LA SERGIO BERNAL DANCE COMPANY FRA FLAMENCO, BOLÉRO E CONTEMPORANEITÀ. Venerdì 10 luglio, alle 21.30 al Pala De André con tre coreografie di cui una in prima italiana
Bisogna creare un mondo che prima non esisteva: è questo lo spirito con cui Sergio Bernal affronta il palcoscenico, concepito come un luogo da inventare e riempire di immagini, luce e vita. Come farà per Ravenna Festival venerdì 10 luglio, alle 21.30 al Pala De André. Con la compagnia di danza che porta il suo nome e che dirige con Ricardo Cue, Bernal propone due coreografie di Rafael Aguilar: in prima italiana Rango, ispirato a La casa di Bernarda Alba, opera teatrale di Federico García Lorca, e Boléro, considerato da molti la versione più emozionante del celebre balletto di Maurice Ravel. Emerge dal fruscio e dal "taconeo" della compagnia l'unicità di Bernal, che concilia il rigore, la disciplina e l’aspirazione verticale del bailarín (ballerino classico) alla forza ancestrale, il radicamento e l’intensità emotiva del bailaor (danzatore di flamenco). La danza andalusa esplode con tutto il suo vigore in Suite Flamenca che completa il trittico: un intimo dialogo tra lo scattante e magnetico Bernal e i suoi musicisti. L’appuntamento è reso possibile dal sostegno di moreno.
Quando ha fondato la sua Sergio Bernal Dance Company nel 2019, dopo aver lasciato il Ballet Nacional de España, il ballerino ha creato prima di tutto luogo dove sperimentare, creare, dialogare con altri artisti e sviluppare una personale idea di teatro coreografico. La serata che lo vede protagonista al Festival interpreta questa pluralità attraverso un trittico che attraversa differenti territori espressivi della cultura spagnola. Si comincia da Rango, in cui l’ultima creazione del poeta e drammaturgo prima del suo assassinio durante la Guerra Civile diventa materia coreografica di straordinaria intensità. Aguilar costruisce un affresco della Spagna degli anni Trenta dominato dai temi della repressione, dell'autorità e del controllo sociale. Al centro si colloca la condizione femminile, imprigionata in un sistema che sacrifica il desiderio individuale alle convenzioni collettive. Le figure create da Lorca sembrano emergere dalla scena come apparizioni tragiche. Il gesto si carica di tensione drammatica; il corpo diventa il luogo in cui si manifesta il conflitto fra libertà e costrizione, fra pulsione vitale e disciplina imposta.
A questa dimensione narrativa segue Suite Flamenca, con coreografie di Sergio Bernal (Obertura, Racheo e Griega), Ricardo Cue (El Cisne, su pagine di Camille Saint-Saëns) e Jose Manuel Álvarez per Soleá x Bulerías firmata con Bernal e su musica eseguita dal vivo. La danza si fa dunque incontro tra danzatore e musicisti: il cantaor Roberto Lorente, la chitarra di Daniel Jurado, le percussioni di Javier Valdunciel e il corpo di Bernal entrano in dialogo e ogni accento musicale trova una traduzione fisica, ogni movimento genera a sua volta un nuovo impulso sonoro. Bernal ama ricordare che nel flamenco il danzatore è esso stesso uno strumento musicale. Il taconeo non accompagna semplicemente il ritmo: lo produce.
La serata culmina infine con Boléro, una delle opere più celebri di Rafael Aguilar. Creata nel 1987, questa coreografia ha attraversato i maggiori palcoscenici internazionali imponendosi come una lettura originale e potentissima della partitura di Maurice Ravel costruita su un'inesorabile accumulazione di energia, timbri e dinamiche. L'ensemble viene progressivamente sospinto verso i propri limiti espressivi e tecnici. Così, più che una semplice interpretazione musicale, Bolero diventa un manifesto della danza spagnola contemporanea: capace di custodire la tradizione e, nello stesso tempo, di reinventarla.
Biglietti: da 25 a 60 Euro (ridotti da 22 a 55 Euro); under 18: 5 Euro
Grazie a Start Romagna, navetta gratuita per lo spettacolo con due partenze dalla stazione ferroviaria (20.10, 20.50) e ritorni
9/06 Comunicato Stampa Foto: Dario Mongelli Andrea Ranzi Info: www.ravennafestival.org bellaunavitaalloperablogpost.com



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