IN MENO DI 80 ORE VANNO IN SCENA ALL’ARENA DI VERONA LA TRAVIATA, AIDA, LA BOHÈME E NABUCCO. LUDOVIC TÉZIER PER LA PRIMA VOLTA A VERONA NEL RUOLO DI NABUCCO. IMPERDIBILE LA TRAVIATA DI GIOVEDì. IN SCENA RUSSOMANNO, MELI E TÉZIER. Da giovedì 9 a domenica 12 luglio, quattro grandi titoli d’opera. E sul palcoscenico areniano i grandi nomi della lirica, diretti da Spotti, Oren e Lanzillotta
La Traviata, giovedì 9 luglio. La Traviata apre il fine settimana areniano, nel nuovo allestimento del Festival 2026. Ultima occasione per vedere e ascoltare la protagonista dell’inaugurazione: Violetta sarà il soprano Martina Russomanno. Accanto a lei, il tenore Francesco Meli come Alfredo, e il debutto stagionale del baritono Ludovic Tézier come Giorgio. Con loro in scena Jan Antem, Gabriele Sagona, Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Clarissa Leonardi, Francesca Maionchi. Michele Spotti dirige il capolavoro di Verdi con l’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro istruito da Roberto Gabbiani, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, mimi e Tecnici, impegnati a movimentare le colossali scenografie. La produzione è firmata dal regista Paul Curran, con scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Stefano Ciammitti, luci di Fabio Barettin e coreografia di Kyle Lang. Per la prima volta l’Arena collabora con il Moulin Rouge di Parigi: in scena il celebre mulino rosso e il leggendario elefante di stucco visibile nello storico locale nei primi anni del ‘900. La storia di Violetta è infatti collocata nel culmine della Belle époque, tra sontuose feste, colori, danze, cabaret e follies, accentuando il contrasto tra l’eccesso della sfera pubblica e l’intimismo della vicenda privata. Violetta, famosa e ambita, si innamora del più sprovveduto Alfredo, ma il giudizio della società – rappresentata dal di lui padre Giorgio Germont – li dividerà.
Aida, regia di Stefano Poda ©Ennevi Foto
Aida, venerdì 10 luglio. Solo tre recite di Aida, l’opera regina dell’Arena, nella visione del regista Stefano Poda: la produzione ‘di cristallo’ con trasparenze inedite e giochi di luce che sottolineano le linee originali dell’Arena. In scena Maria José Siri come Aida, la principessa etiope ridotta in schiavitù alla corte dei faraoni, divisa tra l’amore per il condottiero egizio Radames affidato al tenore Gregory Kunde, e l’amore per la propria terra e storia, simboleggiata dal padre Amonasro, interpretato dal baritono Amartuvshin Enkhbat per un’ultima serata. Rivale di Aida è la principessa Amneris, in cui torna Alisa Kolosova. Ultima recita anche per il gran sacerdote Ramfis di Simon Lim, il Re egizio di Abramo Rosalen, il Messaggero di Riccardo Rados, con la sacerdotessa di Francesca Maionchi. L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro sono diretti da Daniel Oren, mentre in scena, con centinaia tra mimi, comparse e Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, l’Anfiteatro diventa parte attiva della storia, luogo del viaggio ‘dantesco’ compiuto dall’umanità attraverso amore, gelosia, guerra, preghiera. Il tutto unendo l’iconografia dell’Antico Egitto, presente anche nei costumi sontuosi e dettagliati tra alta moda e arte contemporanea. Solo altre due repliche: 19, 24 luglio.
La Bohème, sabato 11 luglio. Titolo amatissimo ma raro in Anfiteatro, di cui si celebrano quest’anno i 130 anni dalla sua prima messa in scena. La Bohème racconta complicità, divertimento, amore, amicizia con la musica più ispirata e toccante di Puccini. Un’opera ‘perfetta’ in cui convivono sentimento, umorismo ed energia, alcune delle melodie più belle di sempre. Con regia di Alfonso Signorini, scene di Juan Guillermo Nova e luci di Paolo Panizza, il set, fedele all’epoca, mostra al pubblico diversi piani d’azione dell’azione, frammenti di vita vera della Parigi intorno al 1860. Eleonora Buratto sarà Mimì per quest’ultima eccezionale serata, con Yusif Eyvazov come Rodolfo. Gli amici nella soffitta bohemienne saranno Mihai Damian (Marcello), Alexander Roslavets (Colline) e Jan Antem (Schaunard) e la volubile Musetta Francesca Pia Vitale. Nei ruoli di fianco, Nicolò Ceriani, Gianfranco Montresor, Carlo Bosi, Matteo Macchioni, Nicolò Rigano e Maurizio Pantò. In scena mimi e comparse, parte del Ballo areniano, il Coro di Fondazione Arena istruito da Roberto Gabbiani e le voci bianche di A.Li.Ve. L’Orchestra è diretta da Francesco Lanzillotta, applaudito al suo debutto areniano.
La Bohème, regia di Alfonso Signorini ©Ennevi Foto
Nabucco, domenica 12 luglio. Chiude la settimana Nabucco, dramma verdiano biblico, romantico e corale per eccellenza, divenuto colonna sonora del Risorgimento italiano. In scena lo spettacolo curato in ogni aspetto dal visionario Stefano Poda, che rappresenta il dualismo in cui è divisa l’umanità, destinata alla riconciliazione: in scena grandi simboli, duelli di massa coreografati, materiali innovativi e chilometri di led. Per la prima volta in Arena in questo ruolo, protagonista il baritono Ludovic Tézier sarà il temibile re babilonese. Le sue due figlie sono interpretate rispettivamente da Maria Josè Siri nella virtuosistica parte di Abigaille e da Anna Werle in quella della dolce ma coraggiosa Fenena. Zaccaria, guida spirituale del popolo ebraico, sarà Simon Lim, mentre Ismaele Galeano Salas. Completano il cast Nicolò Ceriani, Riccardo Rados ed Elisabetta Zizzo nei panni del Gran Sacerdote di Belo, Abdallo e Anna. Il giovane Michele Spotti torna alla guida dell’Orchestra areniana con l’applaudito Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani.
Nabucco, regia di Stefano Poda ©Ennevi Foto
L’Opera Festival esce dalle mura di Verona. Sabato 11 luglio, alle 21.30, va in scena al Mantova Village il recital de La Traviata, con la guida del docente e musicologo Fabio Sartorelli e le voci di Martina Russomanno e Riccardo Della Sciucca, accompagnati al pianoforte da Roberto Brandolisio. Per una sera l’atmosfera dell’anfiteatro veronese arriverà idealmente a Mantova, trasformando il Village in un palcoscenico a cielo aperto e offrendo al pubblico un’esperienza culturale immersiva, gratuita e aperta a tutti.
IL FESTIVAL 2026. Il 103° Festival porta in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabucco e La Bohème, quindi Turandot a 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: Roberto Bolle and friends coprodotto con ARTEDANZAsrl il 21 luglio, il balletto al Teatro Romano con Zorba il greco il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dei Carmina Burana di Orff il 13 agosto mentre il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debutta in prima assoluta il 18 agosto aggiungendosi alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.
L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.
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Via Roma 1, 37121 Verona
biglietteria@arenadiverona.it
Call center (+39) 045 800 51 51
www.arena.it
Punti di prevendita Vivaticket
8/06 Comunicato Stampa Foto: Ennevi Info:
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