LU SANTO JULLARE FRANCESCO DI DARIO FO E FRANCA RAME AL TEATRO ALIGHIERI DI RAVENNA. Venerdì 5 giugno, alle 21 con Ugo Dighero, in occasione dei 100 anni dalla nascita di Fo

Ottocento anni dalla morte di San Francesco e cento dalla nascita di Dario Fo, scomparso dieci anni fa: a unire queste ricorrenze nel programma di Ravenna Festival è Lu santo jullare Francesco di Dario Fo e Franca Rame, venerdì 5 giugno alle 21 al Teatro Alighieri.
L’interpretazione dell’attore e mattatore Ugo Dighero e la regia di Giorgio Gallione riportano in scena questa fabulazione sulla vita del santo di Assisi che riprende gli stili e le forme del narrare del Mistero buffo nel virtuosistico e teatralissimo linguaggio del grammelot. Lavorando su leggende popolari, testi canonici del Trecento e documenti più recenti, Fo ha costruito una narrazione potente, giocosa e certo non agiografica del “giullare di Dio “, come lo stesso Francesco amava definirsi. Così il titolo della XXXVII edizione del Festival – Nacque al mondo un sole, verso che apre l’elogio del Santo nel Paradisodi Dante – si intreccia alla celebrazione dello straordinario percorso teatrale, ma anche di impegno politico e sociale, dell’autore Premio Nobel per la letteratura. D’altronde proprio quel riconoscimento fu motivato da come Fo, “seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità degli oppressi”. Lo spettacolo – di cui Lorenza Gioberti firma scene e costumi e Aldo Mantovani il disegno luci – è una coproduzione Teatro Nazionale di Genova | CMC/Nidodiragno, in collaborazione con Teatro della Juta, ed è parte delle celebrazioni del Centenario di Dario Fo promosse dalla Fondazione Dario Fo e Franca Frame. “Una scrittura popolare e satirica – sottolinea il regista Giorgio Gallione – poggiata su solide fonti storiche ma sempre decisamente agganciata al presente, tipica del grande affabulatore e satiro e giullare che Dario è stato. Di colui che ha fatto suo il castigat ridendo mores affisso un tempo sui portoni dei teatri vicino al busto di Arlecchino. Uno spettacolo ancora più necessario e imprescindibile oggi, dopo che un Papa di nome Francesco, primo nella storia, ha cercato di riportare la Chiesa a quella purezza francescana così lontana in questo momento storico”. Il racconto di Fo è spiritualità e mito, favola e satira. Disegna un Francesco uomo che si spoglia di ogni ricchezza per avvicinarsi ai diseredati, rifiutando ogni privilegio o ipocrisia, per predicare a uomini, lupi e uccelli un messaggio di fraternità e pace e per comporre il suo Cantico delle Creature.
Il Francesco, insomma, che descrive se stesso come “giullare di Dio” in un’epoca in cui i joculatores erano perseguitati e banditi, in quanto osceni e volgari buffoni. Nel riproporre questo titolo la regia di Giorgio Gallione tiene però conto di come il Cardinal Bergoglio, asceso al soglio papale nel 2013, abbia scelto per la prima volta nella storia del papato il nome Francesco, il santo della pace e del sorriso, della custodia del creato, della Chiesa povera per i poveri. Memore della lezione di Fo, lo spettacolo si muoverà su due percorsi paralleli, ripercorrendo la realtà storica del viaggio di Francesco nel mondo cristiano e contemporaneamente raccontando la rivoluzione riformatrice, ricca di ostacoli, che Papa Francesco ha avviato nella Chiesa del nostro tempo. La complessa riflessione a cui siamo chiamati sulla figura e la lezione di Francesco può ben scaturire da una risata: a dare voce a questo viaggio funambolico, spirituale e civile c’è Ugo Dighero, volto noto della scena italiana e già brillante interprete per anni di Mistero buffo su con la benedizione dello stesso Fo. Biglietti: posto unico numerato 15 Euro (ridotto 12); under 18: 5 Euro 4/06 Comunicato Stampa Info: www.ravennafestival.org bellaunavitaalloperablogpost.com

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