NASCE A VILLAFRANCA DI VERONA IL CONCORSO INTERNAZIONALE DI CANTO LIRICO ALIDA FERRARINI. DAL 26 AL 27 GIUGNO AL TEATRO ALIDA FERRARINI LA PRIMA EDIZIONE: NE PARLIAMO CON LUCA GIACOMELLI FERRARINI PARTNER DELL'ORGANIZZATORE VENICE OPERA ARTS E MEMBRO DELLA GIURIA
Nasce il primo International Opera Singing Competition Alida Ferrarini a Villafranca di Verona, il paese natale del celebre soprano (Villafranca di Verona, 9 luglio 1946 – Verona, 26 giugno 2013). Artista di vaglia e persona squisita, Alida Ferrarini è scomparsa troppo presto. Il Comune del suo paese d’origine ha voluto onorarla intitolandole il teatro cittadino, che sarà palcoscenico della manifestazione. Dal 26 al 27 giugno prossimi l’associazione Venice Opera Arts, d’intesa con il Performer Luca Giacomelli Ferrarini, figlio di Alida e in arte come la madre, e con la collaborazione del Comune di Villafranca di Verona organizza e indice il primo Concorso Internazionale di Canto Lirico Alida Ferrarini presso il Teatro Alida Ferrarini di Villafranca di Verona. Il concorso è aperto a cantanti lirici di ogni nazionalità, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare giovani talenti e voci mature del panorama lirico internazionale in un territorio, quello veronese, fortemente connotato dalla passione per la musica lirica, soprattutto per quella che si fa in Arena. Non è un caso se, dopo un'iniziale parentesi come cantante di musica leggera - con alcuni 45 giri al proprio attivo-, e dopo aver vinto, nel 1974, il Concorso Internazionale Toti Dal Monte di Treviso e debuttato il 15 ottobre al Teatro Donizetti di Bergamo nel ruolo di Mimì ne La Bohème di Puccini accanto al Rodolfo di Max-René Cosotti, Ferrarini si presenta al pubblico dell’Arena di Verona fin dal nel 1975 debuttando come Frasquita nella Carmen di Bizet.
Nel 1976 è per la prima volta in Arena Ksenija, la figlia di Boris Godunov nell’opera di Modest Petrovič Musorgskij che interpreterà anche alla Scala sotto la direzione di Claudio Abbado. Al Festival lirico areniano affronta successivamente alcuni dei ruoli chiave del suo repertorio, da Micaëla in Carmen nel 1980, a Gilda in Rigoletto di Giuseppe Verdi nel 1981, dalla tenera schiava Liù nella Turandot di Giacomo Puccini nel 1988, a Mimì nel 1994 per chiudere nel 1998 con il paggio Oscar ne Un Ballo in Maschera di Verdi le sue presenze in Arena.
Il Teatro Filarmonico della sua Verona l’aveva applaudita nel 1977 per la sua prima Gilda. Nel 1978 vi tornò per la Norina nel Don Pasquale, nel 1981 fu Adina ne L'Elisir d'amore e nel 1997 intonò nel ruolo di Lauretta in Gianni Schicchi una delle arie pucciniane più celebri di tutto il repertorio sopranile “O mio babbino caro”.
Se Verona fu la base cui tornava spesso per stare accanto alla famiglia, la carriera toccò i teatri più importanti, di tutto il mondo. Alla Scala arrivò d’improvviso nel 1979 per sostituire Mirella Freni, indisposta, ne L'Elisir d'amore accanto a Luciano Pavarotti e a Leo Nucci.
Nel 1984 per l’inaugurazione della stagione fu Micaëla in Carmen diretta da Claudio Abbado e si ritagliò il successo più cospicuo della serata, non essendo i tre partner, Shirley Verrett, Plácido Domingo e Ruggero Raimondi in grande forma.
Cantò a Londra, a Parigi, a Vienna, ad Amburgo, a Montecarlo, sempre con grande soddisfazione: io la ricordo con piacere in Micäela alle Terme di Caracalla nel 1983, poi, più tardi a Palermo per la sua unica Despina in Così fan tutte, e a Bologna, nel 1998 ne Il Campiello di Wolf Ferrari, un’edizione di cui Luca Giacomelli vide tutte le recite. Racconto a Luca, che raggiungo al telefono, un episodio palermitano che mi rivelò la gentilezza e la signorilità di sua madre e ne è inorgoglito.
“Amava la sua vita d’artista, amava viaggiare ma al tempo stesso le piaceva l’umiltà delle piccole cose in famiglia. Mi ha sempre seguito nei miei studi, è sempre venuta ai miei saggi anche a scapito della vita mondana che, per professione, doveva fare. Il suo è stato un percorso variegato, era stata la ragazza del Clan di Celentano. Fu Tito Schipa, che l’ascoltò, che le impose di cambiare genere e di studiare il canto lirico indirizzandola nelle Marche da un baritono, Enzo Cecchetelli che fu insegnante di Canto nei Conservatori di Stato di Pesaro, Bolzano e al Liceo Musicale Brescia.
Gli studi musicali li compì, però, al Conservatorio Dall'Abaco di Verona.”.
Era una collega molto stimata, ricordo le parole d’elogio di Raina Kabaivanska per la sua Nannetta del Falstaff al San Carlo, al termine di una recita palermitana che non avevano potuto interpretare assieme. “Era molto stimata dai colleghi e li stimava molto, questo è sicuro. Ma in generale aveva stima di tutte le maestranze del teatro, in palcoscenico mi diceva, io non sono sola, ci sono i tecnici, gli orchestrali, il coro, le sarte. Una volta ad Amburgo, dove cantava L’Elisir d’amore, fu invitata a un party dopo teatro. Quando venne a sapere che le sarte ne erano state escluse, protestò con i macchinisti e decise che quella serata l’avrebbe trascorsa in compagnia delle sarte che invitò fuori a cena. Fu un gesto simpatico.”.
Fu una madre permissiva? “Non mi ha mai imposto nulla, quando però ha visto che ero perdutamente innamorato del teatro ha cominciato a insegnarmi a cantare, avevo sei anni. Abbiamo interrotto quando la mia voce ha cominciato a non essere più bianca per poi riprendere verso i diciotto. I miei studi li ho poi proseguiti a Milano e a Londra perché il mio desiderio era quello di diventare performer di musical, e oltre al canto ho dovuto approfondire la recitazione e la danza. Mi ha seguito nei miei primi passi. Mio padre era fotografo di moda, e poteva organizzare il suo lavoro in modo di raggiungerla nelle città dove era impegnata. Abbiamo girato il mondo.”.
Nel 2000 dopo le recite di La notte di un nevrastenico di Nino Rota e un’ennesima Lauretta dello Schicchi al Teatro Comunale di Bologna, sua madre decise di smettere… “Avrebbe certamente potuto continuare, ma preferì lasciare un buon ricordo. Mi disse che nei teatri aveva visto delle cose che non le erano piaciute e preferì dire basta. Per me fu un duro colpo.”.
Ora Luca Giacomelli Ferrarini sarà parte attiva nella realizzazione del primo Concorso Internazionale Alida Ferrarini, farà parte della grande giuria internazionale che giudicherà i partecipanti. Le informazioni su iscrizioni, mi comunica, si trovano sul sito www.veniceoperaarts.com/index.php/primo-concorso-in-canto-lirico-alida-ferrarini-mobile e a quello rimanda gli aspiranti che desiderino partecipare.
Partner della manifestazione sono l'Opera International Magazine, Opera Charm, Opera Mundus, EVE New media, Studiovenicefilm, Switchmedia, iCharm Agency.
A nome del Concorso Luca e gli organizzatori esprimono fin d’ora “un sentito ringraziamento alle importanti personalità internazionali del mondo dell’opera e della lirica che hanno dato la loro disponibilità a partecipare, in qualità di membri della giuria. Un ulteriore ringraziamento va a tutti gli sponsor che con il loro contributo renderanno possibile questa manifestazione.”.
31/05 di Rino Alessi Nelle foto, il manifesto del Concorso di Villafranca di Verona, Alida Ferrarini con Luciano Pavarotti ne L'Elisir d'amore, Luca Giacomelli Ferrarini, con Simone Piazzola e la Presidente di Venice Opera Arts Greta Lirussi, la locandina del Concorso con un bel ritratto di Alida Ferrarini Info: www.veniceoperaarts.com/index.php/primo-concorso-in-canto-lirico-alida-ferrarini-mobile
bellaunavitaalloperablogpost.com




Commenti
Posta un commento