PROSA, MUSICA, DANZA E LIRICA: TRA NUOVE DRAMMATURGIE, PROPOSTE MUSICALI CROSSOVER, GRANDI PROTAGONISTI DELLA SCENA ITALIANA E INTERNAZIONALE IL TEATRO VERDI PROPONE UN CARTELLONE NEL SEGNO DELLE ESCLUSIVE REGIONALI E TRIVENETE, NELL'ANNO DI PORDENONE CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA. DA OTTOBRE 2026 A GIUGNO 2027 OLTRE CINQUANTA APPUNTAMENTI CHE ATTRAVERSANO I GENERI, ABBONAMENTI AL VIA DAL 23 LUGLIO ONLINE E IN BIGLIETTERIA

Esclusive regionali e per il Triveneto, grandi interpreti della scena italiana e internazionale, nuove drammaturgie, musica che attraversa linguaggi e continenti, danza contemporanea, alta formazione, residenze artistiche, percorsi per giovani e giovanissimi, progetti che dialogano con il territorio. Con oltre una cinquantina di appuntamenti, la programmazione 2026/2027 del Teatro Verdi si innesta nell’anno di Pordenone Capitale italiana della Cultura trovando sintesi in Teatro genera cultura, dichiarazione di identità e di intenti di un Teatro oggi riconosciuto tra i principali poli culturali del Nordest.
Tra parole, musica e una speciale proiezione video realizzata per l'occasione, il cartellone è stato svelato nella serata di mercoledì 22 luglio in un atteso e partecipatissimo evento aperto alla città, a conferma del forte legame tra il Teatro Verdi e il suo pubblico. Emanuele Aldrovandi e Alessandro Taverna, artisti oltre che consulenti artistici – rispettivamente per la Prosa e per Musica e Danza - hanno dato voce alla visione che ispira la nuova programmazione attraverso le parole di Platone, Émile Zola e Oscar Wilde e le pagine musicali di Maurice Ravel Ludwig van Beethoven e Claude Debussy. In apertura gli interventi del Presidente Giovanni Lessio – che suggellerà anche la serata con la Direttrice Marika Saccomani – dell'assessore regionale Cristina Amirante e del sindaco Alessandro Basso. «Quella che presentiamo è la programmazione che va da ottobre 2026 a giugno 2027– spiega il presidente Giovanni Lessio – a cui si aggiungeranno progressivamente ulteriori proposte artistiche multidisciplinari che amplieranno l’offerta annuale. Il Teatro Verdi sente la responsabilità di fornire risposte ad un territorio ben più ampio della sola realtà cittadina. L’attività continuativa, l’originalità e la qualità delle proposte, la capacità di generare progetti innovativi, l’elevato numero di presenze (oltre 52.000 certificate per il 2025) assieme al riconoscimento del pubblico e dalla critica più qualificata, colloca a pieno titolo il Verdi tra i protagonisti assoluti di Pordenone Capitale italiana della Cultura e contribuisce a trasformare un importante riconoscimento in un'opportunità di crescita destinata a durare nel tempo. Le nostre proposte uniscono radicamento territoriale e respiro internazionale, come dimostrano il Montagna Teatro Festival - che dopo aver portato lo spettacolo dal vivo nelle vallate pordenonesi proseguirà negli spazi del Teatro - e il rapporto costruito in oltre un decennio con la GMJO – Gustav Mahler Jugendorchester, oggi Orchestra internazionale residente del Verdi, che rafforzerà ulteriormente la propria presenza a Pordenone con due concerti in cartellone e il ritorno sul podio di Kirill Petrenko. Un risultato costruito nel tempo che rappresenta un traguardo artistico per il Teatro e per l'intero territorio regionale, oltre che un unicum nel panorama nazionale».
Il cartellone Musica aprirà la programmazione il prossimo 16 ottobre con i 100 Cellos, il progetto ideato da Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi che è diventato negli anni uno dei fenomeni concertistici più originali d'Europa. Un'orchestra aperta, che si ricompone ogni volta coinvolgendo musicisti sempre diversi, trasformando ogni concerto in un'esecuzione unica e irripetibile, capace di attraversare Bach e Purcell, ma anche Bowie, Nirvana e Pink Floyd con la stessa naturalezza. È il primo tassello del cartellone musicale firmato da Alessandro Taverna costruito attorno all'incontro fra tradizioni differenti e alla capacità della musica di superare confini geografici e culturali. Un itinerario che l'8 novembre riporterà a Pordenone gli oltre 100 orchestrali provenienti da tutta Europa della Gustav Mahler Jugendorchester sotto la direzione del M° Cristian Măcelaru mentre a gennaio vedrà in scena la prestigiosa Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, guidata dal ventiseienne finlandese Tarmo Peltokoski, già indicato dalla critica internazionale come uno dei direttori più promettenti della sua generazione: violino solita la norvegese Vilde Frang la più interessante violinista degli ultimi anni. Accanto al grande repertorio sinfonico, un itinerario crossover che attraversa continenti e culture. Indialucia farà dialogare il flamenco con la musica classica indiana, rivelando sorprendenti affinità ritmiche fra due tradizioni nate a migliaia di chilometri di distanza, mentre An Irish Night porterà sul palco alcuni fra i più autorevoli interpreti della musica tradizionale irlandese. A marzo sarà la volta della Orpheus Chamber Orchestra, storica formazione newyorkese: ospite l’acclamato sassofonista americano Branford Marsalis, tre volte vincitore del Grammy Award e figura di riferimento assoluta del jazz contemporaneo. Ad aprile arriverà la NDR BigBand di Amburgo con il compositore e sassofonista Luigi Grasso, mentre il 22 aprile è attesa una star del violinismo mondiale, tra i maggiori virtuosi viventi, il greco Leonidas Kavakos. La musica accompagnerà due momenti simbolici nell'anno di Capitale della Cultura: il 15 maggio, per il bicentenario beethoveniano, i pianisti Maurizio Baglini e Alessandro Taverna, insieme al Coro del Teatro Regio di Parma, proporranno una rara versione per due pianoforti della Nona Sinfonia, mentre il 13 giugno tornerà sul podio del Verdi Kirill Petrenko, considerato il massimo direttore vivente, nuovamente alla guida della Gmjo per un concerto che già si prefigura imperdibile con l’immensa Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler.
Per l’Opera Lirica due produzioni con il Coro e l'Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste: Aida di Verdi e Norma di Bellini amplificano entrambe la tensione tra destino pubblico e intimità del desiderio. «Abbiamo immaginato un programma che attraversa geografie musicali molto diverse fra loro – spiega Alessandro Taverna – senza cercare facili contaminazioni, ma mettendo ogni cultura nelle condizioni di dialogare con le altre conservando la propria identità. Dal grande repertorio sinfonico alle esperienze crossover, ogni concerto presenta un modo diverso di ascoltare il mondo, affidandosi a interpreti che rappresentano oggi l'eccellenza della scena mondiale». Assecondando l’interesse dimostrato dal pubblico, la Danza amplia il proprio spazio con quattro appuntamenti affidati ad alcune fra le più interessanti compagnie del panorama internazionale contemporaneo «Nella musica il movimento lo immaginiamo, nella danza lo vediamo accadere davanti ai nostri occhi, tra corpi che fanno del gesto l'unico confine possibile», osserva ancora Taverna. L’11 dicembre, per la Giornata internazionale della Montagna, il Montagna Teatro Festival ospita una creazione “glaciale” e spettacolare del coreografo e performer Piergiorgio Milano capace di tradurre il paesaggio alpino in gesto verticale (“White Out – La conquista dell'inutile”). In cartellone, il 21 gennaio, la Cornelia Dance Company con “To My Skin” sul rapporto tra il corpo umano e un pianeta che si sta trasformando mentre il 26 febbraio è la volta di Komoco, la compagnia fondata dalla coreografa Sofia Nappi, tra le figure emergenti più apprezzate della scena europea. Infine, il 7 maggio, la São Paulo Dance Company, ambasciatrice della danza brasiliana nel mondo. Se la musica attraversa geografie e la danza racconta il corpo come luogo di trasformazione, la nuova programmazione di Prosa, affidata da quest’anno alla consulenza artistica di Emanuele Aldrovandi, sceglie di partire dalla forza delle storie, nel segno di un teatro popolare, alto e contemporaneo.
Un cartellone con tante esclusive e prime regionali che privilegia le nuove drammaturgie senza rinunciare ai grandi interpreti della scena italiana. L'apertura, il 23 e 24 ottobre, è affidata all’imponente produzione “People, Places & Things”, su un testo del drammaturgo britannico Duncan Macmillan, uno degli autori più rappresentati della scena inglese contemporanea, grande successo che segna il ritorno alla regia teatrale di Pierfrancesco Favino, Lo spettacolo, protagonisti Anna Ferzetti e Thomas Trabacchi con un nutrito cast di attori, affronta senza moralismi un tema complesso come la dipendenza. Il 18 e 19 novembre arriva in esclusiva regionale la commedia “Figli”, nata dall'incontro fra la scrittura di Mattia Torre – autore di Boris, fra le voci più acute della drammaturgia italiana recente – e la regia di Fausto Paravidino, con protagonisti Edoardo Pesce e Silvia D'Amico. Il 3 e 4 dicembre sarà invece la volta di “Oltre”, il lavoro di Fabiana Iacozzilli e Linda Dalisi ispirato al disastro aereo delle Ande del 1972: con l'utilizzo di grandi puppets, ripercorre con sguardo poetico una delle vicende più drammatiche sul limite e la sopravvivenza. Torna al Verdi il 20 dicembre “Giusto”, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Rosario Lisma, attore tra i più apprezzati della scena italiana contemporanea. Non poteva mancare in cartellone quello che è stato definito il testamento teatrale di uno dei massimi interpreti di sempre, un pezzo di storia del teatro italiano: Umberto Orsini, sotto la regia di Massimo Popolizio, è atteso in apertura del 2027 (12 e 13 gennaio), con “Prima del temporale”, intenso viaggio autobiografico fra ricordi, ironia, paure e memoria artistica. Nel pomeriggio del 31 gennaio, atteso sul palco del Verdi lo scrittore Maurizio de Giovanni con “Passione”, suo personalissimo attraversamento della storia della canzone napoletana. A febbraio arriverà un classico della drammaturgia americana, “Hospitality Suite” (19, 20, 21 febbraio), di Roger Rueff, diretto e interpretato da Francesco Scianna affiancato da Sergio Romano - fresco vincitore del David di Donatello per Le città di pianura - una tragicommedia sul lavoro, il successo e la fragilità delle relazioni umane. A metà marzo in esclusiva regionale e per il Veneto lo spettacolo scritto da Stefano Massini e diretto da Alessandro Gassmann “Stato contro Nolan”, un legal thriller che affronta temi attualissimi come la manipolazione dell'informazione, il rapporto fra potere e consenso e la costruzione della paura collettiva. Ancora in esclusiva regionale e per il Veneto, il 24 e 25 marzo Rocco Papaleo è protagonista di Scheda Bianca, lo spettacolo tratto da Saggio sulla lucidità di José Saramago con la regia di Serena Sinigaglia e la partecipazione video di Paolo Calabresi, una raffinata parabola politica sospesa fra thriller e satira civile.
Esclusiva regionale anche per l’unico classico presente in cartellone: “Il berretto a sonagli” (17-18 aprile) segna il primo incontro nella carriera di Silvio Orlando con uno dei capolavori assoluti di Pirandello. Ancora in esclusiva, la chiusura di programmazione il 29-30 aprile è affidata a “Le nostre donne”, testo di Eric Assous vincitore del Premio Molière: Luca Bizzarri è protagonista di questa commedia che utilizza i tempi della comicità per affrontare con sorprendente lucidità il rapporto fra uomini e donne e il tema della violenza sulle donne. Anche quest’anno nel percorso Nuove Scritture si potranno incontrare giovani talenti - come le autrici Giulia Lombezzi, Benedetta Parisi e Alice Sinigaglia - o protagonisti già affermati come Davide Enia, Premio Ubu 2025 per “Autoritratto”, Gipo Gurrado con il suo particolarissimo modern musical “F*ck”, e Carrozzeria Orfeo, una delle compagnie italiane che meglio ha saputo rinnovare il linguaggio del teatro contemporaneo. «In questa mia prima programmazione al Teatro Verdi – racconta Emanuele Aldrovandi – ho cercato di costruire un percorso fondato sulla forza delle storie, sulla qualità della drammaturgia contemporanea e sull'eccellenza degli interpreti. Un teatro che sappia coinvolgere il pubblico senza rinunciare alla complessità, capace di sorprendere, emozionare e offrire nuovi punti di vista sulla realtà. Un teatro alto e, allo stesso tempo, profondamente popolare, nel senso più autentico del termine, che continui a essere uno spazio di crescita culturale e civile». Completano la programmazione il consolidato percorso Anni Verdi, dedicato alle famiglie e ai più piccoli, i laboratori Happy Kids della domenica pomeriggio, che si svolgono in contemporanea con gli spettacoli di Prosa in Sala Grande, che offre quindi a tutta la famiglia un’esperienza teatrale originale e coinvolgente, i progetti Opera Baby per i bambini piccolissimi dai 6 ai 36 mesi e Opera Meno9, un nuovo laboratorio musicale e di movimento per le mamme in attesa. Teatro No Limits – 3 gli spettacoli audiodescritri dal vivo in cuffia per le persone non vedenti e ipovedenti - conferma la scelta di potenziare sempre di più l’accessibilità in Sala. La programmazione 2026/2027 consegna l'immagine di un teatro che continua a crescere rafforzando la sua identità: un luogo dove la qualità della proposta artistica aiuta a interpretare il presente e contribuisce alla crescita culturale del territorio. Campagna abbonamenti al via il 23 luglio Online e in Biglietteria, conferme fino al 9 settembre. www.teatroverdipordenone.it Tel 0434 247624 biglietteria@teatroverdipordenone.it Biglietteria aperta fino al 14 agosto: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19, riaprirà il 26 agosto, in vista dei concerti del 31 agosto e del 01 settembre con la Gustav Mahler Jugendorchester diretta dal grande Philippe Jordan. 22/07 Comunicato Stampa Foto: Wilfried Ho Laila Pozzo Info: www.teatroverdipordenone.it bellaunavitaalloperablogpost.com

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