Due grandi teatri, Verdi e Rossetti, due spettacoli di produzione, Roméo et Juliette di Gounod/Romeo e Giulietta da Shakespeare, un importante successo. Per una volta chi si loda non s'imbroda; bilancio positivo per il progetto comune tra lirica e prosa delle due massime istituzioni teatrali di Trieste e della Regione Friuli-Venezia Giulia

Potrebbe essere sintetizzato così il progetto culturale “Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” realizzato in coproduzione da Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e andato in scena per la regia di Paolo Valerio sia in opera sia in prosa fra l’8 e il 24 maggio. A pochi giorni dalla conclusione delle repliche, il valore generato dall'operazione è stato commentato in conferenza stampa dai vertici dei due teatri della città di Trieste, alla presenza del Vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil e della Vicesindaca del Comune di Trieste Serena Tonel, assessora ai teatri. I risultati raggiunti e le prospettive attivate dal progetto frutto della collaborazione fra due teatri che fino a pochi anni fa, parola del Presidente dello Stabile Francesco Granbassi, "dialogavano per carte bollate", sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte il Sovrintendente del Teatro Verdi Giuliano Polo e il direttore artistico Valerio Vicari, il sunnominato Presidente del Rossetti e il direttore e regista delle due produzioni Paolo Valerio, e a cui hanno presenziato benedicenti Anzil e Tonel.
“Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” ha rappresentato un’operazione culturale inedita, una sperimentazione davvero rara: ha portato in scena l’opera di Gounod e un testo teatrale desunto dall'originale shakespeariano in due distinti allestimenti che hanno condiviso il regista, l’impianto scenografico e il palcoscenico, alternandosi al Teatro Verdi di sera in sera e offrendo al pubblico regionale un’esperienza teatrale unica, affascinante e articolata, di ampio respiro e di inaspettato successo di pubblico. Questo excursus storico, drammaturgico e musicale, sui temi eterni di amore e morte, violenza e trascendenza, che ha tracciato un trait d’union fra la scrittura desunta da Shakespeare, il romantico Ottocento francese di Gounod e suggestioni del tempo attuale, è stato apprezzato dagli spettatori che hanno seguito numerosi le dodici repliche in programma: sei per l’opera lirica con un unico cast e altrettante per la prosa a cui si è aggiunta una mattinée riservata alle scuole superiori.
Ma il valore generato da questo progetto di collaborazione va misurato soprattutto sul piano artistico e della ricaduta culturale, e sul significato profondo che ha avuto la collaborazione fra i due grandi, storici teatri di produzione di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, troppo spesso immaginati come realtà molto diverse e in contrasto fra loro, che invece hanno saputo fsare squadra e confrontarsi in una sfida potente, innovativa, che ha richiesto molta sintonia e dialogo sul piano dell’organizzazione e che ha visto collaborare con grande slancio tutti i rispettivi settori. È stato sotto gli occhi di tutti a ogni replica il frutto della sinergia sul piano della creazione scenografica, della regia, del coordinamento sul palcoscenico.
Ci sono state importanti ricadute in tutti i settori, basti pensare a quello della comunicazione, declinato anche nelle sue forme più attuali sulla rete: Verdi e Rossetti hanno lavorato assieme nel mondo social e le visualizzazioni generate sul progetto sono state di quasi 1 milione. L'atteggiamento di reciprocità ha permesso inoltre svolte creative preziose e inusuali, per esempio la presenza di dodici professori d’orchestra nello spettacolo di prosa, a cui hanno assicurato una dimensione musicale intensa e molto incisiva. "Sono molto soddisfatto - commenta Giuliano Polo, Sovrintendente della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste - che in questa stagione il progetto congiunto dedicato a Romeo e Giulietta, abbia stabilito un importante ed innovativo passo avanti nella collaborazione tra i due principali centri di produzione delle arti performate della città di Trieste. Essendo il Verdi l’unica Fondazione lirico sinfonica di tutta la regione, è nostro impegno morale di collaborare con tutti gli altri attori del territorio per implementare sempre più e sempre meglio l’offerta culturale di FVG, per i cittadini e per supportare il rapido sviluppo turistico, e credo che questo progetto con il Rossetti abbia davvero segnato un benchmark importante come riferimento per il futuro." Polo ha ricordato nell'occasione la presenza al Teatro Verdi di Pordenone del dittico Mozart-Rossini che è stato stranamento poco promossa dall'ufficio stampa della Fondazione,e che ha portato olttre il Tagliamento la produzione di Pier Luigi Pizzi de Le Nozze di Figaro sotto la direzione di Enrico Calesso, con l'Orchestra stabile e il Coro preparato da Paolo Longo, e la stassa distribuzione applaudita a Trieste a inizio stagione, Giorgio Caoduro, Ekaterina Bakanova, Carolina Lippo, Simone Alberghini e via elencando. Pordenone sta inoltre per accogliere, come già il Teatro Nuovo Giovanni da Udine Il Barbiere di Siviglia rossiniano sempre diretto da Calesso e nella preziosa cornice scenica di Pizzi.
Tornando a Romeo e Giulietta: "Questo progetto ha dimostrato che quando due grandi istituzioni teatrali decidono di lavorare davvero insieme – non semplicemente affiancandosi, ma fondendo competenze, visioni e risorse – il risultato supera la somma delle parti" è opinione di Francesco Granbassi, Presidente del Rossetti. "Sono orgoglioso della collaborazione con la Fondazione Teatro Verdi: abbiamo costruito qualcosa di inedito, con coraggio e con la consapevolezza che l'eccellenza artistica produce valore concreto per il territorio, non solo sul piano culturale ma anche su quello economico. Iniziative di questa portata attraggono pubblico da fuori città e dall’estero, alimentando un indotto che va ben oltre le sale teatrali e che conferma come la cultura sia un motore di sviluppo autentico per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia. Voglio poi sottolineare un aspetto che mi sta particolarmente a cuore: sento troppo spesso artisti o sedicenti tali in giro per l’Italia che si lamentano della scarsa attenzione e della distanza delle istituzioni. Per noi il Ministero, la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste non sono semplici erogatori di contributi, ma sono molto spesso veri e propri partner di progetto, capaci di condividere una visione e di investire su di essa con lungimiranza. È questo il modello che vorremmo continuare a praticare e a costruire: istituzioni pubbliche e teatri uniti da una stessa idea di futuro per le arti e per i cittadini.
Voglio poi formulare un ringraziamento con il cuore al personale del Verdi e a quello del Rossetti, a Paolo Valerio, ai cast creativi e artistici, per aver così ben collaborato. Un’ultima annotazione personale: è stato molto bello vedere il cast lirico e quello della prosa farsi il tifo a vicenda". "Credo che a conclusione di questo lavoro" - ha dichiarato a sua volta un emozionato Paolo Valerio regista di entrambi gli spettacoli e direttore del Rossetti - "la riflessione più importante riguardi l’aspetto produttivo e creativo: Roméo et Juliette”/“Romeo e Giulietta nasce dalla fusione del sapere produttivo - ossia dell’eccellenza e dell’identità - della Fondazione del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e una volta di più tengo a ringraziare il Sovrintendente e i vertici del Verdi e il Presidente del Rossetti per la loro apertura quando un anno fa, ho condiviso l’idea di collaborare su un titolo shakespeariano espresso sia in lirica che in prosa, e di farlo in modo innovativo", intervenendo, ciè massicciamente sul testo di Shakespeare, aggiungamo noi. Un ringraziamento particolare va poi a tutti coloro - artisti, tecnici, personale organizzativo di entrambi i teatri - che sul palcoscenico, come negli uffici e dietro le quinte hanno contribuito alla riuscita dei due spettacoli. L’esito di questa coraggiosa sfida dimostra come Trieste, accanto alla clamorosa crescita dal punto di vista turistico di questi anni, possegga un punto di forza nella sua vocazione alla creazione culturale. Perché in questo ambito è meravigliosamente in grado di porsi obiettivi altrove impossibili.
Trieste è stata la culla della letteratura e della poesia del Novecento, e ora, nel nuovo millennio può e deve continuare a coltivare questa vocazione nel teatro e nelle arti. Bene fa la Regione Friuli Venezia Giulia che ha intuito tutto ciò e ha deciso di investire, come nessun’altra Regione in Italia, su questa preziosità, in armonia e continuo dialogo nazionale e internazionale. Come è accaduto per questa felice esperienza dei nostri due grandi teatri, il territorio del Friuli Venezia Giulia e di Trieste rappresenta un prezioso incubatore di arti, talenti, creatività". Sul piano della ricaduta e del significato culturale del progetto “Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta” vale ancora la pena di evidenziare come - in forza anche del prolungato percorso creativo dei due spettacoli - i teatri abbiano collaborato per rendere la tragedia shakespeariana un punto di partenza per intercettare pubblici diversi e specifici e per offrire loro occasioni di crescita e di formazione. In attinenza con i temi assoluti e universali del testo, lo Stabile regionale ha realizzato da febbraio 2026 un lungo laboratorio dedicato ai ragazzi delle scuole superiori di Trieste. Sette istituti, per un totale di oltre cinquecento partecipanti accompagnati da professionisti del Teatro Stabile e dalla psicologa Maria Aurora Russo, partendo dal plot di Romeo e Giulietta hanno compiuto un attualissimo percorso di riflessione sulle emozioni e sull’educazione sentimentale. E' stata insomma un’iniziativa che ha suscitato molto apprezzamento da parte delle scuole: con soddisfazione citiamo in proposito le parole rivolteci dalla Dirigenza del Liceo Carducci-Dante «Lo spettacolo è stato la conclusione naturale e magistrale di un percorso che ha permesso ai nostri alunni di avvicinarsi al linguaggio teatrale non come spettatori passivi, ma come fruitori consapevoli. Questa esperienza conferma, ancora una volta, quanto sia importante accompagnare le giovani generazioni alla scoperta delle istituzioni culturali del nostro territorio, trasformando l'arte in una vera e propria palestra di cittadinanza attiva».
Infine Il Rossetti e il Teatro Verdi - in sinergia con i loro partner abituali - hanno collaborato nella creazione di un ricco calendario di appuntamenti di preparazione e approfondimento a partire da gennaio 2026. Ben otto incontri collaterali, sempre a ingresso libero e volti a offrire strumenti e spunti per comprendere e apprezzare con maggiore pienezza un progetto così sfaccettato: si è passati dalle interviste impossibili a Romeo, a quelle reali ai protagonisti dello spettacolo di prosa a cura della professoressa Laura Pelaschiar dell’Università degli Studi di Trieste, al confronto fra libretto lirico e testo shakespeariano. E poi la conferenza di presentazione al Ridotto del Teatro Verdi con la partecipazione dei protagonisti di lirica e di prosa (rispettivamente Nina Minasyan e Galeano Salas e Giacomo Albites Coen e Caterina Truci), la consueta Guida all’Ascolto” al Museo teatrale Schmidl curata dall’Associazione Amici della Lirica, le indagini su Romeo e Giulietta delineate in italiano e inglese dal direttore della British School FVG Peter Brown e gli excursus nelle diverse arti a cura della pubblicista Sara del Sal.27/2028
Oltre un anno fa si è deciso di coprodurre due spettacoli, ma oggi si può con soddisfazione osservare come il risultato è stato raggiunto e abbia determinato beneficio ben più ampio sul piano della creazione artistica e della esperienza culturale assicurata al territorio. "Una simile esperienza" è opinione del Direttore artistico del Teatro Verdi Valerio Vicari 2conferma che il territorio del Friuli Venezia Giulia offre opportunità che sono sconosciute in altre regioni", parola di musicista nato e formatosi nella Capitale: "dovete essere molto contenti di essere nati in questa regione, nella sezione musiche di un Liceo per esempio, ho visto presenti tutti gli strumenti, una cosa inaudita altrove. Colgo dal collega Valerio l'invito a immaginare prospettive nuove, una visione, a immaginare un futuro per Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta e per altre collaborazioni che sicuramente verranno". Lo spettacolo di prosa, dopo il successo registrato al Teatro Verdi, ripartirà a febbraio 2027 e Trieste - città a cui riserverà due nuove repliche questa volta al Politeama Rossetti - sarà la prima tappa di una tournée che è ancora in costruzione ma che si prospetta ricca: sono già fissate infatti repliche a Palermo, Catania, Bologna, Brescia, Savona, Gorizia, Imola, in diverse città della Puglia, in Svizzera e a Ferrara, nella prospettiva di essere ripreso anche nella stagione 2027/2028. Come dire, se sono rose, fioriranno! 29/05 di Rino Alessi Info: www.ilrossetti.it www.teatroverdi-trieste.it bellaunavitaalloperablogspot.com

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