riflessione in modo deciso il dissolvimento degli archetipi nella selva della modernità; è la prima affermazione esplicita della “drammaturgia del rovinismo”, che da qui in avanti segna tutta l'opera dell'autore.
Parlando di rovine non è possibile non ricollegarsi al discorso da cui abbiamo iniziato, Elektra che agisce fra le rovine di Micene: ”una partitura di una densità tragica che subisce diverse stratificazioni drammaturgiche impossibili da ignorare. E’ un lavoro del Novecento storico mitteleuropeo che entra ed esce da codici espressionistici rivelando elementi archetipici che per me sono casa.”. Il famoso complesso femminile di Elettra, fratello di quello maschile di Edipo… “L’opera di Strauss-Hofmannsthal muove un complesso psicoantropologico interessantissimo del mondo femminile che rappresenta. Elektra diventa sterile perché è ossessionata dal corpo del padre.”. A proposito di corpi, il corpo del cantante è la cassa di risonanza del suo strumento, la voce. Come si trova a misurarsi con i cantanti? “Li sto convincendo che chiedo loro movimenti non per farne attori di serie B, ma che nel loro corpo i cantanti devono trovare la propria aura, devono fare poche cose ma carismatiche e prendere coscienza che i movimenti del corpo devono andare in sintonia con la musica che in Elektra è potente.”.
Esperienza positiva, pare di capire… “In questo momento di prove, direi esperienza entusiasmante, c’è grande spirito collaborativo con il Maestro, del resto Enrico Calesso ha grande esperienza di Strauss e di Elektra in particolare. Quando mi è stato proposto questo titolo, in sostituzione di uno wagneriano poi tramontato, ho molto ascoltato le idee che mi proponeva Calesso e ci siamo trovati in perfetta sintonia nell’enfatizzare i momenti lirici dell’opera, che ci sono, per evitare il cosiddetto effetto Sabba cui un testo duro come quello di Hofmannsthal e Richard Strauss può indulgere. Chrisotemis è l’elemento Jugendstil della vicenda, non a caso si esprime con un walzer che si rompe nel ritmo, l’unico personaggio che non entra nel mito rinunciando al progetto carmico che Elektra, che la disprezza, le propone. Mi trovo in un gruppo in cui si lavora, molto e bene. Ognuno di noi l’Ego l’ha lasciato a casa.”. Cosa c’è nel suo futuro prossimo dopo Elektra a Trieste? “Innanzitutto il proseguimento a teatro del progetto sulla Récherche di Proust, con la stesura completa dei suoi Cahiers d’écriture, che saranno in tre parti e in prosa. Sempre in prosa sto mettendo a punto un progetto che ha la sua parte centrale nell’Eros del Sogno di una notte di mezza estate, privato delle discussioni fra artigiani e di altri elementi estranei al tema centrale. Nella prima parte riprenderò in mano il Cain di Lor Byron, mentre la terza utilizzerà una sezione del Don Carlos di Schiller per descrivere il rapporto tra Eros e il sistema mondo, tra Eros e i poteri forti. Poi c’è un progetto cinematografico che si avvarrà di una coproduzione internazionale e finalmente, quello cui tengo di più, la conclusione e pubblicazione del mio primo romanzo. Dopo tanta saggistica, un nuovo debutto….”. Auguri! 31/05 di Rino Alessi Foto: F. Cassaro Info: www.marcofiliberti.it www.teatroverdi-trieste.it bellaunavitaalloperablogspot.com

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