LUTTI NEL MONDO DELLA LIRICA; CI LASCIANO DAME FELICITY LOTT, CHE AVEVA ANNUNCIATO LA SUA PROSSIMA FINE CON SERENA IRONIA E IL REGISTA TRIESTINO GIANFRANCO VENTURA, PER ANNI COLLABORATORE DI GIANCARLO MENOTTI
All'annuncio della sua prossima fine è seguita, inevitabile, la morte avvenuta a Londra il 15 maggio scorso. Dame Feicity Lott, da tempo malata di cancro, lascia il marito, l'attore Gabriel Woolf, da cui, nel 1984, ha avuto una figlia, Emily. Nata a Cheltenham nel 1947, dama dell’Impero britannico dal 1996 e insignita anche della Legion d’onore francese, Felicity Lott è stata una delle più raffinate interpreti mozartiaane prima e poi del repertorio tedesco e francese della seconda metà del Novecento. Il suo nome resta indissolubilmente legato alle opere di Richard Strauss, di cui ha impersonato con eleganza aristocratica e malinconica umanità alcune delle figure femminili più importanti dalla Marschallin in Der Rosenkavalier, ad Arabella, Christine in Intermezzo fino alla Contessa Madeleine in Capriccio che interpretò alla Pergola di Firenze, in una delle sue rare apparizioni in Italia. Storica la sua apparizione come Marschallin in Der Rosenkavalier, soprattutto nelle leggendarie recite dirette da Carlos Kleiber alla Staatsoper di Vienna: interpretazioni diventate di culto per equilibrio stilistico, intensità emotiva e naturalezza teatrale. Felicity Lott disponeva però di una notevole corda ironica e seppe reinventarsi anche negli anni della maturità, mostrando un irresistibile talento comico nelle operette di Jacques Offenbach, che interpretò a Parigi, dove era abitudine vederla nel Marais in cui aveva preso casa, quando il Théâtre du Châtelet, per la regia di Laurent Pelly e sotto la direzione di Mark Minkowsky le diede l'occasione di essere un'irresistibile protagonista de La Belle Hélène, accanto a specialisti del genere come Michel Sénéchal e, con esito meno esilarante, ma pur sempre onorevole de La Grande-Duchesse de Gérolstein. Sul palcoscenico parigino Dame Felicity Lott abbandonava la malinconia e sapeva coniugare charme, autoironia e una recitazione scintillante, sempre percorsa da quel sense of humour tipicamente britannico. A Parigi partecipò anche a un'edizione radiofonica de Les Dialogues des Carmelites di Poulenc accanto a Régine Crespin. Donna di grande simpatia, era capace di smontare ogni atteggiamento divistico con una battuta improvvisa o con racconti pieni di autoironia sulla propria altezza, sulla timidezza giovanile e sul fatto di essersi sempre sentita, parole sue, "una specie di scusa ambulante".
Un altro lutto, nel mondo della lirica, ci arriva da Città della Pieve, in Toscana, dove è mancato, dopo lunga malattia il regista triestino Gianfranco Ventura. Collaboratore di Giancarlo Menotti in diversi teatri dalla Fenice a Venezia, alla Scala a Milano, dal Massimo a Palermo, al Teatro Verdi a Trieste, dall'Opera a Roma, al Petruzzelli a Bari, e poi all'estero: Opéra di Parigi, Opéra di Monte Carlo, Charleston Festival. Ha poi lavorato per molti anni come assistente alla regia stabile al Teatro Comunale di Firenze, dove ha avuto l'opportunità di collaborare con figure teatrali del calibro di Giulio Chazalettes, Luca Ronconi, Antoine Vitez, Roberto Guicciardini e Ugo Gregoretti. Le sue collaborazioni con Chazalettes a Bregenz, Vienna, Houston, Monaco, Berlino, Verona, Chicago, Melbourne, Sydney e Dallas si sono rivelate molto fruttuose, così come quelle con Jonathan Miller al Teatro Comunale di Firenze (Trilogia Mozart-Da Ponte, La Bohème, Idomeneo, Ariadne auf Naxos, Don Pasquale) e alla Scala (La Fanciulla del West, Manon Lescaut). Ventura ha collaborato con Franco Zeffirelli per la messa in scena de La Traviata all'Opéra di Parigi. Ha ricostruito gli allestimenti di Miller di Così fan tutte (Madrid e Festival Mozart di La Coruña), Le nozze di Figaro (Staatsoper di Vienna, Ferrara Musica, Opera di Roma), Anna Bolena (Bologna, Monte Carlo, San Carlo di Napoli), La Bohème (Teatro Comunale di Firenze). Al Festival di Spoleto ha ricostruito gli allestimenti di Giancarlo Menotti e ha collaborato con Alfredo Arias per Les Mamelles de Tirésias di Poulenc, nonché con Renata Scotto nella preparazione di Madama Butterfly a Genova e Ancona, e Adriana Lecouvreur a Santiago del Cile. La sua attività registica si estende a diverse produzioni, come quelle del Don Chisciotte di Paisiello al Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, della Rita di Donizetti e del Simon Boccanegra di Verdi al Teatro Comunale di Firenze, del Werther di Massenet al Teatro Filarmonico di Verona e per l' As.Li.Co. a Milano, del Don Pasquale di Donizetti nella stagione 1993/1994 al Teatro dell'Opera di Roma e dell'Elisir d'amore di Donizetti al Teatro Municipale di Santiago del Cile, per non dire dell'omaggio a Raffaello de Banfield con Una lettera d'amore di Lord Byron che Spiros Argiris diresse al Teatro Verdi di Trieste.
17/05 di Rino Alessi Info: www.felicitylott.de bellaunavitaalloperablogpost.com

Commenti
Posta un commento