AL TEATRO VERDI DI TRIESTE TORNA L'OPERETTA IL 9 LUGLIO, REPLICHE L'11 E IL 12. ANDREA BINETTI METTE IN SCENA LA BAJADERA DI KALMAN. NE PARLIAMO CON IL MAESTRO ANDREA ALBERTIN CHE LA DIRIGERA' ALLA TESTA DELL'ORCHESTRA STABILE DEL TEATRO
Composta nel 1921, quest’operetta di Emmerich Kálmán su libretto di Brammer e Grünwald dal sapore esotico-indiano fece letteralmente impazzire Vienna, che ne decretò, alla prima, un successo enorme.
L’ambientazione della trama sentimentale è, come il solito, a Parigi: la trama, a sua volta, è un pretesto per cantare l‘amore: un principe indiano, Radjami (il tenore Domenico Menini) è costretto a prendere moglie per poter salire al trono. La sua ricerca di una sposa arriva fino alla Ville Lumière, dove incontra Odette Darimonde (il soprano Ana Petrievic), diva dell’operetta. Sarà, fra equivoci e colpi di scena a volontà, la donna per lui…
La facile vena compositiva che anima i cori, le romanze, i motivi danzanti, i duetti comici, piacevolissimi, coloriti, ricchi di originalità, vivacità e varietà, ma - al contempo - di sentimento, dalla forma elegante e graziosa, sostenuti da una ricca strumentazione e con finali nel segno della grandeur non possono che coinvolgere totalmente gli ascoltatori. Inoltre i fox trot, gli shimmy, nuovi motivi che avevano in gran parte sostituito i valzer nell’operetta, apparvero fin dalla prima esibizione destinati a sicura popolarità.
Al Teatro Verdi di Trieste, dove La Bajadera fu in scena, con enorme successo, negli anni Ottanta del secolo scorso - nel cast Max-René Cosotti e Tiziana Sojat, e la coppia comica Massimini-Mazzucato, dirigeva Guerrino Gruber -, torna in scena giovedì 9 e sabato 11 luglio alle 20.30, e domenica 12 luglio alle 18.00 nell’adattamento in due atti di Andrea Binetti che ne firma anche la regia appropriandosi del personaggio che fu di Massimini. La coproduzione fra Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi e Associazione Internazionale dell’Operetta sarà concertata e diretta da Andrea Albertin e si avvarrà delle coreografie di Noemi Gaggi e Luca Miclausig. Nel cast oltre ai già citati potremo ascoltare una nuova soubrette, Alessandra Della Croce, e ancora Gualtiero Giorgini, Maurizio Zacchigna, Alessio Colautti, Julian Sgherla e Michele Dirodi. Ad Ariella Reggio è riservato uno speciale cameo, mentre il Coro stabile del Verdi sarà diretto da Paolo Longo.
Andrea Albertin, che raggiungiamo durante le ultime prove dello spettacolo, è alla sua seconda operetta a Trieste: “Tre anni fa mi affidarono Il Paese dei campanelli di Lombardo e Ranzato, poco più che una commedia musicale. Andò bene, fu un bellissimo successo e quest’anno si sono di nuovo rivolti a me per quest’operetta esotica in cui Kalman si dimostra debitore al Puccini di Madama Butterfly. L’esotismo è il tratto comune fra i due titoli, il finale de La Bajadera cita quasi testualmente il finale primo di Butterfly: può sembrare incredibile che un lavoro d’intrattenimento dal finale lieto abbia preso degli spunti dalla celeberrima tragedia giapponese del Maestro di Lucca. Musicalmente La Bajadera mi ha sorpreso per le pagine d’intenso lirismo, per le danze ungheresi che s’insinuano nell’ambiente esotico e per le difficoltà che riservano a chi la deve far eseguire: ogni due o tre battute c’è un cambio di tempo, il direttore deve avere gesto e cervello elastici e una tecnica completa.”.
Una sfida per Andrea Albertin, nato vicino a Este, una preparazione musicale impeccabile: ha conseguito il diploma di organo, pianoforte e accordatura di strumenti a tastiera nei conservatori di Rovigo, Padova e Firenze, gli studi di composizione e direzione d’orchestra li ha svolti con i maestri Paolo Ballarin, Piero Bellugi, Giovanni Feltrin e Wolfango Dalla Vecchia. Il debutto è avvenuto in casa: al Teatro dei Filodrammatici di Este dove, nel 1999 ha diretto l’Histoire du Soldat di Igor Stravinskij. Non si è più fermato e da allora ha alternato alla direzione d’orchestra, l’attività di pianista e “vocal coach” presso grandi Teatri e Festival internazionali: la Scala, il Maggio Musicale Fiorentino, il Petruzzelli di Bari e, più recentemente i Tiroler Festspiele di Erl con Gustav Kuhn. “Oggi il pianoforte l’ho un po’ abbandonato, insegno, però, accompagnamento pianistico a Darfo, sede distaccata del Conservatorio di Btrescia, ma alla direzione d’orchestra alterno la mia passione di gioventù, l’organo. A Este organizzo da qualche anno un Festival estivo che sta ottenendo buoni risultati ed è seguito anche da un pubblico giovane, in preparazione ho due CD per musiche d’organo. Recentemente mi è capitato di preparare una cantante che doveva affrontare la parte della Madre ne Il Prigioniero di Dallapiccola, ma ormai accompagno al pianoforte solo i miei allievi al Conservatorio.”.
E l’operetta? “E’ una sfida, come dicevo, ma la collaborazione con Andrea Binetti è buona, i suoi spettacoli hanno uno stile televisivo, un po’ d’altri tempi, qui però le scenografie sono di effetto e il pubblico, credo, potrà essere soddisfatto. Ritrovo con piacere l’Orchestra stabile del Verdi che è in continua crescita. Suonare La Bajadera non è facile, l’inizio de La Bohème pucciniana, può essere considerato una passeggiata al confronto.”.
6/07 di Rino Alessi Info: www.teatroverdi-trieste.com
www.triesteoperetta.it bellaunavitaalloperablogpost.com



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