L’ARTE E L’ESILIO DEL PIANISTA YURI EGOROV IN UNO SPETTACOLO DI LUCA MICHELETTI. L’attore, baritono e regista bresciano rende omaggio al musicista russo morto di Aids. Con lui in scena il pianistaa Ramin Bahrami al Teatro Borsoni di Brescia il 17 maggio. Tra i prossimi impegni come regista sarà al Teatro Greco di Siracusa nel 2027 con Filottete di Sofocle
Alla vicenda umana e artistica di uno dei più grandi pianisti del ventesimo secolo, Yuri Egorov, è dedicato “Un pianoforte in esilio” – recital che intreccia parole e musica a firma di Luca Micheletti, qui impegnato, oltre che come autore del testo, anche come interprete. Lo spettacolo, in programma domenica 17 maggio alle ore 18 al Teatro Borsoni di Brescia – prodotto da Cieli Vibranti in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano e con il patrocinio del Comune di Brescia – restituisce le tensioni di un artista capace di incarnare le inquietudini del suo tempo, che paiono specchiarsi “nell’intensità di una vita breve ma libera, orientata al coraggio e all’appropriazione identitaria al di fuori degli stereotipi”, dice il regista. Accanto a lui sul palco il pianista iraniano Ramin Bahrami, che con Egorov condivide l’esistenza di esule, e che interpreterà alcuni brani di Robert Schumann.
Era il 1976 – esattamente cinquant’anni fa – quando Yuri Egorov fu invitato in Italia, a Brescia, per sostituire in concerto Arturo Benedetti Michelangeli. Da allora, non fece più ritorno in Unione Sovietica. Fuggì prima a Roma, poi ad Amsterdam, dove iniziò una seconda vita lontana dal controllo del regime, sperimentando una nuova libertà artistica e personale. Morto di Aids a soli trentaquattro anni, di Egorov permane il ricordo di un talento vitale e bruciante, la cui vita Micheletti ripercorre in questo spettacolo intrecciando storia reale e immaginaria, mettendo la propria sensibilità di drammaturgo e interprete al servizio della sua tensione artistica.
Attore, regista e baritono dalla carriera internazionale – recentemente distintosi nel ruolo del titolo di Macbeth diretto da Riccardo Muti al Teatro Regio di Torino – Micheletti comincia il suo percorso artistico teatro di prosa, che lo vede dirigere “I Guitti” di Brescia e collaborare coi più grandi teatri e festival italiani; ottiene così i più illustri riconoscimenti del settore fra cui il Premio Ubu (2011), il Pirandello (2015) e il Premio Enriquez (2024). Il debutto come cantante avviene nel 2018, e segna un suo rapido affermarsi sulla scena internazionale, sia come interprete sia come regista. Tra gli allestimenti d’opera e di prosa da lui recentemente firmati si citano Simon Boccanegra alla Fenice di Venezia, L’ultimo viaggio di Sindbad di Silvia Colasanti al Teatro dell’Opera di Roma e Aiace al Teatro Greco di Siracusa, dove tornerà nel 2027 per la 62esima Stagione di rappresentazioni classiche mettendo in scena un altro testo di Sofocle, Filottete.
16/05 Comunicato Stampa Foto: E.Mereghetti Info: www.centroteatralebresciano.it/eventi/un-pianoforte-in-esilio bellaunavitaalloperablogpost.com

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