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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

BRECHT-WEILL E ASCESA E CADUTA DELLA CITTA' DI MAHAGONNY: STENTA A DECOLLARE AL TEATRO VERDI DI TRIESTE LO SPETTACOLO DI HENNING BROCKHAUS. NESSUNA CONTESTAZIONE PER BEATRICE VENEZI

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Nella produzione varata nel 2022 al Teatro Regio di Parma e già rispresa dal Petruzzelli di Bari, Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, ossia Ascesa e caduta della città di Mahagonny è approdata per la prima volta anche al Teatro Verdi di Trieste. Seconda e meno fortunata opera musical-teatrale nata dalla collaborazione tra Bertolt Brecht e il musicista Kurt Weill, Mahagonny non ha mai ottenuto il successo della ben più graffiante Dreigroschoper (L’opera da tre soldi); la sua prima rappresentazione avvenne alla Deutsche Oper di Lipsia nel marzo del 1930, a Berlino arrivò nel dicembre dell'anno successivo. Da allora non è mai entrata nel repertorio corrente dei teatri d’opera. L'impianto musicale – imponente l’organico orchestrale - fa frequenti ricorsi al concertato e al corale con numerosi interventi recitati resi laboriosi da seguire nell’esecuzione triestina che adottava la versione in lingua originale con una compagnia non germanofona. Non mancano le arie, una per tutte la...

LA STAGIONE LIRICA 2025/2026 DEL TEATRO NAZIONALE CROATO IVAN ZAJC DI FIUME SI E' APERTA CON LA RARA GIOVANNA D'ARCO DI VERDI PER LA REGIA DI EMMA DANTE RIPRESA DA FEDERICO GAGLIARDI IN COPRODUZIONE CON IL REGIO DI PARMA

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“La migliore delle mie opere senza eccezione e senza dubbio”, così in una lettera a Francesco Maria Piave del sedici febbraio 1845, Verdi scrisse a proposito di Giovanna d'Arco, il dramma lirico in un prologo e tre atti su libretto di Temistocle Solera, appena tenuto a battesimo alla Scala, con franco successo di pubblico, e parzialmente tratto dal dramma di Friedrich Schiller Die Jungfrau von Orleans (La Pulzella d'Orléans). Oggi, la moderna critica verdiana valuta la settima opera del catalogo verdiano molto negativamente, nonostante le occasioni per riascoltarla sul palcoscenico siano state, negli anni, abbastanza frequenti. Massimo Mila, dandone un giudizio complessivo di condanna, ritiene che le parti migliori siano la prima metà del prologo - fino alla cavatina del tenore esclusa - e tutto il terzo atto. Alla luce del recente ascolto fiumano, concordiamo in toto con lui, e non possiamo che condividere con l’illustre critico piemontese che “le parti negative sono quelle ...

EMANUELE MASI NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DELLA STAGIONE D’OPERA E DANZA DEL TEATRO ALIGHIERI DI RAVENNA. Masi assume l’incarico per il triennio 2026-28, raccogliendo il testimone di Angelo Nicastro

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Al Teatro Alighieri di Ravenna fervono i preparativi per l’apertura del nuovo cartellone lirico e, in vista delle recite di venerdì e domenica, alle prove del Macbeth di Verdi assiste anche Emanuele Masi, neo-nominato direttore artistico della Stagione d’Opera e Danza che raccoglie il testimone del direttore uscente Angelo Nicastro. L’assegnazione a Masi dell’incarico per il triennio 2026-28 conclude il percorso iniziato a ottobre con la pubblicazione dell’Avviso finalizzato alla raccolta di manifestazioni d’interesse. Sono state oltre cinquanta le candidature pervenute da tutt’Italia, confermando la considerazione di cui gode il Teatro Alighieri, forte di un’attività produttiva che ne ha fatto un punto di riferimento per lo spettacolo dal vivo in Emilia-Romagna e in Italia, ma anche laboratorio di sperimentazioni e motore di crescita culturale per la Città e il suo territorio. “Siamo felici – dichiara il presidente di Ravenna Manifestazioni, Alessandro Barattoni – di dare...

INAUGURATA CON UNA SERATA DEDICATA AL MELODRAMMA ITALIANO LA RINNOVATA SALA BEETHOVEN DI VIA CORONEO A TRIESTE. SUL PALCO UNO SVETTANTE PAOLO RUMETZ E LA GIOVANE GESUA GALLIFOCO ACCOMPAGNATI AL PIANOFORTE DA SABINA ARRU. PRIMO APPUNTAMENTO DELLA RASSEGNA MUSICALE DELL'ASSOCIAZIONE SCHILLER

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Sala Beethoven piena lo scorso sabato per il primo della serie degli otto concerti previsti nella nuova stagione dall’Associazione culturale Friedrich Schiller che gestisce lo spazio culturale di via del Coroneo per lunghi anni sede del Goethe Institut di Trieste. In questa occasione la musica vocale da camera, al centro degli interessi della Schiller, ha ceduto il posto al melodramma in un galà lirico che comprendeva diverse opere tratte da drammi dell’autore tedesco. E’ stata un’inaugurazione in grande spolvero che promette belle novità per uno spazio rinnovato in una Trieste la cui vita culturale è, sotto il profilo musicale, ricca e variegata. Dopo un importante restauro, reso possibile dal contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione CRTrieste e dalla Società Germanica di Beneficenza, proprietaria dell’immobile la storica Sala al secondo piano di un palazzo che risale al 1903 ha finalmente riaperto i battenti. Eleganti atmosfere d’inizio Novecento contraddistingu...

UN GALÀ LIRICO RIAPRE LA STORICA SALA BEETHOVEN A TRIESTE SERATA INAUGURALE SABATO 24 GENNAIO ALLE VENTI SUL PALCO IL BARITONO PAOLO RUMETZ E IL SOPRANO GESUA GALLIFOCO

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Sabato 24 gennaio alle 20.00 l’Associazione culturale Friedrich Schiller inaugurerà uno spazio rinnovato per gli eventi culturali a Trieste. Dopo un importante restauro, reso possibile dal contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione CRTrieste e Società Germanica di Beneficenza, riaprirà la storica Sala Beethoven al secondo piano di via Coroneo 15. Eleganti atmosfere di inizio Novecento accoglieranno il pubblico in uno spazio del quale sono state mantenute le caratteristiche stilistiche originarie, per proseguire con nuova freschezza una tradizione iniziata nel 1903, anno di apertura di questa sala, destinata allora alle molteplici attività culturali dell’associazionismo triestino prevalentemente di lingua tedesca. Nella sua lunga storia la sala è stata la sede del Circolo Artistico Triestino e, dal 1941, della Società Germanica di Beneficenza (successivamente Goethe Institut). Attualmente è gestita dall’Associazione F. Schiller, nata sulle orme dello Schillerverein f...

La Biennale di Venezia / I Leoni della Biennale Teatro 2026 a Emma Dante, Leone d’oro alla carriera, e a Mario Banushi, Leone d’argento

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Emma Dante, in questi giorni a Fiume, in Croazia, per riprendere la Giovanna d'Arco di Verdi, la più celebrata regista italiana di teatro e d’opera, il Leone d’oro alla carriera della Biennale Teatro 2026; al ventisettenne regista greco-albanese Mario Banushi, che da subito si è imposto sulla scena europea e internazionale, va il Leone d’argento. Lo ha stabilito il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia su proposta di Willem Dafoe, Direttore del settore Teatro. La cerimonia di premiazione avrà luogo nel corso del 54. Festival Internazionale del Teatro (7 > 21 giugno) nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale. Il Leone d’oro alla carriera “Emma Dante è un’artista, una donna che, partendo da Palermo, dal cuore della sua Palermo – recita la motivazione - ha saputo portare la Sicilia alla ribalta, innervando la grande lezione di Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, come pure di Ciprì e Maresco o Franco Scaldati, affrontan...

GRANDE ATTESA AL GRAN TEATRO LA FENICE PER L'OPERA VERDIANA TENUTA A BATTESIMO NELLA CITTA' LAGUNARE. DA VENERDI' 23 GENNAIO VENEZIA RITROVA SIMON BOCCANEGRA

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Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi sarà in scena al Gran Teatro La Fenice. L'opera sarà proposta in un nuovo allestimento del regista Luca Micheletti, che si cimenta per la prima volta con questo lavoro del Cigno di Busseto, con le scene di Leila Fteita, i costumi Anna Biagiotti e il light design di Giuseppe Di Iorio; con Benedetto Sicca quale drammaturgo e aiuto regista. La direzione musicale sarà affidata a Renato Palumbo che, alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, dirigerà un cast eccezionale, con Luca Salsi (23, 25, 27, 29/1) e Simone Piazzola (1, 10, 12, 14/2) impegnati nel ruolo eponimo; Francesca Dotto per la prima volta in carriera interprete di Amelia; Alex Esposito al debutto nel ruolo di Fiesco; Francesco Meli nel ruolo di Gabriele Adorno ; Simone Alberghini nel ruolo di Paolo Albiani; e con Alberto Comes nelle vesti di Pietro. Maestro del Coro Alfonso Caiani. Otto le repliche in programma al Teatro La Fenice, nell'ambito della Stagione Lirica e Ballett...

FESTOSA FINE D'ANNO 2025 AL TEATRO VERDI DI TRIESTE CON IL CONCERTO OPERISTICO DIRETTO DA ENRICO CALESSO. SUGLI SCUDI I TRE SOLISTI JESSICA PRATT, MARCO CIAPONI E GIORGIO CAODURO

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Festosa fine dell’anno 2025 al Teatro Verdi di Trieste con un concertone - quasi due ore di musica, bis compresi - che inanellava arie, cori e brani orchestrali del grande repertorio operistico italiano dell’Otto e Novecento con un’appendice operettistica fra Offenbach e Léhar. Pubblico caloroso, molti gli austriaci che negli anni passati hanno scelto Trieste per investire nel mattone, teatro gremito, palcoscenico infiorato più che alla prima di stagione e molti applausi a siglare il successo dell’iniziativa. Artefice massimo della serata è stato Enrico Calesso, il maestro trevigiano di recente confermato alla direzione stabile della Fondazione triestina, che non solo ha pensato per la serata un programma ricco e articolato, ma l’ha introdotto con garbo, dialogando con gli artisti sul palco e partecipando spiritosamente alle loro performance. L’Orchestra stabile del Teatro Verdi gli ha risposto con prontezza e meglio di così, sotto il profilo musicale, le cose non potevano andare. I tr...