11 giugno 1864: nasce Richard Strauss. Tra memoria, bellezza e futuro della musica: una biografia pubblicata da Zecchini Editore
Ieri, alla conferenza stampa-concerto che il Teatro Lirico Giuseppe Verdi ha organizzato per presentare la sua nuova produzione di Elektra, in cartellone dal prossimo 19 giugno, nessuno ha ricordato che era il giorno dell'anniversario della nascita di Richard Strauss. Bizzarra dimenticanza! L'11 giugno del 1864 nasceva infatti a Monaco di Baviera Richard Strauss, una delle figure più complesse e affascinanti della storia della musica. Compositore capace di attraversare il tramonto dell'Ottocento e le fratture del Novecento, Strauss ha saputo trasformare la tradizione in una continua reinvenzione, custodendo il patrimonio della cultura europea senza rinunciare alla sfida della modernità.
A oltre centosessant'anni dalla nascita, la sua musica continua a interrogare interpreti, studiosi e appassionati, offrendo uno sguardo unico sul rapporto tra memoria e innovazione, tra bellezza e inquietudine, tra passato e futuro.
Per celebrare questa ricorrenza Zecchini Editore propone una selezione di volumi che, da prospettive differenti, raccontano il pensiero musicale, l'ascolto, la creatività e il dialogo tra le opere e il nostro tempo.
Al centro, il volume di Alessandro Zignani dedicato a Richard Strauss, affiancato da altre pubblicazioni che esplorano il significato culturale e umano dell'esperienza musicale.
Perché la grande musica non appartiene soltanto alla storia: continua a parlarci, a provocarci e a illuminare il presente.
Alessandro Zignani
RICHARD STRAUSS
La rivoluzione dell’ordine. Vita e Opere
Richard Strauss ha attraversato la fine dell'Europa. Cresciuto nel culto della reazione alle vie che portavano alla dissoluzione dei modelli, ne ha attraversato il caos espressionista, per giungere al punto di non ritorno, dove l'arte si fa visione delle rovine. E dalla contemplazione del nulla è nata la sua utopia di un nuovo Umanesimo: una musica nata sulle testimonianze di chi, contro alla morte della luce, aveva eretto il culto delle umane emozioni. Da Mozart a Beethoven, attraverso Mendelssohn; e poi, a ritroso, verso Couperin, la Commedia dell'Arte, e le sue radici in una Grecità vista come visione del destino: l'intero divenire della cultura occidentale appare, nella sua musica, un museo della memoria. La sua figura, sottratta per lungo tempo, dalle Avanguardie che da lui si sentivano tradite, alle ragioni dell'arte, sta conoscendo negli ultimi tempi una riscoperta complicata dal senso di colpa per quanto, in lui, è stato frainteso. L'ironia, lo sguardo dell'artefice che si esprime solo nei caratteri in cui sparisce: questa umiltà del sapersi postumo, incapace di risposte, ci appare, oggi, così complessa da non essere mai stata, per sospetto di estetismo, mai indagata. Questo libro lo ripropone come il grande Contemporaneo, capace di riassumere nel suo culto della bellezza la sola fede possibile ad una cultura che muore. Nelle parole del suo sosia letterario, Hugo von Hofmannsthal, in Strauss, la profondità si nasconde sotto la superficie.
pp. VIII+220 - formato cm. 17x24 - Illustrato - Collana “Compositori” - Euro 29,00
ISBN 978-88-6540-449-2
12/06 Comunicato Stampa Info: ZECCHINI EDITORE
Via Tonale, 60 - I-21100 Varese - Italy bellaunavitaalloperablogspot.com

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