Grande successo per 55 secondi l'opera musical con cui Fiorenza Cedolins si congeda dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Impeccabile l'esecuzione e la regia di Ivan Stefanutti, le musiche di Cristian Carrara coinvolgenti: l'orrore del maggio 1976 è un ricordo pieno di dinamismo e positività

Mi scrive Fiorenza Cedolins nel lasciare il suo incarico di Direttore artistico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine per l’opera, l’operetta e la danza: “Sono molto felice che abbiamo chiuso in bellezza. Una serata non facile, un tema non facile ma grazie alla genuina spontaneità e al grande impegno della compagnia, nonostante la natura anche ieri sera, con il blackout, ci abbia ricordato che siamo sempre e solo piccoli esseri umani di fronte alla sua maestosa bellezza e forza, il pubblico ha capito tutto, anche il bisogno di sorridere di chi - come me e chissà quanti altri - era lì, in quei paeselli, quella sera… Ora lavoriamo affinché 55 secondi resti nel nostro patrimonio artistico e culturale vivo. Attraverso una semplice fiaba, chi non c’era, potrà capire forse più facilmente la nostra storia.”
Fiorenza Cedolins è tutto tranne che una persona diplomatica, è una donna caparbia, tenace, volitiva, crede in quello che fa e lo persegue anche a costo di rimetterci, come è stato nel caso del suo incarico al Giovanni da Udine. Ho seguito e apprezzato il suo comportamento perché portava aria nuova, un modo diverso di intendere l’offerta della musica d’arte, diversa da quella praticata in precedenza nel cosiddetto teatrone, più radicata nel territorio. Alla ricerca di un’identità autonoma, forse anche più provinciale se vogliamo, cercando di uscire dalla situazione, oggi subito ripresa, di contenitore per grandi orchestre e celebri direttori. Anche l’operazione 55 secondi, l’opera-musical in cui è rivissuta, cinquant’anni dopo, la terribile esperienza del terremoto che sconvolse il Friuli e lo pose sotto gli occhi di tutti, come modello da seguire per la difficile ricostruzione, va in quella direzione. Era l’ultima operazione che a Cedolins Direttore artistico era stata concessa, una sorta di manifesto dell’”essere friulano” in un’epoca globalizzata in cui le identità regionali stanno scomparendo, e con la volontà di mettere in luce una sorta di orgoglio friulano che il comportamento esemplare di quelle genti nell’affrontare la distruzione di un territorio prima e poi la sua ricostruzione, in qualche modo merita. L’opera musical ideato, voluto e messo in scena da Fiorenza Cedolins questo non è stato, o almeno, lo è stato solo in parte, in altre parole la volontà di raccontare in modo positivo lo slancio della ricostruzione in una situazione da paese delle meraviglie in cui le vicende familiari s’intersecano con quelle della Storia che ha un suo corso indipendente dai fatti spiccioli della quotidianità e la natura impedisce all’uomo di gestirne ogni dettaglio.
L’opera musical è comunque bene architettato e costituito da tre parti di cui è protagonista con il palcoscenico in cui agiscono numerosi personaggi la FVG Orchestra - non a caso l’Istituzione musicale e sinfonica del Friuli-Venezia Giulia ha commissionato e prodotto il progetto, affidandone le musiche, sempre pertinenti, a Cristian Carrara, la regia, le scene e i costumi, impeccabili, a Ivan Stefanutti, la direzione al talento di Paolo Paroni con il supporto del bel disegno luci di Claudio Schmid e l’utilizzo di un video, molto coinvolgente, di Stefano Bergomas che nella seconda parte dello spettacolo si è inceppato. Le due parti iniziali, quelle che si svolgono negli anni del terremoto, il 1976 e vent’anni più tardi, hanno fra loro una giusta consequenzialità, la terza, dopo un breve intervallo, quella in cui il video si è per l’appunto inceppato, si svolge ai nostri tempi, vuole raccontare il Friuli di oggi, dinamico, costruttivo, proteso verso il futuro e l’internazionalità. Ed è forse la parte che meno ci ha convinto e coinvolto, questione di età, molto probabilmente. Crediamo però che l’opera musical si sia adattato ai tempi di oggi in modo meno originale. La musica vira dall’opera della tradizione italiana al musical internazionale, che se vogliamo ne è la versione attuale, il canto si fa più ritmato e il dinamismo che contraddistingue tutto lo spettacolo, diventa a nostro modo di vedere, eccessivo. Detto questo, la realizzazione scenica ha superato brillantemente anche il blackout tecnico e la compagine artistica radunata in palcoscenico, si è rivelata all’altezza dell’operazione, molto presa dal progetto e in grado di restituirne il dinamismo e le intenzioni.
Andrea Binetti, che è il prete del paese immaginario, ha per una volta cercato di essere un personaggio credibile e umano, e non il clone di divi dell’operetta che non hanno bisogno d’imitazioni, ed è stato bravo. Con lui sono stati molto bravi tutti gli interpreti, dai più esperti come Federico Lepre e Stefania Seculin, cui spetta lo sgradevole personaggio della suocera triestina, a quelli più giovani in carriera come Iolanda Massimo, che è la protagonista Cati in tutte le fasi della vita con bella ed espressiva voce di soprano, o il baritono Andrea Piazza che porta l’esotismo siciliano in terra friulana, con autorevolezza scenica e vocale. Gli altri da Licia Piermatteo a Francesco Bossi, da Marianna Acito ad Amina Sandrini, da Askar Lashkin a Giovanni Nistri curano nel dettaglio ogni loro intervento e vanno lodati anche per la precisione e l’amalgama ottenuto negli assiemi il Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste e il Coro di voci bianche “Pueri cantores del Duomo di Udine” guidati da Annamaria Dell’Oste. La serata, terminata con grandi applausi, era stata introdotta dal Direttore artistico dell’evento Claudio Mansutti con l’intervento di Mario Anzil. Ci domandiamo se effettivamente 55 secondi possa essere rappresentato una sera soltanto al Nuovo Teatro Giovanni da Udine. E auguriamo pertanto a Fiorenza Cedolins, di avere l’energia e il dinamismo necessari per dare nuove opportunità a questa sua creatura appena nata e già tanto applaudita. Il messaggio che ci ha inviato questo dice. 7/04 di Rino Alessi Info: www.fvgorchestra.it www.teatroudine.it bellaunavitaalloperablogspot.com

Commenti

Post popolari in questo blog

DOPPIA INAUGURAZIONE NEL NOME DI FIGARO: AL TEATRO VERDI DI TRIESTE A SERE ALTERNE IL BARBIERE DI SIVIGLIA DI ROSSINI E LE NOZZE DI FIGARO DI MOZART: SUCCESSO PER TUTTI, MA SOPRATTUTTO PER PIER LUIGI PIZZI

CANDIDE DI LEONARD BERNSTEIN CHIUDE LA STAGIONE LIRICA 2024/2025 DEL TEATRO VERDI DI TRIESTE

Il TROVATORE AL TEATRO VERDI DI TRIESTE OTTIENE IL SUCCESSO ANCHE CON LA COMPAGNIA ALTERNATIVA: SUGLI SCUDI SAMUELE SIMONCINI E, IL NEOSOPRANO ALESSIA NADIN