Scopri la Stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala, la prima di Myung-Whun Chung come Direttore musicale
La Stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala si presenta con
una serie di importanti novità. Il Maestro Myung-Whun Chung
corona il suo lungo e proficuo rapporto con l’Orchestra e il Coro
scaligeri e con il pubblico milanese assumendo la carica di Direttore musicale, ed esordisce in questa veste con due grandi
titoli verdiani, Otello e Macbeth. Il Sovrintendente e Direttore
artistico Fortunato Ortombina firma la prima programmazione
interamente concepita da lui, e sceglie di affiancare ai grandi
maestri di casa alla Scala un gruppo di giovani emergenti e
nomi nuovi: su tredici titoli d’opera sono tre i titoli mai eseguiti
a Milano, quattro i debutti direttoriali e altrettanto quelli registici, mentre si moltiplicano le nuove voci. Tratto distintivo delTeatro alla Scala è essere una casa per l’opera ma egualmente
per il balletto, per i concerti e per gli incontri, con un’attenzione
particolare per i più giovani che costituiscono ormai stabilmente un terzo del pubblico complessivo.
L’Opera
La prima Stagione di Myung-Whun Chung come Direttore
musicale si apre con Otello con la regia di Damiano Michieletto: un titolo particolarmente atteso per l’autorevolezza verdiana del direttore, per la sensibilità e il prestigio del regista e per
l’eccellenza del cast, oltre che per la ricorrenza dei 50 anni dalla
prima diretta di un’inaugurazione scaligera sulla RAI. Un titolo raffinato e prezioso eseguito per l’ultima volta alla Scala nel
1948 apre il calendario del 2027: Les Pêcheurs de perles di Georges Bizet, di cui nella stagione precedente si esegue Carmen,
offre le sue atmosfere esotiche e incantate al doppio debutto del
direttore Henrik Nánási e del regista Arnaud Bernard. Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, fa parte della tradizione
scaligera grazie a una serie di allestimenti entrati nella storia.
Nel 2027 il Teatro riprende la classica regia di Robert Carsen
con la direzione già autorevole del giovane Thomas Guggeis. Il
leggendario allestimento della Bohème di Giacomo Puccini creato da Franco Zeffirelli nel 1963 torna con la direzione di Daniel
Oren, mentre a Chiara Muti è affidata la regia di Anna Bolena,
capolavoro donizettiano che manca dalla Scala dal 2017. Sul podio debutta Francesco Ivan Ciampa, ormai riconosciuto tra i più
autorevoli e interessanti nuovi direttori italiani. Riccardo Chailly ripropone nel un nuovo allestimento di Kasper Holten The
Rake’s Progress di Igor Stravinskij, opera che nel 1979 segnò un
passo importante del suo percorso artistico. Il Direttore musicale Myung-Whun Chung torna con Macbeth di Giuseppe Verdi
nel tenebroso e suggestivo spettacolo di Barrie Kosky. Tra le
opere di Jules Massenet meno eseguite in Italia c’è sicuramente
Don Quichotte, che la Scala propone nell’allestimento di Damiano Michieletto con la direzione esperta di Bertrand De Billy.
I Puritani di Vincenzo Bellini manca dalla Scala dal 1971: l’attesissimo ritorno vede Fabio Luisi, Maestro dal vasto repertorio
e di consolidato prestigio internazionale dopo le esperienze a
Dresda e al Metropolitan, sul podio di un nuovo spettacolo di
Davide Livermore. Il repertorio operistico operistica degli Stati
Uniti, e in particolare le correnti minimalista, e post-minimalista ha storicamente ricevuto scarsa attenzione in Italia e alla
Scala. Per questo è particolarmente importante la proposta di
Nixon in China di John Adams, nel quarantesimo dalla composizione, diretta da Kent Nagano nell’apprezzato allestimento di
Valentina Carrasco che fa così il suo debutto al Piermarini. È
italiano il titolo scelto per celebrare il bicentenario di Beethoven:
Leonora di Ferdinando Paër, che ebbe la sua prima a Dresda nel
1804 e servì da modello al compositore di Bonn per la sua unica
opera Fidelio, giunge per la prima volta sul palcoscenico scaligero con la direzione di Roland Boër e il debutto del giovane
regista Daniele Menghini, che coordineranno le forze artistiche
dell’Accademia. Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini torna
nell’allestimento di Leo Muscato con il direttore belga-americano ma di origini italiane Giulio Cilona, giovane Kapellmeister
della Deutsche Oper di Berlino per la prima volta alla Scala.
Conclude la Stagione una nuova produzione di una delle vette
più struggenti del Seicento musicale, Dido and Æneas di Henry Purcell, diretto dal milanese Gianluca Capuano. Lo spettacolo è affidato al regista-coreografo Marcos Morau cui spetta
il compito di restituire in linguaggio contemporaneo la forma
ibrida del Masque barocco, tra danza e teatro.
Il Balletto
La Stagione firmata da Frédéric Olivieri conferma la continuità come elemento centrale di crescita artistica e apertura a
nuove sfide stilistiche. Arrivano nuovi titoli, in debutto per la
Scala, e tornano importanti balletti del repertorio per valorizzare il percorso degli artisti della Compagnia, offrire opportunità alle nuove generazioni e consolidare qualità interpretative, versatilità e capacità di confronto con linguaggi differenti.
La Stagione propone sette programmi per nove titoli, con
cinque riprese e quattro novità. Tra queste spicca la Giselle di
Akram Khan, nata nel 2016 per l’English National Ballet e ora
affidata al Balletto della Scala: una prima nazionale che segna
un nuovo capitolo nel dialogo con i protagonisti della danza
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contemporanea. Ad aprire la Stagione sarà Lo schiaccianoci
di Rudolf Nureyev, appuntamento simbolo delle feste e occasione di crescita per Compagnia e Scuola di Ballo. Tornano
inoltre Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine e Paquita di Pierre Lacotte, lavori che valorizzano l’intera
Compagnia e il legame tra formazione e professione. Nel centenario della nascita di Maurice Béjart la Scala gli dedica un
omaggio con L’uccello di fuoco, Boléro e Serait-ce la mort?, titolo
mai presentato prima al Piermarini. Accanto al repertorio si
rafforza l’attenzione alla creazione contemporanea con il Dittico Dawson / Morau interpretato per la prima volta dal nostro
Corpo di Ballo e con il ritorno del Gala Fracci, appuntamento
dedicato alla memoria della grande artista e alla trasmissione della sua eredità. La Stagione segna inoltre l’avvio di una
collaborazione con il Piccolo Teatro, che nel 2027 compie 80
anni, con Mount Ventoux del collettivo Kor’sia, anche questo
interpretato per la prima volta dalla Compagnia scaligera.
Fondamentale, infine, il contributo dei direttori d’orchestra,
tra conferme e nuove collaborazioni, a sostegno della qualità
musicale della programmazione.
I Concerti
Fulcro della programmazione concertistica del Teatro alla
Scala è la Stagione Sinfonica, con due concerti affidati al Direttore musicale Myung-Whun Chung che celebra il bicentenario della scomparsa di Beethoven e uno a Riccardo Chailly
che presenta la Johannes-Passion di Bach; il primo concerto è
però diretto da Alexander Soddy cui seguono Robin Ticciati e due debutti sinfonici d’eccezione: Klaus Mäkelä e Kirill
Petrenko, presente anche nel ciclo di Orchestre ospiti con
i Berliner Philharmoniker. Le altre orchestre includono la
Freiburger Barockorchester con la Matthäus-Passion diretta
da Simon Rattle, L’Orchestre de Chambre de Lausanne con
Renaud Capuçon, Les Talens Lyriques diretti da Christophe
Rousset in Hippolyte et Aricie di Rameau e l’Accademia di
Santa Cecilia con Daniel Harding. Michele Gamba dirige
un concerto straordinario che vede il ritorno di Juan Diego
Flórez. Igor Levit apre e chiude con programmi beethoveniani il ciclo dei concerti pianistici che ospita Yuja Wang,
Daniil Trifonov e Alexander Malofeev, mentre i concerti di
canto schierano Diana Damrau, Michael Spyres, Philippe
Jaroussky, Jessica Pratt e Brian Jagde. Infine, sono undici i
frequentatissimi appuntamenti della domenica mattina con
musicisti e gruppi dell’Orchestra scaligera.
Bambini, famiglie, ragazzi
La programmazione per il pubblico più giovane e le famiglie
diviene un asse portante della programmazione del Teatro,
con un’offerta differenziata per le diverse fasce di età. L’Accademia porta in scena un classico come L’elisir d’amore per i
bambini ma anche Beethoven, una novità assoluta commissionata a Pierangelo Valtinoni per il bicentenario del compositore.
Per i più piccoli prosegue la serie di spettacoli concerto “Intervalli di Scala” concepita e condotta da Mario Acampa con i musicisti dell’Orchestra e i due personaggi Mimì e Teo, mentre per
i ragazzi sempre Acampa conduce i “Concerti Invito alla Scala”.
La Scala collabora con AsLiCo per completare la programmazione con spettacoli e workshop per bambini e famiglie.
Spazio Scala
La Scala è il luogo dove la musica, la danza, il teatro avvengono
ma anche l’agorà dove se ne discute approfondendo autori, opere e interpreti. Il nuovo palinsesto “Spazio Scala” presenta un
calendario di decine di opportunità a ingresso gratuito divise
in diversi cicli. “Prima delle Prime”, realizzato in collaborazione
con gli Amici della Scala, presenta nei Ridotti i titoli d’opera e
balletto in cartellone e da quest’anno offre la possibilità di incontrare direttori e registi degli spettacoli. Il Ridotto ospita ogni
mese anche la presentazione di una novità editoriale. Il Museo
Teatrale alla Scala ospita i due cicli “Letture e note al Museo”,
dedicato ai libri di argomento musicale, e “Dischi e Tasti” che
presenta novità discografiche.
Nella Stagione 2026/2027 il programma del Teatro alla Scala
presenterà più di un appuntamento al giorno tra opere, balletti, concerti e approfondimenti oltre a un serie di collaborazioni
con le principali istituzioni milanesi, dall’Orchestra Sinfonica
di Milano al Festival MiTo fino al Salone del Mobile, la Camera
della Moda e il Piccolo Teatro che nel 2027 compie 80 anni
e riporta al Piermarini Arlecchino servitore di due padroni nella
storica regia di Giorgio Strehler.
A questa varietà nella proposta corrisponde una diversificazione
delle formule di partecipazione, dalle più prestigiose alle più accessibili, nell’intento di formare e consolidare una comunità sempre più vasta e inclusiva. Il Teatro alla Scala è espressione della
cultura e della tradizione della città di Milano e moltiplica le occasioni perché ciascuno possa non soltanto assistere a uno spettacolo, ma sentirsi parte di una tradizione che vive e si rinnova.
1°/06 Comunicato Stampa Info: www.teatroallascala.org bellaunavitaalloperablogpost.com







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