Chi l'ha persa in diretta può recuperare su youtube l'opera di Antonio Fortunato Falcone e Borsellino ovvero il muro dei martiri nella produzione del Luglio Musicale Trapanese 2018. La prima fu al Teatro Verdi di Pisa

Le vite di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono intrecciate fin dall'inizio. Entrambi nacquero a Palermo: Falcone il 20 maggio del 1939, Borsellino otto mesi dopo, il 19 gennaio. La Kalsa, l'antico quartiere di origine araba di Palermo, zona di professori, commercianti ed esponenti della media borghesia fu per entrambi la culla delle loro prime esperienze di vita. Abitavano a poche decine di metri di distanza l'uno dall'altro e furono amici fin da bambini: si ritrovavano a giocare in piazza della Magione. L'opera del compositore siciliano Antonio Fortunato Falcone e Borsellino ovvero il muro dei martiri, andata in scena per il Luglio Musicale Trapanese nel novembre del 2018 onora la memoria di uno dei due, Giovanni Falcone. Lo scorso sabato 23 maggio, in occasione del ventottesimo anniversario della strage di Capaci - in cui persero la vita, con il magistrato, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta – è andata in onda su Telesud - Canale 118 del digitale terrestre e anche CH 518 in fullHd per tutta la Sicilia, oltre che in diretta streaming. Un omaggio ai due magistrati e a tutte le vittime uccise dalla mafia, un messaggio di rinnovamento e di rinascita attraverso la musica e la poesia. L’Opera, interamente prodotta dall’Ente Luglio Musicale Trapanese nel 2018, e già vista in precedenza a Pisa, è soprattutto un messaggio di riscatto per la terra di Sicilia, tramite l’arte. L’omaggio è reso tangibile dallo scarno elemento scenografico predominante: un muro, edificato sulle macerie della città, sul quale scorrono, composti in un video d'arte grafica contemporanea, i nomi dei tanti martiri di mafia. Nel prologo dell’opera, che dà enfasi poetica alla realtà, dialogano voci fuori campo, non di attori, ma di magistrati e avvocati attivi al Palazzo di Giustizia di Trapani: fondamentali sono state, in tal senso, la disponibilità della Presidenza del Tribunale di Trapani e della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano e la collaborazione fattiva dell'ANM Trapani, della Camera Penale di Trapani “G. Rubino”, dell’Ordine degli Avvocati di Trapani.
Nel proseguimento dell’atto unico la non azione si dipana in un dialogo serrato fra coro e solisti. Potremmo definirlo uno Stationendrama all’uso di Brecht, ma in chiave spiccatamente siciliana. Teatro musicale di poesia, certamente, ma soprattutto teatro di denuncia o, se vogliamo, teatro politico che il Luglio Musicale Trapanese – e staremo a vedere se la città, prima dichiarata fuori pericolo corona virus sarà in grado di programmare un’edizione 2020, sia pure ridotta – ha realizzato in collaborazione con la Fondazione Giovanni Falcone Palermo Chiama Italia. La musica, come definirla? Neoromantica? D’impianto novecentesco e quindi tradizionale?, si mette a servizio del testo, alto, che indulge a tratti in enfasi retorica, ora recitato in lingua ora in siciliano, a differenziare le diverse estrazioni sociali degli interlocutori.
L’autore, Antonio Fortunato, dopo aver iniziato gli studi pianistici al Liceo Musicale di Marsala si è diplomato al Conservatorio di Musica di Palermo e ha seguito corsi di perfezionamento con Sollima e Marvulli. Svolge attività concertistica come pianista e in organici da camera e da anni si è dedicato intensamente alla composizione scrivendo molta musica pianistica, per organo, da camera, orchestrale e ben sette opere di teatro musicale. La sua musica trae ispirazione dalle fonti della “filosofia perenne”, e risolve in essa l’inestricabile conflitto tra suono e parola, che, fondendosi in profondità, trovando una via d’accesso all’armonia del tutto. In televisione, l’opera dedicata a Falcone - un solo atto della durata di un’ora e mezza scarsa - ci restituisce appieno la sua carica emozionale di denuncia, forte anche di un testo molto forte di Gaspare Miraglia.
Merito di un’esecuzione impeccabile che, accanto ai protagonisti Edoardo Siravo e Claudio Lardo, interpreti rispettivamente, di Falcone e Borsellino vede radunato uno stuolo di eccellenti cantanti-attori, dal soprano Clara Polito che offre il ritratto dolente di una Madre di vittima della mafia, al baritono Luca Bruno nei panni dimessi di un Padre, a Francesco Palmieri, basso, che impersona la Mafia, che la drammaturgia capziosa dell’opera trasforma in un vero e proprio personaggio. L’orchestra, diretta da Elio Orciuolo, e il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, preparato da Fabio Modica cui si unisce il Coro di Voci Bianche “Carpe Diem” da Roberta Caly offrono buona prova di sé e s’inseriscono bene nello spettacolo che si avvale della regia di Maria Paola Viano, delle scene e costumi di Antonella Conte che, per l’occasione ha collaborato con l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Come dire, un’opera che ti prende anche in tv e che è possibile trovare e ammirare in rete.
In precedenza era stata bene accolta quando fu tenuta a battesimo al Teatro Verdi di Pisa, a fine stagione 2012/2013 in una nuova produzione che ebbe il sostegno di Libera. Nel cast c'erano Giuseppe Pelligra, Lydia Tamburrino e Italo Proferisce; Falcone e Borsellino erano interpretati da due bravi attori (Andrea Biagiotti e Marco Maria Casazza); l'orchestra era l'Arché; dirigeva, anche in questo caso, Elio Orciuolo; il Coro era quello del Laboratorio Lirico San Nicola con I Piccoli Cantori di San Nicola e Santa Lucia; regia e scene erano di Lorenzo Maria Mucci. Anche a Pisa, raccontano le cronache e chi assistette alle rappresentazioni, il lavoro ebbe buon esito. 28/05 Nella foto in alto Falcone e Borsellino, più in basso la locandina e tre scene dello spettacolo andato in scena al Luglio Musicale Trapanese. di Rino Alessi bellaunavitaallopera.blogspot.com

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