Padova: il Festival Bartolomeo Cristofori 2026. Una nona edizione nel segno della Rinascita per il Festival pianistico internazionale “Bartolomeo Cristofori”

Il Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori, promosso dall’Associazione Bartolomeo Cristofori con il sostegno di istituzioni pubbliche e partner privati, torna a Padova dal 5 al 28 settembre 2026. Giunto alla sua nona edizione, il festival propone 14 appuntamenti e interessanti novità, ponendo al centro una missione ambiziosa: la Rinascita. Una parola che non è solo un titolo, ma un manifesto programmatico. L’idea con cui è nato il Festival Cristofori era innanzitutto proprio quella di ricordare e omaggiare la figura dell’inventore del pianoforte, uno degli strumenti in assoluto più diffusi e più amati in tutto il mondo. L’invenzione, oggi storicamente attribuita al padovano Bartolomeo Cristofori negli ultimi anni del 1600 alla corte dei Medici a Firenze, fu al centro di un’accesa disputa nell’Ottocento, secolo in cui diversi paesi europei cercarono di rivendicarne la paternità.
Il Festival proporrà un programma diffuso che coinvolgerà città, istituzioni, università e luoghi simbolo del territorio, trasformando il Veneto in una grande mappa sonora dedicata al pianoforte. Il suo cartellone esplora la capacità della musica di generare nuove visioni, celebrando il ritorno alla luce di compositori che hanno saputo trasformare i momenti di crisi in opere immortali, ma racconta anche il ritorno alla luce di storie personali, relazioni e possibilità che la musica continua a generare. Come ha ricordato il presidente dell’Associazione Cristofori, Nicola Guerini, cogliendo l’essenza profonda di questo nuovo capitolo: “C’è una musica che nasce dal silenzio, una che restituisce voce a ciò che sembrava perduto e una che trova nuove forme per raccontare il presente. La nostra visione — dice Guerini — punta a una politica culturale fondata sulla qualità artistica, ma anche sull’accessibilità e sulla costruzione di reti capaci di generare valore collettivo e condiviso. Iniziative come quelle in carcere e all’Asilo Notturno dimostrano in maniera concreta come la musica possa diventare uno strumento prezioso di ascolto, inclusione e crescita.” Questa spinta ideale trova una sponda naturale nella direzione artistica di Alessandro Tommasi, che declina la tematica in una chiave strettamente musicale e storica.
Il festival si propone infatti come “un viaggio che attraversa e percorre la Rinascita,” intesa come “una vera e propria missione artistica che punta a riprendere il patrimonio del passato per riportarlo in una nuova epoca, anche ridando concretamente voce a strumenti antichi recuperati che tornano a suonare dopo anni di silenzio.” Una rinascita che per Tommasi tocca anche la sfera intima dei grandi compositori, capaci di superare le crisi personali attraverso la creazione, ed esplora la musica come strumento di cura, in grado di rompere la solitudine e generare benessere sia nei contesti sociali che attraverso la divulgazione scientifica, aprendosi quest’anno anche al linguaggio delle famiglie e dei più piccoli. “Il festival — conclude Tommasi — è un progetto in progress che ogni anno aggiunge un elemento nuovo per far crescere la cultura musicale e connettere le nostre radici al futuro.” A legittimare il forte legame tra il festival e il territorio è intervenuto l’assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio, che ha voluto sottolineare come il Cristofori, a differenza di molti festival che arrivano e spariscono come meteoriti, non sia un evento costruito a tavolino, ma una realtà che affonda le radici nell’“humus della città, della sua stratificazione e della sua storia profonda.” Per Colasio, il grande merito del festival è quello di aver operato una “riconnessione profonda tra le ceneri della storia e la fiammata del presente”, ricongiungendo i fili di una memoria cittadina lacerata per trasformare la progettualità culturale in una vera e propria “forma urbana” che definisce l’identità stessa di Padova, quest’anno candidata a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Calendario e programma Le Anteprime del Festival, dal 5 al 16 settembre, saranno un preambolo al Festival vero e proprio con un articolato programma che conferma la vocazione territoriale e multidisciplinare della manifestazione. Padova, Rovigo, Este, Praglia e Conegliano ospiteranno concerti, incontri e progetti speciali in cui il pianoforte entrerà in dialogo con musei, abbazie, chiostri e spazi urbani, intrecciando musica, architettura e paesaggio culturale. Sabato 5 settembre alle ore 17.00 nella Sala del Romanino dei Musei Civici agli Eremitani di Padova si inizierà con “Dinamiche pianistiche”, un incontro dedicato al mondo del pianoforte a cura del musicologo Simone Di Crescenzo con la presentazione del volume Galassia pianoforte del saggista e critico musicale Enzo Beacco, in collaborazione con Il Saggiatore.
Nella stessa giornata, alle ore 21.00, l’Auditorium Venezze a Rovigo, ospiterà “Nubes – Attraverso le frontiere”, concerto che vedrà protagonisti il violoncellista Francesco Dillon e il pianista Alessandro Lanzoni in un programma che intreccia repertorio classico, improvvisazione e tradizioni popolari brasiliane. Dillon, tra i più apprezzati interpreti italiani del repertorio contemporaneo, collabora regolarmente con festival ed ensemble internazionali ed è docente al Conservatorio della Svizzera italiana. Lanzoni, pianista e compositore tra le voci più originali del jazz europeo e già noto al pubblico del Festival Cristofori, affianca all’attività concertistica una costante ricerca tra scrittura e improvvisazione, muovendosi con naturalezza tra linguaggi e tradizioni musicali diverse. L’11 settembre, alle ore 21.00, il Chiostro di San Francesco di Este ospiterà “New Moon”, progetto che intreccia musica e arti visive attraverso il dialogo tra la pianista Sabina Hasanova e la sand artist Anna Vydyakina in un programma che spazia tra Ravel, Boulanger, Debargue, Glass, Čajkovskij, Piazzolla e la stessa Hasanova, accostando repertorio pianistico, suggestioni contemporanee e disegno dal vivo sulla sabbia. Il 13 settembre, alle ore 18.00, l’Abbazia di Praglia accoglierà il pianista Michele Candotti con un recital interamente dedicato a Franz Liszt, in collaborazione con il Verona Piano Competition e il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei. In programma pagine di grande virtuosismo e intensità poetica, dalle Harmonies du soir alle parafrasi da concerto su Ernani e Rigoletto di Verdi, fino alla Ballata n. 2 e ad Après une lecture du Dante, una delle più visionarie pagine pianistiche lisztiane. Tra gli appuntamenti più significativi delle anteprime figura il progetto sociale “Musica senza barriere” che giunge alla sua II edizione, in programma il 14 settembre nella Casa Circondariale di Verona. Protagonista sarà il pianista jazz Giuseppe Dato, interprete attento e da tempo impegnato in progetti che indagano il valore civile della musica. Il concerto nasce da un laboratorio di ascolto e confronto con i detenuti, in collaborazione con il progetto I Suoni della Bellezza, già protocollo con l’Amministrazione penitenziaria del Triveneto: parole, riflessioni e testimonianze raccolte all’interno dell’istituto diventeranno materia narrativa e musicale, in un’esperienza che mette al centro la musica come strumento di relazione e inclusione. Il 15 settembre, alle ore 19.30, il Festival si sposterà nel Chiostro di San Francesco a Conegliano con il progetto “Notturni e Canzoni”, che intreccia il pianoforte di Claudia Minieri, i live electronics di Massimo Sacchetto, e la narrazione fotografica di Antonio Chiarello, costruendo un percorso tra memoria e contemporaneità in cui linguaggi diversi si incontrano e dialogano.
Completerà il percorso di Anteprima del Festival il concerto in programma il 16 settembre alle ore 18.00 al NET Center di Padova sostenuto dalla Fondazione Ferrari Salimbeni come primo di una serie di appuntamenti annuali dedicati ai migliori talenti padovani del pianoforte. Protagonista sarà Davide Scarabottolo, giovane pianista formatosi tra Conservatorio Pollini di Padova, Accademia di Imola e Università di Vienna, vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali e già ospite di importanti sale da concerto in Italia e all’estero. Il programma attraverserà Chopin, Rachmaninov e Liszt, anticipando idealmente alcuni dei temi centrali dell’edizione 2026: il rapporto tra virtuosismo, introspezione e rinascita creativa. Il Festival inaugurerà ufficialmente il 17 settembre alle ore 20.30 al Teatro Verdi di Padova. Protagonista assoluto dell’edizione 2026 sarà il Pianista in Residenza Lucas Debargue, insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal M. Giuseppe Mengoli, primo italiano a vincere il Concorso Mahler di Bamberg. Straordinario esempio di “Rinascita”, il pianista e compositore francese, rivelazione del Concorso Čajkovskij del 2015, ha costruito un percorso artistico unico nel panorama contemporaneo. Tutt’altro che un enfant prodige, dopo aver interrotto gli studi musicali durante l’adolescenza per dedicarsi alla letteratura e alla filosofia, è tornato al pianoforte a vent’anno sviluppando uno sguardo totalmente libero da convenzioni accademiche. Oggi si esibisce nelle più prestigiose sale del mondo e incide in esclusiva per Sony Classical. Musicista dalla curiosità inesauribile, Debargue affianca al grande repertorio una costante attività di compositore e improvvisatore: il Festival Cristofori ne accompagnerà anche il debutto italiano come autore, confermando la propria vocazione a sostenere la creatività contemporanea. In programma il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov e la Quinta Sinfonia di Pëtr Il’ič Čajkovskij, due capolavori che raccontano il rapporto tra crisi e rinascita, dolore e speranza, in un vero ritorno alla luce. Composto dopo un lungo periodo di silenzio creativo e dedicato al medico Nikolaj Dahl, che aiutò il compositore a superare una profonda depressione, il Concerto n. 2 di Rachmaninov rappresenta una delle più straordinarie testimonianze di rinascita artistica della storia della musica. Un’opera in cui la fragilità si trasforma in slancio creativo e che incarna perfettamente il tema scelto per l’edizione 2026 del Festival.
Debargue tornerà sul palco il 19 settembre alle ore 20.30 nella Sala dei Giganti con un recital che attraversa alcuni dei territori più cari alla sua sensibilità artistica: la Sonata n. 2 di Rachmaninov, i Quadri da un’esposizione di Musorgskij e la prima esecuzione italiana delle sue Variazioni su temi di Gershwin, in un dialogo continuo tra tradizione, improvvisazione e scrittura contemporanea. Il 20 settembre, alle 18.00, ad Arquà Petrarca (Pd), l’artista sarà invece al centro del Progetto Petrarca, giunto alla quinta edizione. Il suo Sonetto dal Petrarca, nuova commissione del Festival ispirata al poeta aretino, verrà presentato in prima esecuzione assoluta dal giovane pianista e compositore georgiano Sandro Nebieridze, medaglia d’argento al Concorso Busoni di Bolzano tra i talenti più promettenti della nuova scena internazionale. Un incontro ideale tra musica e letteratura che riafferma la vocazione del Festival a mettere in dialogo patrimoni culturali, linguaggi e generazioni diverse. Un altro momento di grandissimo rilievo sarà, il 18 settembre alle ore 20.30 nella Scuola della Carità di Padova, la presenza di Thomas Adès, che per la prima volta si esibirà in Italia in veste di pianista. Il musicista britannico proporrà un recital che attraversa Haydn, Janáček, Stravinskij, Bartók e Beethoven, accostando ai grandi classici alcune sue composizioni, tra cui le Blanca Variations e la prima esecuzione italiana di Vesper. Un programma che riflette sul dialogo continuo tra passato e presente, mostrando come la tradizione possa rinnovarsi senza perdere la propria forza originaria. Adès, tra i compositori viventi più eseguiti e influenti del panorama internazionale, direttore d’orchestra, pianista e autore di opere entrate stabilmente nel repertorio contemporaneo, ha collaborato con istituzioni come i Berliner Philharmoniker, il Metropolitan di New York, la Royal Opera House di Londra, i Boston Symphony e il Teatro alla Scala di Milano. Le sue composizioni sono eseguite regolarmente dalle più importanti orchestre del mondo e la sua attività artistica si distingue per la capacità di intrecciare tradizione e sperimentazione, rigore formale e libertà creativa. Il rapporto tra memoria e creazione contemporanea attraversa anche il concerto del 25 settembre alle ore 20.30 nella Scuola della Carità, che vedrà protagonisti il violoncellista Ettore Pagano e il pianista Massimo Spada in un programma che mette in dialogo epoche e linguaggi diversi, interrogandosi sul rapporto tra eredità musicale e nuove possibilità espressive, spaziando dalla Suite italienne di Stravinskij alla Sonata per violoncello e pianoforte di Rachmaninov, passando per una nuova commissione del Festival firmata da Tiziano de Felice.
Classe 2003, Pagano è una delle figure più luminose della nuova scena musicale europea: dopo il Premio Abbiati 2025 e il Classeek Award agli International Classical Music Awards, il violoncellista romano si è imposto nelle scorse settimane al Queen Elisabeth Competition di Bruxelles, conquistando il Primo Premio della più prestigiosa competizione internazionale dedicata al violoncello. Un riconoscimento che lo proietta definitivamente nel panorama mondiale e che gli consentirà di suonare per i prossimi quattro anni lo storico Matteo Goffriller, violoncello appartenuto a Pau Casals. Al suo fianco ci sarà il pianista Massimo Spada, interprete apprezzato per la versatilità e la costante attenzione al repertorio del Novecento e contemporaneo. Grande attenzione sarà dedicata anche al rapporto tra musica e scienza. Il 26 settembre alle ore 20.30, la Sala dei Giganti ospiterà il Neurorecital del pianista e neuroscienziato Nicolas Namoradze, realizzato in collaborazione con Science for All e l’Università di Padova. Attraverso un programma che accosta Bach, Debussy, Skrjabin, Ravel e una sua composizione in prima esecuzione italiana, il musicista guiderà il pubblico in un’esperienza immersiva che supera i confini tradizionali del concerto, aprendo nuove prospettive sul legame tra arte, percezione e ricerca scientifica. Vincitore del Concorso Internazionale Honens e ricercatore di neuroscienze cognitive presso il King College di Londra, Namoradze è tra i protagonisti più innovativi della scena musicale contemporanea grazie a una ricerca che unisce pratica esecutiva e studio dei meccanismi cerebrali legati all’ascolto e alla memoria. Sarà la pianista padovana Leonora Armellini, prima donna italiana a salire sul podio del Concorso Chopin di Varsavia, a chiudere il Festival il 28 settembre, alle ore 20.30, in Sala dei Giganti a Padova con il nono appuntamento del Progetto Chopin. Accanto ai grandi interpreti internazionali, il Festival conferma il proprio impegno nei confronti delle nuove generazioni e della dimensione sociale della musica. Ne sono esempio i BartoloTalk, i BartoloTour nell’Urbs Picta, e lo spettacolo Pianocchio. Quest’ultimo progetto, pensato per avvicinare i bambini della scuola primaria al pianoforte, è curato dalla didatta Monique Ciola, su testi di Remo Vinciguerra, considerato il ‘Gianni Rodari’ della musica classica, e coinvolgerà giovanissimi talenti, selezionati nel concorso Vinciguerra di Verona, che suoneranno per i loro coetanei, bambini della scuola primaria, mentre Monique racconterà la storia di Pianocchio. Si rinnova inoltre il Premio Cristofori d’Oro che dal 2025 viene conferito alle eccellenze del pianismo internazionale e consegnato durante la serata d’inaugurazione del festival, così come la collaborazione con il Consorzio per la tutela dei vini del Colli Euganei per la realizzazione dell’etichetta e bottiglia dedicata alle edizioni del festival.
Tra le partnership quelle con l’associazione Unesco e Padova Urbs Picta che accoglierà negli spazi dei loro siti alcuni eventi del festival 2026, e PA.FI.RO, ponte culturale tra Padova-Firenze-Roma: Padova sede del Festival e città natale di Bartolomeo Cristofori; Firenze, città che ne accolse il genio creativo e sede dell’Accademia Bartolomeo Cristofori e Roma con il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali che custodisce un pianoforte di Bartolomeo Cristofori. In questo contesto di comunità nasce quest’anno il Circolo Cristofori, espressione dell’impegno dell’Associazione Bartolomeo Cristofori nella valorizzazione dell’eccellenza in ambito artistico, culturale e imprenditoriale. Si tratta di un riconoscimento esclusivo, conferito a personalità che contribuiscono alla crescita e alla diffusione del sapere, della creatività e dell’innovazione, simboleggiato dall’ideazione della Spilla del Circolo Cristofori, segno distintivo di appartenenza, responsabilità e impegno culturale. La nona edizione sarà presentata ufficialmente l’8 settembre a Padova, a Palazzo Moroni, il 9 settembre a Venezia, a Palazzo Ferro Fini, sede della Regione del Veneto, e il 15 settembre a Roma, alla Camera dei Deputati: un percorso istituzionale che testimonia la crescita costante del progetto culturale ideato dall’Associazione Bartolomeo Cristofori e ne conferma la rilevanza nel panorama musicale nazionale. «La costante crescita del Festival ci ha portato quest’anno a presentare il programma non solo a Padova e presso la Regione Veneto, ma anche alla Camera dei Deputati – dichiara il Presidente dell’Associazione Bartolomeo Cristofori, Maestro Nicola Guerini – Un riconoscimento che premia il lavoro sviluppato nel corso degli anni e la partecipazione di quanti contribuiscono a far crescere questa iniziativa culturale. Questa tappa segna un passaggio significativo nel percorso che ci conduce alla decima edizione e conferma il ruolo che il Festival ha conquistato nel panorama nazionale, grazie alla valorizzazione della qualità artistica, all’attenzione per i progetti sociali, al coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio e al dialogo costruttivo con le istituzioni e l’imprenditoria culturale». Ulteriore novità dell’edizione 2026: il festival è risultato vincitore del bando SIAE Per Chi Crea, grazie al quale sta nascendo un progetto con finanziamento nazionale per la commissione di nuove opere a giovani compositori e concerti in tutta Italia, con il Festival Cristofori nel ruolo di capofila. Un festival in progress che ogni anno aggiunge un nuovo tassello, espandendosi a livello locale e nazionale per custodire il fuoco della tradizione. Proprio come ricorda la citazione di Gustav Mahler, ripresa da Nicola Guerini in chiusura della conferenza stampa: «La tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco». Programma in breve: Dal 5 al 16 settembre Anteprime del Festival a Rovigo, Este, Piove di Sacco, Conegliano, Verona e presso il Net Center a Padova. 5 settembre, ore 17.00 Musei Civici agli Eremitani, Padova “Dinamiche pianistiche” Incontro dedicato al mondo del pianoforte a cura del musicologo Simone Di Crescenzo e presentazione del volume Galassia pianoforte di Enzo Beacco. 5 settembre, ore 21.00 Auditorium Venezze, Rovigo “Nubes – Attraverso le frontiere” Concerto del violoncellista Francesco Dillon e il pianista Alessandro Lanzoni in un programma che intreccia repertorio classico, improvvisazione e tradizioni popolari brasiliane. L’11 settembre, ore 21.00 Chiostro di San Francesco, Este (Pd) “New Moon” Progetto che intreccia musica e arti visive attraverso il dialogo tra la pianista Sabina Hasanova e la sand artist Anna Vydyakina. Il programma attraverserà Ravel, Boulanger, Debargue, Glass, Čajkovskij, Piazzolla e la stessa Hasanova, accostando repertorio pianistico, suggestioni contemporanee e disegno dal vivo sulla sabbia. 13 settembre, ore 18.00 Abbazia di Praglia Recital del pianista Michele Candotti 14 settembre Casa Circondariale di Verona progetto sociale “Musica senza barriere” Concerto del pianista jazz Giuseppe Dato, interprete attento e da tempo impegnato in progetti che indagano il valore civile della musica. Il concerto nasce da un laboratorio di ascolto e confronto con i detenuti, in collaborazione con il progetto I Suoni della Bellezza. 15 settembre, 19.30 Chiostro di San Francesco, Conegliano (Tv) “Notturni e Canzoni” Progetto che intreccia il pianoforte di Claudia Minieri, i live electronics di Massimo Sacchetto, e la narrazione fotografica di Antonio Chiarello, costruendo un percorso tra memoria e contemporaneità in cui linguaggi diversi si incontrano e dialogano. 16 settembre, ore 18.00 NET Center, Padova Recital del pianista Davide Scarabattolo, sostenuto dalla Fondazione Ferrari Salimbeni, primo di una serie di appuntamenti annuali dedicati ai migliori talenti padovani del pianoforte. 17 settembre, ore 20.30 Teatro Verdi, Padova Inaugurazione ufficiale con il pianista in residenza Lucas Debargue e l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Giuseppe Mengoli 18 settembre, ore 20.30 Scuola della Carità, Padova Nuovi Classicismi Thomas Adès, pianoforte 19 settembre, ore 20.30 Sala dei Giganti, Padova Recital del pianista Lucas Debargue 20 settembre, ore 18:00 Arquà Petrarca (Pd) Progetto Petrarca, prima esecuzione assoluta del Sonetto per pianoforte di Lucas Debargue. Commissione Festival Cristofori 2026 25 settembre, ore 20.30 Scuola della Carità, Padova Ritorno alla luce Ettore Pagano, violoncello Massimo Spada, pianoforte 26 settembre, ore 20.30 Sala dei Giganti, Padova Neurorecital. La musica della mente Nicolas Namoradze, pianoforte In collaborazione con Science 4 all 28 settembre, ore 20.30 Sala dei Giganti, Padova Progetto Chopin IX Leonora Armellini, pianoforte Prevendite dal 6 luglio 28/06 Comunicato Stampa Info: www.cristoforipianofestival.it bellaunavitaalloperablogpost.com

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