FILIPPO GORINI AL MAR PER LE SONATE DI SCHUBERT E FEDERICO GARDELLA. Venerdì 5 giugno, alle 21 30, nel chiostro della Loggetta Lombardesca di Ravenna
Dopo il primo recital e mentre si muove tra incontri in diverse case di riposo e masterclass sia al Conservatorio ravennate che all’Accademia di Imola, il pianista Filippo Gorini si appresta a salire di nuovo in palcoscenico per il secondo concerto della sua lunga residenza al Ravenna Festival. Al MAR (Museo d’Arte della città di Ravenna), presso il suggestivo spazio della Loggetta lombardesca, venerdì 5 giugno (alle 21.30) propone un altro sguardo sul progetto che sta portando avanti e che sta segnando profondamente la sua carriera, “Sonata for 7 Cities”, eseguendo la celeberrima Sonata in si bemolle maggiore D 960 di Franz Schubert preceduta dalla “Sonata d’altura” che egli stesso ha commissionato al compositore Federico Gardella per la residenza che lo ha impegnato a Città del Capo, appunto una delle “7 Cities” – a proposito, proprio questo progetto in questi giorni è stato “nominato” per il prestigioso Global Arts Prize for Innovation.
Federico Gardella, milanese, classe 1979, è certamente uno degli autori più autorevoli della sua generazione, con collaborazioni importanti, dal Festival di Spoleto all’Orchestra della Rai. Ed è lo stesso pianista a “raccontare” la sua Sonata: «costruita su contrasti estremi e gesti molto “rituali”: cellule chiare che vengono ripetute ed espanse, mentre un unico suono “preparato” assume un timbro quasi di gong e scandisce il tempo dando all’ascoltatore l’impressione di trovarsi al cospetto di un panorama immutabile e impassibile di fronte a qualsiasi gesto, anche il più estremo».
Oramai nome tra i più importanti della giovane scena internazionale, con all’attivo successi riscossi nelle sale più prestigiose del mondo, dalla Wigmore Hall al Teatro alla Scala, dalla Konzerthaus di Vienna alla Carnegie Hall, Filippo Gorini è sempre molto attento alla costruzione dei propri programmi, e spiega quindi l’accostamento di Gardella al capolavoro schubertiano: «il brano contemporaneo ha forte carica mistica: statica eppure densa, indescrivibile. E mi sembra naturale accostarvi, proprio per questo, la Sonata in si bemolle di Schubert: l’ultima che egli ha composto, poco più di un mese prima di morire, e che si articola su movimenti ampli, con frasi lunghissime e intere sezioni che sul filo della tensione si muovono come sul crinale immaginario che separa questo mondo da un altro, ovvero la realtà dal sogno».
Biglietti: posto unico non numerato 22 Euro (ridotto 20); under 18: 5 Euro
4/06 Comunicato Stampa Foto: Simone Pauly Info: www.ravennafestival.org bellaunavitaalloperablogspot.com


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