ITALIANA!: RICCARDO MUTI E THE PHILHARMONIC BRASS. Giovedì 2 luglio, alle 21.30 alla Rocca Brancaleone di Ravenna
Ancora una volta al Ravenna Festival si incontrano e riuniscono musicisti tra i più importanti del panorama internazionale: ad attrarli è senza dubbio Riccardo Muti. Si tratta infatti di The Philharmonic Brass, ovvero i migliori ottoni e percussionisti delle migliori orchestre europee, tra tutte Wiener Philharmoniker e Berliner Philharmoniker, che giovedì 2 luglio, alle ore 21.30 alla Rocca Brancaleone, si esibiranno appunto sotto la direzione di Muti, in un programma dal titolo inequivocabile: “Italiana!”. Lo stesso titolo scelto per il disco che questi straordinari musicisti (16 ottoni e 4 percussionisti) hanno inciso un paio d’anni orsono proprio sotto la bacchetta di Muti e proprio a Ravenna, presso l’Auditorium di San Romualdo. Una fiorita di pagine di grande presa espressiva – da quelle tratte dal più popolare repertorio operistico a quelle più propriamente sinfoniche che segnano il passaggio al Novecento – rivisitate secondo l’antica arte della trascrizione, ché dall’originaria veste per orchestra ogni brano è ricreato e affidato alla brillantezza del timbro di una sorta di banda d’eccellenza. L’appuntamento è possibile grazie al sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale e di RCCP Ravenna Civitas Cruise Port.
Il programma, dunque, prende le mosse dalla celeberrima Sinfonia dal Nabucco di Giuseppe Verdi, e per tutta la prima parte si dipana attraverso pagine scelte dal repertorio operistico: ancora una Sinfonia quella dall’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, poi l’Intermezzo da Manon Lescaut di Giacomo Puccini, e l’Ouverture dall’ultimo titolo rossiniano, il grand-opéra Guillaume Tell. Ad aprire la seconda parte è un brano tanto famoso quanto controverso: l’Adagio in sol minore di Tommaso Albinoni, o meglio attribuito al compositore veneziano attivo fino a metà Settecento, che in realtà è un emblematico caso di “falso storico”, frutto dell’estro di Remo Giazzotto che lo pubblica nel 1958 come rielaborazione di frammenti ritrovati, a loro volta falsi. Circostanze che nulla tolgono al potere evocativo della partitura, cui seguiranno gli esotici Ballabili tratti da Aida di Verdi, prima di approdare agli esiti di quei compositori che nel passaggio al nuovo secolo cercano in Italia di affrancarsi dallo stringente predominio del teatro d’opera. Allora tocca a una pagina particolarmente amata dal maestro Muti: l’evocativo Notturno op. 70 n. 1 di Giuseppe Martucci e infine a due degli “affreschi” musicali “romani” di Ottorino Respighi: “Circenses” tratto da Feste Romane e “I pini della via Appia” da I pini di Roma.
Si tratta quindi di un appuntamento imperdibile, in cui Riccardo Muti, alla guida di un organico unico per qualità e spirito, rinsalda il legame con quel repertorio italiano che tanto spesso ha difeso da ingiusti pregiudizi e semplificazioni, evocando al tempo stesso – ma ai massimi livelli immaginabili – l’organico della banda, ovvero dello “strumento” che proprio Muti più volte ha sottolineato essere stato per molti italiani «il primo contatto con la musica». L’organico di ottoni e fiati che caratterizza i Philharmonic Brass richiama infatti direttamente quella tradizione, trasfigurandola in una dimensione internazionale e di qualità eccelsa, capace di raggiungere comunque l’ascoltatore senza mediazioni.
Biglietti: da 45 a 60 Euro (ridotti da 42 a 55); under 18: 5 Euro
1/07 Comunicato Stampa Foto: Tugan Sokhiev Zani Casadio Info: www.ravennafestival.org bellaunavitaalloperablogspot.com


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